Formigoni: «lo Statuto sancisce nostro modello Governo»

Milano – «Uno Statuto innovativo, che sancisce il modello di governo e le innovazioni che in questi anni abbiamo saputo introdurre e che valorizza i principi che hanno
governato l’azione politica», il presidente della Regione Lombardia, Roberto Formigoni, intervenendo in Consiglio regionale durante la discussione sul nuovo Statuto, commenta così
il testo approvato in meno di un anno dall’apposita Commissione, presieduta dal consigliere Giuseppe Adamoli.

I punti «forti» dei 9 titoli e dei 65 articoli che costituiscono la nuova carta sono l’elezione diretta del presidente della Giunta regionale e il potenziamento del ruolo dello
stesso Consiglio regionale che avrà funzioni di legislazione, programmazione, alta amministrazione, controllo e valutazione degli effetti concreti delle leggi. I consiglieri regionali
restano 80, ma a differenza di oggi saranno obbligatoriamente rappresentate tutte e 12 le province lombarde.
Lo Statuto per diventare legge dovrà essere approvato in due sedute a non meno di due mesi di distanza l’una dall’altra.

«Riconosco a questo Statuto e alla Commissione che lo ha redatto – ha detto Formigoni – il merito di aver valorizzato quel nuovo metodo politico che abbiamo inaugurato qui in Lombardia
che, superando la logica della contrapposizione frontale, ha portato quasi tutte le forze politiche lombarde a condividere il percorso intrapreso. Questo Statuto è quindi lo specchio di
un’azione politica, che ha sempre visto le forze politiche lombarde dialogare nell’interesse della Regione».

Un testo, quello presentato oggi all’Aula, che come ha evidenziato il presidente lombardo «sancisce il nostro modello di governo sottolineando ancora una volta l’attenzione alla persona e
il riconoscimento della famiglia (art. 2), la libertà di scelta del cittadino (art. 46), riconosciuta in Lombardia per la prima volta con la riforma del sistema sanitario e oggi
introdotto come principio generale per tutti i servizi, la sussidiarietà (art. 3, 4 e 5), come principio guida che rivoluziona l’azione di governo della Regione, la semplificazione (art.
40) e l’efficienza».

Da qui uno Statuto «sobrio», che non moltiplica organismi e relativi componenti, spesso inutili, ma che prevede invece il Garante dello Statuto e il Difensore regionale.
Altrettanto importanti sono il riconoscimento del partenariato come strumento per la formazione delle politiche e per l’esercizio delle funzioni legislative e amministrative, della lunga
esperienza acquisita nelle relazioni internazionali (art. 6) che sancisce così piena dignità alla politica internazionale delle Regioni e del sistema regionale, che consente di
concorrere in modo coerente e sinergico verso scopi condivisi e obiettivi comuni, con maggiore professionalità, efficacia ed efficienza.
«Il nuovo Statuto – conclude Formigoni – ripartisce nel migliore dei modi le responsabilità: la giunta è riconosciuta come organismo di Governo e il Consiglio come
Parlamento».

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