Filippo Ferrua: “Cibus Tour, un’occasione unica per favorire il rapporto con i consumatori”
16 Aprile 2011
L’industria alimentare, nonostante l’attraversamento di un lungo periodo di difficoltà dal 2007 ad oggi, ha dimostrato una volta di più di essere radicata, solida, anticiclica e
soprattutto di essere proiettata in Europa e nel MONDO, come risulta evidente dai dati relativi 2010.
Dei 124 mld di euro di fatturato realizzati nel 2010( 3% sul 2009) ben 21 infatti provengono dall’ export ( 11% sul 2009). I consumi in Italia continuano purtroppo ad essere stagnanti se non
addirittura regressivi mentre i nostri concorrenti in Europa e nei principali Paesi occidentali presentano tassi di crescita di 2-3 punti percentuali ed economie in ripresa.
La risposta dell’ Industria alimentare italiana quindi non poteva che essere: internazionalizzazione! Portare dunque l’eccellenza del made in Italy nel mondo, consolidando i mercati principali
come Germania, Francia, USA, Regno Unito e sviluppando quelli più promettenti come la Russia, il Brasile, la Cina, la Corea, l’ Australia e il Canada. Tuttavia l’export rappresenta ancora
appena il 17% del nostro fatturato.
Le nostre 6.500 imprese possono viaggiare all’estero solo se rimangono forti nel Paese: vanno quindi rilanciati i consumi interni, liberalizzati i servizi e favorito l’ inserimento dei giovani e
delle donne nel mondo del lavoro per ridurre il precariato, aumentare la popolazione attiva e stabilizzare i redditi ed il potere d’ acquisto. Gran parte del rilancio dei consumi, soprattutto
quelli di qualità, passa attraverso la curiosità e l’informazione del consumatore.
Cibus Tour rappresenta in tal senso una grande occasione per far conoscere più da vicino le nicchie più interessanti, i percorsi di filiera ancora poco noti, l’ impegno e la
responsabilità dei produttori nel garantire alimenti buoni e sicuri. Tre le grandi novità in questa prima edizione:
1) la presenza qualificata dei partner di Confagricoltura – salutiamo il nuovo Presidente Guidi – per raccontare quanta professionalità c’è nella produzione primaria;
2) la lieta sorpresa della Industria del biologico coordinata da Pro.BER con la quale, tra l’altro, abbiamo elaborato un protocollo d’intesa per sviluppare iniziative comuni anche all’estero e
soprattutto imbastire un Cibus con la componente “organic” già dal 2012;
3) i nuovi compagni di strada, che poi nuovi non sono, di Slow food con i quali ci aspettiamo un grande aiuto per valorizzare le piccole e medie imprese e le loro produzioni d’ eccellenza sul
territorio. “Siamo consapevoli del fatto,” afferma il Presidente di Federalimentare Filippo Ferrua, “che non è facile ripensare ad una fiera consumer a Parma: abbiamo avuto l’esperienza di
Cibus Med a Bari, di Cibus Roma ed adesso avviamo Cibus Tour. Sempre di più il dialogo con i consumatori, le loro esigenze, i loro comportamenti saranno al centro delle politiche
alimentari perseguite dall’ operatore pubblico in Italia ed in Europa e delle politiche di prodotto perseguite dagli operatori privati, dalla produzione agricola alla distribuzione moderna e
tradizionale”.





