Formula 1: Dichiarazioni di Montezemolo durante il tradizionale scambio di Auguri con la Stampa

Fiorano (Mo) – La crisi lambisce anche una di quelle case automobilistiche che in un 2008 disastroso per tanti ha chiuso un bilancio da incorniciare: il migliore di sempre per
auto vendute, fatturato, utili, imprese sportive: la Ferrari. Luca di Montezemolo incontra i giornalisti per lo scambio degli auguri di Natale e da uomo di impresa porta il discorso
sugli scenari grevi che incombono sui mercati.

La Ferrari no, non sarà toccata nemmeno nel 2009 dal crollo dell’auto, e anzi trova un nuovo sponsor, Tata, il colosso indiano: “Enzo Ferrari mi diceva negli anni ’70 che 1.500
‘pazzi’ che compravano una Ferrari, crisi o non crisi, li avremmo trovati. Credo che, adeguando i numeri, 6.000 ‘pazzi’ continueremo a trovarli”. Lo scenario peggiore che ipotizza
è, al massimo, un blocco del turn over a fine 2009, nulla di più.

Il lusso non soffre. La casa madre, la Fiat, non sta così bene. Starebbe benissimo. Senza il crollo mondiale, anche Torino avrebbe vissuto il migliore anno di sempre. E infatti
mentre i competitors vedono cali del 40-50%, la Fiat non va così male: “Ma stiamo pensando di aspettare il lancio di auto già pronte in momenti migliori. Di sicuro
presenteremo la Fiat 500 Cabrio. Potrebbero slittare altre novità, Alfa Romeo 149 compresa”. E’ in questo contesto che “la crisi ha accelerato quello che comunque avremmo dovuto
affrontare in F1”.

Guarda avanti, Montezemolo, entusiasta dei successi Ferrari, nonostante il dolore per quel mondiale vinto da Massa al traguardo del Brasile, ma perso drammaticamente una trentina di
secondi dopo, passato beffardamente nelle mani di Hamilton. Il 2009 sarà pieno di incognite: cambia tutto, motore per tre gare, stop ai rifornimenti, gomme slick, e dunque ci
saranno sorprese.

Ma è al sommovimento in seno al mondo della F1 che allude: “Bene ha fatto la Fia, bene ha fatto Max Mosley a porre il problema dei risparmi – dice – Ma puntavano al 2010, che
è il dopodomani. Invece è nel 2009 che la crisi avrà i suoi effetti. Qui a Maranello, in luglio c’é stata la prima riunione di tutti i team che hanno dato
vita alla Fota. C’é un bel clima, di unità.

Abbiamo ottenuto questo risparmio sui motori, un 50%, già il prossimo anno. E dal 2012, col nostro piano, il 50% di risparmio riguarderà l’intero budget”. La Fia
ipotizzava il motore unico: “Era l’occasione per cogliere la palla al balzo e abbandonare la F1. Se fosse passato il motore unico, almeno quattro, forse cinque case automobilistiche
avrebbero detto addio. E intendo dire quattro o cinque oltre alla Ferrari. Cioé tutte”.

Meglio aver dato ascolto alla Fota. Giunge infatti la domanda: ma i vertici del motorismo, Bernie Ecclestone e Max Mosley, non sono la causa del lievitare dei costi? Montezemolo
risponde: “Il tempo passa e tra qualche anno anch’io andrò in pensione. La crisi forse accelera un processo di rinnovamento che comunque si doveva affrontare. Conosco Ecclestone
dal ’73, e penso che abbia fatto un grandissimo lavoro. Poi qualche anno fa litigammo, gli diedi dell’ingordo, per i ricavi divisi al 70% a lui e al 30% per tutti i team. Ora siamo a 50
e 50. Qualcosa dovremo fare ancora. Vediamo. Di certo è finito in F1 lo sport di mettere gli uni contro gli altri per governare”.

Ultime battute, tra le tante, per i piloti: “Lewis Hamilton? Grandissimo. Ma con tutto il rispetto non lo cambio con Felipe Massa”. Ribadisce che si tiene Massa e Raikkonen e che non ci
sono spazi, almeno a breve, per clamorosi arrivi a Maranello, nemmeno quello di Fernando Alonso. Però è stato Hamilton a dire che mai e poi mai sarebbe finito alla
Ferrari: “Di solito – risponde – è la Ferrari che sceglie. E sono convinto che sia la Ferrari che rende popolare un pilota”.

Appunto, alla Ferrari non servirebbe un pilota più popolare? “Raikkonen è venuto in Ferrari e ha vinto il mondiale. Massa se non lo ha vinto quest’anno è stata per
colpa nostra. Un certo Schumacher ci ha messo anni e quando ha detto addio aveva il paese in pugno. Felipe è popolarissimo, per l’uomo che è per il grande pilota che ha
dimostrato di essere, per il modo stupendo in cui ha saputo perdere questo mondiale”.

 Giampiero Moscato

Ansa.it per NEWSFOOD.com

Leggi Anche
Scrivi un commento