Ferrovie: in Veneto verso nuovo orario

By Redazione

Veneto, 6 Dicembre 2007 – «Ogni volta che cambia l’orario dei treni dobbiamo registrare qualche protesta, talvolta dovuta al cambiamento di abitudini consolidate, talvolta
giustificate, con l’orario ferroviario che entrerà in vigore domenica prossima 9 dicembre temo che purtroppo avremo qualche serio motivo in più per le critiche dei nostri
pendolari.

Ricordo in proposito a tutti i viaggiatori, che utilizzano i servizi ferroviari locali, il numero verde 800042822, al quale fare segnalazioni di eventuali disservizi». La prende un
po’alla lontana, l’assessore alle politiche della mobilità del Veneto Renato Chisso, «seriamente preoccupato per le conseguenze negative che il nuovo orario potrà avere sul
trasporto pubblico locale su ferrovia».

Il numero verde funziona in orario d’ufficio e risponde il Call center voluto dalla Regione del Veneto per raccogliere appunto le lamentele e le segnalazioni dei viaggiatori, «che
peraltro possono farle pervenire anche direttamente ai nostri uffici». «Provvederemo a raccogliere tutte le lamentele e a contestarle a Trenitalia – aggiunge Chisso – e le faremo
avere anche al Ministro dei Trasporti quando verrà nel Veneto, tra una decina di giorni». «Da noi il servizio è regolato da due contratti – spiega ancora l’assessore –
uno firmato volontariamente da Trenitalia dopo gara europea, che in un certo senso ci dà più spazio di manovra a tutela dei nostri pendolari; l’altro ereditato dal vecchio sistema
che vede FS monopolista. Ma il nuovo orario provocherà disagi pressoché certi e complicherà ancora di più la situazione che si è venuta a creare in seguito
all’aumento dei servizi di lunga percorrenza del giugno scorso. Soprattutto confligge di fatto con le esigenze e la programmazione del trasporto pubblico locale ferroviario: i treni regionali
hanno dovuto trovare collocazione compatibilmente con la programmazione dei servizi della lunga percorrenza, concedendo precedenze ai treni veloci, aumentando i tempi di viaggio».

«Tutto questo è avvenuto in un contesto non di confronto ma di «messa a conoscenza», dove le diverse branche di FS diventano impermeabili l’una all’altra ed è
sempre più difficile confrontarsi. Ribadisco che mi riservo di ricorrere alle vie legali a tutela degli interessi della clientela veneta».
«Dopo di che vediamo cosa accadrà con il cosiddetto contratto di servizio a «Catalogo», in base al quale le Regioni saranno chiamate ad «acquistare» il tipo
di convoglio, in relazione al numero di vagoni richiesti, indice di affollamento, età del materiale rotabile in esercizio e così via. Abbiamo valutato – conclude l’assessore – che
questa ipotesi, , a meno di un taglio dei servizi oggi offerti, comporterà un consistente aumento delle risorse finanziarie necessarie, a fronte di trasferimenti statali bloccati da
anni, laddove il Governo è azionista di FS».

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