Formaggi scaduti

Formaggi scaduti

By Redazione

 

La Coop centro Italia ha deciso di ritirare dalla vendita «a titolo precauzionale e in attesa di verifiche e controlli chiesti alla ditta produttrice» i prodotti
della Galbani nei suoi punti vendita. La decisione è stata presa dopo la notizia apparsa su un quotidiano nazionale della presunta contraffazione delle date di scadenza dei
prodotti a marchio Galbani che sarebbe stata operata presso il deposito di Perugia.

In un comunicato Coop Centro Italia ha informato che «nessuno dei suoi negozi viene rifornito con prodotti provenienti dal deposito di Perugia». «Per ora –
è detto ancora nella nota – non ci sono elementi per sostenere che tale pratica sia diffusa presso altri depositi».

Nonostante ciò «al fine di tutelare i consumatori» è stato deciso il ritiro dei prodotti Galbani. In un articolo pubblicato oggi da Repubblica si sostiene che
a Perugia «alcuni lavoratori – venditori e addetti allo stoccaggio – hanno presentato un esposto in procura contro la Galbani denunciando di essere ‘stati obbligati, per anni, dai
capi del personale, a vendere merce con la data di scadenza contraffattà». Al momento non risulta che accertamenti siano stati avviati da organi di polizia perugini.

NAS ALL’OPERA

Il ministero del Lavoro, Salute e Politiche sociali ha disposto ispezioni dei carabinieri Nas e della Asl dopo la notizia, apparsa su un quotidiano nazionale, della presunta
contraffazione delle date di scadenza dei prodotti a marchio Galbani che sarebbe stata operata presso il deposito perugino. Il ministero precisa in una nota che i servizi veterinari
della Asl competente «stanno effettuando un’ispezione congiunta con il Comando carabinieri per la tutela della salute (Nas) presso il deposito di Perugia» dell’azienda
interessata. Si sottolinea che «era già attivo un programma di ispezioni ministeriali, con la collaborazione delle Regioni e delle Province Autonome, presso gli
stabilimenti del settore lattiero-caseario». I Nas erano inoltre già impegnati in ulteriori accertamenti sulle aziende che hanno intrattenuto rapporti commerciali con le
ditte coinvolte nell’indagine sulla ‘truffa dei formaggì disposta dalla Procura di Cremona.

Si evidenzia, inoltre, che i Nas, nel periodo compreso tra gennaio e settembre 2008, hanno effettuato 1.223 ispezioni, rilevando 207 infrazioni a carattere penale e 1.513 infrazioni
amministrative che hanno portato alla chiusura di 39 strutture per motivi di salute pubblica nel settore lattiero-caseario. «In tema di sicurezza alimentare – ha commentato il
sottosegretario alla Salute Francesca Martini – sono a fianco dei cittadini-consumatori. È intollerabile che nel nostro Paese proprio nel campo dell’alimentazione si perpetuino
ancora truffe che minano le certezze costruite con anni di lavoro e l’immagine del nostro Paese. Continua la grande sinergia con i Nas e le Regioni per snidare questi reati».
«Dalla Magistratura – ha concluso Martini – mi aspetto grande determinazione nell’applicazione delle Leggi vigenti».

CGIL CHIEDE CHIAREZZA

«L’inchiesta giornalistica sui formaggi scaduti messi in vendita attraverso la sofisticazione delle etichette sta assumendo sempre di più connotazioni preoccupanti ed
inquietanti»: a sostenerlo è Ivan Comotti, del dipartimento industria della Flai-Cgil.

 

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