Formazione professionale nel cremonese

Cremona, 27 Dicembre 2007 – Con il voto favorevole della maggioranza e l’astensione delle minoranze è stata approvata la costituzione dell’azienda speciale «Cr Forma»,
alla quale la Provincia affiderà, a partire da domani 28 dicembre, i servizi di formazione professionale svolti fino ad ora direttamente nei due centri di Cremona e Crema.

Il consiglio provinciale, convocato in una data insolita nel pieno delle festività natalizie, si è aperto con un minuto di silenzio in ricordo di Benazir Bhutto, la leader
pachistana assassinata nel pieno di una difficilissima campagna elettorale.
L’assessore alla Formazione professionale Manuela Piloni ha parlato, a proposito dell’azienda speciale, di un appuntamento molto atteso, di un percorso iniziato nel 2004 che ha avuto molti
momenti di approfondimento e di analisi, e che ha subito un’accelerazione anche in virtù della nuova legge finanziaria. Ha poi elencato i punti dello statuto sui quali si è
maggiormente concentrata la discussione nelle commissioni: il ruolo del presidente, che nello statuto ha la rappresentanza politica e istituzionale e la funzione di indirizzo e controllo; il
direttore generale, che ha la responsabilità gestionale e la rappresentanza legale relativamente agli aspetti gestionali descritti nello statuto medesimo.
Dal 28 dicembre, dunque, la Provincia affida alla nuova azienda la gestione dei servizi di formazione professionale, assegnandole un capitale iniziale di 151.250 euro. Il personale assunto a
tempo indeterminato resterà dipendente della Provincia, «comandato» all’azienda, in attuazione dell’accordo sindacale sottoscritto il 20 dicembre. Le sedi di Cremona e Crema
verranno assegnate in comodato all’azienda stessa.
Nella discussione il consigliere Sandro Gugliermetto (Partito Democratico) ha sottolineato come si sia giunti a questo risultato un po’ perché obbligati dalla Regione, ma soprattutto con
l’intento e l’impegno di migliorare il servizio. Gugliermetto ha poi ringraziato tutti i componenti delle Commissioni Cultura, Attività produttive e Affari istituzionali che con il loro
lavoro di approfondimento, al di là delle differenze, hanno fatto emergere il ruolo che la Provincia mantiene e vuole mantenere nei confronti del settore della formazione e del
miglioramento del servizio.
Parole sottolineate anche da Andrea Ladina (Verdi).

Il presidente Giuseppe Torchio ha replicato evidenziando come mai sia successo che il consiglio provinciale sia stato convocato in una data tanto irritale, ma che è stato fatto per poter
dare una risposta alle attese del servizio, del personale interessato, dei sindacati. Torchio ha poi affermato che su questo servizio sarà sempre alta «la nostra attenzione e il
nostro impegno nel seguire come un figlio che trova la propria autonomia questa bella opportunità di mettere su un mercato in cui c’è tanta concorrenza un servizio tanto
importante», augurando, in conclusione, un grande «in bocca al lupo» alla nuova esperienza e agli operatori che avranno il compito di farla vivere e prosperare.
E’ stato nelle dichiarazioni di voto che si sono evidenziate le differenze. Le minoranze, infatti, con Piarfranco Patrini (Udc), Edoarda Benelli (Forza Italia) e Valter Longhino (Lega) hanno
sottolineato il loro accordo di principio con la costituzione dell’azienda speciale, ma hanno altresì accusato la maggioranza di essere giunta al risultato con un «grave
ritardo», dovuto alle divisioni interne. Questo ha portato a dover accelerare oltremisura i tempi nelle ultime settimane, quando si è presentato il problema della legge finanziaria
che avrebbe impedito il comando dei dipendenti obbligando invece al loro trasferimento, e impedendo in questo modo di trovare soluzioni più convincenti sia per quanto riguarda lo statuto
che per quanto concerne lo status dei dipendenti stessi.
«E’ buffo – ha sottolineato Benelli – che quando la maggioranza in Provincia trova un accordo, la stessa maggioranza al governo va da tutt’altra parte».
Di tutt’altro segno l’intervento di Cristina Manfredini che ha annunciato il voto favorevole del Partito democratico. «Quello di oggi – ha detto – non è un puro atto burocratico,
nonostante i tempi in cui siamo arrivati alla conclusione. E’, al contrario, un atto che vuole dare alcune certezze, che superano di gran lunga le incertezze che pure rimangono. La certezza
principale è l’impegno a mantenere alto l’interesse verso la formazione dei cittadini, visto come tema prioritario per lo sviluppo: sono importanti le infrastrutture materiali, ma se noi
non coltiviamo le infrastrutture della mente, dell’apprendimento, della ricerca, il territorio decade e perde. Questo – ha proseguito Manfredini – è l’aspetto più importante della
decisione di oggi: non è lo scaricare su altri un problema, ma al contrario è farci carico, ancora e forse più di prima, dell’aspetto prioritario e centrale del sistema
della formazione».
Poi, con il voto, si è conclusa la breve riunione del consiglio con gli auguri di un buon 2008.

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