Fitosteroli: colesterolo verde caccia colesterolo cattivo
4 Novembre 2011
I fitosteroli sono elementi d’origine vegetali, diffusi in maniera caratteristica tra alcuni cibi verdi. La speciale classifica vede sul gradino più alto del podio oli vegetali, seguiti
dalla frutta a guscio e dai cereali. Inferiori ma non disprezzabili ortaggi, frutta broccoli, cavolfiori, olive verdi e nere, frutti della passione.
Altrettanto importante, il fatto che, grazie alla struttura simile, i fitosteroli possono ridurre i livelli di colesterolo cattivo (LDL) nel sangue, con i benefici per la salute collegati.
A dimostrarlo, una ricerca della Clinica Ospedaliera (Barcellona, Spagna), diretta dal dottor Cofan e pubblicata su ” Nutrition, Metabolism & Cardiovascular Diseases”.
L’equipe spagnola ha lavorato con 85 adulti sani, aumentando le dosi di fitosteroli presenti nella dieta. Le analisi (condotte prima e dopo la somministrazione speciale) hanno mostrato come
l’aumento di fitosteroli aveva ridotto il colesterolo nell’intestino, in particolare i livelli di colesterolo LDL.
Per quanto interessanti, i risultati iberici devono essere visti nella giusta prospettiva.
Ad aiutare, le dichiarazioni della dottoressa Adriana Branchi, responsabile del Centro studio e prevenzione dell’aterosclerosi della Fondazione Policlinico di Milano.
Come spiega la dottoressa, per ottenere un effetto positivo serve un vero e proprio sovra-dosaggio.
Il consumatore occidentale-tipo assume un livello di fitosteroli ( 200-300 mg) al giorno pari al 50% di quello necessario per effetti positivi. Se poi si vuole un vantaggio ancora maggiore,
bisogna toccare quota 2 grammi/giorno: “Con queste dosi, il colesterolo scende anche del 10-15%”.
Messaggio in chiaroscuro anche quello del dottor Domenico Sommariva, vicepresidente della sezione lombarda della Società italiana per lo studio dell’arteriosclerosi.
Per cominciare, sostiene Sommariva, cibarsi di alimenti ricchi di fitosteroli è positivo. Oltre al resto, tali prodotti (in primis semi e frutta secca a guscio) sono ricchi di grassi
mono-polinsaturi, nemici della colesterolemia ed in grado di sostituire i grassi “cattivi”. Tuttavia, i fitosteroli non sono pozioni magiche o proiettili d’argento: “Quando ci sono problemi di
ipercolesterolemia, o di malattia arteriosclerotica, alle modifiche dietetiche è quasi sempre necessario associare farmaci ipocolesterolemizzanti”.
FONTE: M. Cofán, V. Escurriol, A.L. García-Otín, C. Moreno-Iribas, N. Larrañaga, M.J. Sánchez, M.J. Tormo, M.L. Redondo, C.A. González, D.
Corella, M. Pocoví, F. Civeira, E. Ros et al.”Association of plasma markers of cholesterol homeostasis with metabolic syndrome components. A cross-sectional study”, September 2011
Nutrition, Metabolism and Cardiovascular Diseases Vol. 21, Issue 9, Pages 651-657
Matteo Clerici
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