Fisco Immobili: perchè questo grave e repentino aggravarsi della crisi del settore?

Fisco Immobili: perchè questo grave e repentino aggravarsi della crisi del settore?

Il Presidente di Assoedilizia Achille Colombo Clerici, sempre attento ed attivo, ci segnala questa grottesca situazione che vede il settore dell’immobiliare in profonda crisi.
Quello che è sempre stato un pilastro portante, ora è minato gravemente alla base e rischia di far saltare tutto il sistema.

E’ semplicemente assurdo che la proprietà immobiliare oggi sia considerata un lusso (per il fisco) ed una colpa e/o valore zero (per la banca).

Se siete proprietari di una casa in abitazione del valore nominale (di due o tre anni fa) ad esempio di 350.000 Euro e andate in banca per chiedere un prestito di Euro 5.000 … il Direttore
di Banca si farà una gran risata.

Povera Italia!!

Non ci sentiamo di avere le competenze specifiche per stabilire se il Governo Monti fa bene il suo dovere oppure no. Possiamo però prendere atto di tutte le lamentele e le grida di
allarme che provengono, non solo dal popolo ma anche ormai da tutti i ceti sociali, anche da quelli più altolocati. Anche la classe politica non è contenta di come vanno le cose,
nonostante gli innumerevoli e lauti privilegi di casta.

Forse è il caso che il nostro Governo ascolti, e metta in pratica, una politica rivolta a salvaguardare veramente il Paese e i suoi veri valori, compresi quelli umani.

Giuseppe Danielli
Direttore di Newsfood.com

Ecco il comunicato di Achille Colombo Clerici:
Inizio messaggio inoltrato:
 
Data: 16 luglio 2012 11.10.52 GMT+02.00
Oggetto: Fisco immobili -Perche’ questo grave e repertino aggravarsi della crisi del settore? – Manovra Governo – Cambiar rotta: prima riforma fiscalita’ immobiliare e poi quella catastale –
Assoedilizia
 

A s s o e d i l i z i a
Dichiarazione del presidente di Assoedilizia  Achille Colombo Clerici:

Perche’ questo grave e repertino aggravarsi della crisi del settore?
Improvvido il varo frettoloso e prematuro della riforma catastale.
( Prima la riforma fiscale e poi quella catastale; e non viceversa )

Una “lezione di rigore” per il futuro che ha generato negli italiani la psicosi di un pregiudizio negativo del Governo verso gli investimenti immobiliari.

« La manovra fiscale, varata dal Governo nel settore immobiliare, ha prodotto in modo repentino effetti fortemente depressivi, non solo e non tanto per l’incidenza del carico tributario
immediato.  

L’Imu prima-casa rappresenta il pagamento di servizi erogati dai comuni e non e’ tale, con opportuni correttivi di carattere soggettivo,  da incidere, nella stragrande maggioranza dei casi,
in modo eccessivamante oneroso nei bilanci delle famiglie.

Stesso discorso per le seconde case a disposizione, eccezion fatta per quelle concesse in comodato ai figli residenti, cui dovrebbe esser riservato il trattamento prima-casa .

E’ nel campo della locazione che l’ Imu, nella forma in cui e’ stata introdotta in via sperimentale ed anticipata e combinata con la riduzione della deduzione forfetaria per spese manutentive,
 puo’ generare squilibri connessi al venir meno della competitivita’ sul piano economico di questo tipo di investimento.

Il vero effetto negativo e depressivo  e’ dovuto al fatto di aver, con una serie di misure alcune delle quali « a futura operativita’ » , creato negli italiani l’impressione di
un pregiudizio negativo del Governo verso l’investimento  immobiliare e la conseguente psicosi del  “tiriamo i remi in barca”.

Che bisogno c’era ( nel momento in cui si andava ad introdurre un sensibile inasprimento della pressione fiscale sugli immobili al fine di produrre un gettito tributario immediato, varando
peraltro dei coefficienti moltiplicatori delle rendite catastali tali da elevare provvisoriamente in modo sensibile le basi imponibili) di approvare frettolosamente ed in modo generico una
riforma catastale che, per ben che vada, produrra’ i suoi effetti fra cinque o sei anni ?

Questa riforma catastale si innesta su un sistema di tassazione sperequato ed iniquo (con effetti deleteri ove si pensi che, pur in assenza di reddito effettivo,  viene tassato  un
reddito presunto correlato al valore catastale ) poggiante peraltro su aliquote dilatate.

Sicche’ la sua attuazione in tali condizioni porterebbe ad un carico tributario da vera e propria espropriazione : tanto da indurre qualcuno addirittura a “promettere” ( con quale autorita’ e
valore, poi ?)
che, una volta entrata in vigore la riforma, saranno abbassate le aliquote delle diverse imposte.

Queste promesse “a futura memoria”, sono il riconoscimento della consapevolezza di star muovendosi male e generano allarme, proprio perche’ non si e’ mai dato, nella storia della nostra
fiscalita’, un processo di revisione sostanziale in melius.

Abbiamo ad esempio  riflettuto sugli effetti catastrofici della riforma in caso di successione ?      

E’ essenziale dunque dar corso prima alla  riforma della fiscalita’ immobiliare e solo successivamente a quella catastale; e non viceversa.

Che bisogno c’era, ripetiamo, se non quello di ottenere l’ effetto “dimostrativo” di far vedere che si e’ inflessibili e che la stretta fiscale per gli immobili e’ definitiva e senza scampo
?

E che senso ha l’aver innescato un processo di devalorizzazione di tutto l’investimento immobiliare, con conseguente impoverimento oggettivo del Paese ?

Forse si credeva di potersi limitare a dare una “lezione di rigore” per il futuro, senza purtroppo immaginare le ripercussioni che cio’  avrebbe provocato su tutto l’assetto degli
investimenti  precostituiti.

E’ urgente dunque che il Governo recuperi  su questo fronte, modificando  la rotta, se vuole che il futuro non ci presenti situazioni di tracollo. »

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