Fondo per il Cinema piemontese

Torino – Dove è finita la Piedmont Film Company, che la Giunta Bresso ha propagandato fin dal marzo 2007? «E’ finita nel nulla – spiega Giampiero Leo, consigliere regionale
di Forza Italia – non è mai nata, come la gran parte delle iniziative di questa Giunta, che vengono annunciate con la grancassa, salvo poi abbandonarle per strada, per incuria,
incapacità o disinteresse».

Infatti, pochi giorni fa la Giunta regionale ha revocato la propria deliberazione, con la quale aveva assegnato 10 milioni di euro a sostegno delle produzioni cinematografiche piemontesi. La
delibera ora cassata era stata assunta a metà maggio, ma ben due mesi prima l’iniziativa era stata presentata addirittura a Roma, nella faraonica nuova sede della Regione, davanti a una
platea che comprendeva i registi come Gabriele Salvatores e Giuseppe Piccioni, attori come Catherine Spaak e Valeria Solarino, produttori e naturalmente il direttore del Torino Film festival
Nanni Moretti.

«Tanto rumore per nulla – osserva Leo – perché, dopo questo assordante battage, la Giunta non è stata in grado di concretizzare neppure uno degli impegni presi in quella
sede, cioè costituire un fondo pubblico/privato da circa 25 milioni di euro, di cui 10 della Regione, per co-finanziare lunghimetraggi, film d’animazione e serie tv. Purtroppo, nella
fretta di far sapere a tutto il mondo questa iniziativa, si sono un po’ trascurati gli aspetti pratici. Così, solo dopo nove mesi di inutile attesa, la Giunta ha «scoperto»
che la Film Commission, a cui si era demandata la gestione del fondo, essendo un ente senza scopo di lucro, non può partecipare a iniziative di finanziamento di altri soggetti
privati».
Qualche settimana fa, dunque, la Giunta si è vista costretta a ritirare la delibera di maggio, decidendo di pubblicare un avviso pubblico per la ricerca di partner finanziari disponibili
a creare una società mista con la Regione.
«Insomma – aggiunge Leo – si riparte da zero, senza alcuna garanzia sia sui tempi che sui modi per concretizzare davvero questo fondo per le produzioni cinematografiche. L’idea non era
sbagliata, ma come spesso accade ha prevalso la volontà di fare immagine, comunicando all’esterno un progetto non maturo, non ben studiato e valutato, che è così
miseramente fallito. Vedremo se in futuro la Giunta saprà fare meglio».

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