Farinata di ceci: leggenda e curiosità – Briciole Letterarie
1 Luglio 2024
Briciole Letterarie: la farinata di ceci come si fa nell’Alessandrino
Leggenda e curiosità sulla Farinata di ceci
Alessandria, 30 giugno 2024
Briciole Letterarie
di Franco Montaldo
LA FARINATA
Un piatto improvvisato dalla natura
Il calendario scocca la data del sei agosto dell’anno 1284 quando sul mar Tirreno, nello specchio d’acqua del Golfo del Leone, in prossimità delle secche della Meloria, nelle vicinanze di Livorno, Oberto Doria sconfigge i pisani guidati da Alberto Morosini, una vittoria importante per Genova poichè ha marcato il tramonto della Repubblica Marinara di Pisa.
I barchi genovesi, al seguito della flotta genovese, sono colpiti da una tempesta. L’acqua imbarcata ha invaso alcuni vassoi contenenti farina di ceci, preziose provviste alimentari di facile conservazione, ha rovesciato contenitori di olio, ha mescolato questo provvidenziale ben di Dio. Il giorno successivo, alla presenza di un sole cocente l’amalgama, provocata dal mare, è divenuta una invitante focaccia gialla, tale da essere apprezzata dai marinai. È nata la farinata!
L’evento non è stato accantonato: qualcuno ha colto l’occcasione per riportare un po’ di rima.
La farinata
Oh, che bontà! La farinata!
Chi mai l’avrà, per prima, cucinata?
È stato un caso della sorte.
Nessun l’ha approntata.
– o = O = o –
Un tremendo temporale
colpisce la barca
in mezzo al mare.
L’acqua le sponde varca
rompe i sacchi delle sporte,
sparge le farine
di ceci, per fortunata sorte,
in improvvisate terrine.
– o = O = o –
Il sole ha pensato al calore,
il mare ha provveduto al sapore.
Tutt’insieme han cucinato
Un gran piatto prelibato.
Franco Montaldo
Testo di Franco Montaldo
Briciole Letterarie (clicca qui per vedere altre “Briciole”) è uno spazio volto a raccontare il cibo attraverso suggestive curiosità, avvenute nel corso dei secoli degne di rilievo trascritte, ove possibile in rima.
Testo pubblicato su espressa autorizzazione dell’autore
Redazione Newsfood.com
Nutrimento & nutriMENTEFarinata di ceci, ricetta
La farinata, o fainà, ora è uno dei simboli dello street food del capoluogo ligure e di Alessandria, in particolare di Acqui terme, Ovada, Novi Ligure…
La ricetta è molto semplice ma bisogna avere un po’ di pazienza e utilizzare una buona farina di ceci e un olio extravergine di oliva di buona qualità.
Ideale è cuocere nel forno a legna a 300/350° per una decina di 10 minuti in una teglia larga e bassa; lo spessore è di circa 6/7 mm, è pronta quando si forma una crosticina di colore dorato, mentre all’interno rimane morbida e liscia, e sotto senza crosta.Con diverse variazioni, possiamo trovare piatti a base di farina di ceci e olio anche in altre zone d’Italia e anche in altre parti del mondo. In Toscana la cecina, a Nizza in Francia c’è la socca, a Palermo panella, in Sardegna fainè…
Nell’alessandrino la chiamiamo “Bella Calda” ma anche “Panissa” (da non confondersi con la panissa vercellese di riso e fagioli).
Si può fare anche nel forno di casa.
Qui a seguire la ricetta che più si avvicina a quella vera tradizionale genovese
Per preparare la “vera” Farinata genovese di ceci non bisogna avere fretta infatti si parte lasciando riposare l’impasto per almeno 4 ore.
Ingredienti per 5 persone
350 gr. di farina di ceci;
12 gr. di sale;
1 litro di acqua;
Olio extra vergine di oliva.Preparazione (
Dopo aver per bene rimescolato con una frusta la farina di ceci con l’acqua ed il sale, lasciare riposare per 2-3 ore. Nel frattempo preparate il tegame (quello tradizionale per la farinata è il cosidetto “testo”, ossia una teglia in rame stagnato) ungendone bene il fondo con una buona dose d’olio. Versate quindi il composto e con la frusta rimestate di nuovo sino a che l’impasto non si sarà amalgamato bene con l’olio. Mettete, infine, in forno ad almeno 250/270 gradi e lasciate cuocere fino a quando la farinata non risulti ben dorata (vedi la foto in alto). Si può mangiare così ma è anche appetitosa con una spolverata di pepe.





