Federico Desimoni, Direttore Consorzio di Tutela Aceto Balsamico di Modena IGP – (Video)

Vedi anche: Aceto Balsamico di Modena IGP/Newsfood.com

 

Intervista di Giuseppe danielli, Direttore Newsfood.com
Roma, 4 marzo 2015
L’Aceto Balsamico di Modena contro la contraffazione di DOP e IGP

DIFENDERE IL CONSUMATORE DA “IMITAZIONE, EVOCAZIONE, INGANNO”

Presentati stamani al MIPAAF i dati economici del comparto con una crescita a due cifre + 12%
I risultati dell’indagine sull’Aceto Balsamico di Modena IGP condotta da Nomisma evidenza che il prodotto è conosciuto ed apprezzato dal 97% degli  italiani  e dal 70% di francesi e tedeschi

Le politiche e le strategie non si possono fare individualmente o isolatamente, hanno bisogno di condivisione, consenso e concertazione, di un’azione intelligente e di sistema. Con questo proposito che riassume lo spirito dell’incontro organizzato questa mattina a Roma al Ministero delle Politiche Agricole dal Consorzio di Tutela Aceto Balsamico di Modena IGP insieme ad AICIG e Fondazione Qualivita su “DOP e IGP: politiche e strategie di tutela”, il Presidente del Consorzio di Tutela Aceto Balsamico di Modena IGP Stefano Berni ha aperto i lavori di quello che è stato un momento proficuo di riflessione e confronto a più voci per coinvolgere a vario titolo tutto il settore delle DOP e IGP, andando quindi oltre l’analisi  del singolo prodotto Aceto Balsamico di Modena.
“Insieme ad AICIG e a Qualivita – ha premesso Berni –  abbiamo voluto offrire il nostro contributo per stimolare una nuova “primavera” di tutela e rilanciare i nostri prodotti: la tutela non è solo un’azione, ma anzitutto una politica strategica da “pensare” e impostare con la collaborazione dei Consorzi stessi e delle istituzioni”. Nel caso dell’ABM, come in molti altri, il patrimonio da tutelare è notevole: il settore ha vissuto una fase importante e, dopo la costituzione e il riconoscimento del Consorzio di tutela nel gennaio 2014, ha visto una crescita pari al 12% arrivando ad una produzione di quasi 98 milioni di litri di prodotto certificato con un fatturato alla vendita di circa 700 milioni di euro di cui oltre il 90% di export soprattutto in USA e Germania, già mercati principali e in costante crescita. “La situazione in cui quotidianamente opera il CTABM – ha ripreso Berni – ha imposto questa riflessione e lo studio di una strategia di tutela con la quale abbiamo potuto approfondire il concetto di “evocazione” ed in particolare quel divieto di evocazione previsto dall’art. 13 del regolamento 1151/12, che apre un orizzonte di tutela dei nostri prodotti molto più ampio di quello che possiamo immaginare, anche perché – e questo concetto è di fondamentale importanza – è pensato prioritariamente per tutelare il consumatore prima ancora che per la difesa dei diritti dei nostri produttori e dei diritti di proprietà intellettuale legati alle DOP e alle IGP.  Quest’ultima idea ha guidato anche la scelta della nostra strategia orientandola verso il coinvolgimento del consumatore e lo abbiamo fatto realizzando con Nomisma tre ricerche di mercato in Italia, in Francia e in Germania per verificare a cosa pensa il consumatore quando incontra prodotti denominati come “balsamici”. Le risposte sono interessanti e molto indicative, tuttavia non possiamo negare che il contesto in cui ci muoviamo sia complesso e problematico e che la questione dell’evocatività del termine balsamico debba essere prioritariamente chiarita in sede di giustizia civile e non attraverso procedure sanzionatorie di natura amministrativa”.

L’obiettivo dell’indagine Nomisma, presentata da Silvia Zucconi, coordinatore dell’area agroalimentare, ha riguardato la misurazione del livello di notorietà e conoscenze sull’Aceto Balsamico di Modena IGP nel consumatore dei tre paesi oggetto di studio – Italia, Francia e Germania, indagando su tre ambiti: la valenza evocativa del termine “balsamico”, la conoscenza dell’origine territoriale e le abitudini di consumo dell’Aceto Balsamico di Modena IGP. Le risposte arrivate con l’indagine Nomisma (3900 interviste realizzate sui consumatori dei tre paesi) non lasciano spazio a dubbi: l’Aceto Balsamico è un prodotto noto e inconfondibile, non solo in Italia ma anche in Germania e Francia.

Il 97% degli italiani conosce l’Aceto balsamico di Modena IGP, ma l’awareness riguarda anche i tedeschi e francesi dove la percentuale supera l’80%. Si tratta di un prodotto che ha conquistato le tavole di molti italiani l’83% dei quali consuma costantemente questo prodotto; mentre la penetrazione dei mercati in Francia e Germania, si attesta tra il 60 e il 70%. Questa elevata conoscenza allarga enormemente la portata evocativa della parola tanto che dall’indagine risulta che il termine balsamico, in Italia, chiama alla mente di 9 consumatori su 10 proprio l’Aceto Balsamico di Modena IGP e le sue caratteristiche organolettiche e metodi di produzione tipici. Sorprendentemente molto elevata è anche l’associazione negli altri due paesi dove la percentuale arriva fino al 70%.

Redazione Newsfood.com

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