Expo Blue Sea Land naviga a gonfie vele verso un Mediterraneo più coeso

Expo Blue Sea Land naviga a gonfie vele verso un Mediterraneo più coeso

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L’Expo Blue Sea Land di Mazara del Vallo, ha registrato già nei primi tre giorni migliaia di cittadini e visitatori a percorrere le strade del centro storico mazarese, l’antica casbah, ove da secoli convivono popoli, religioni, culture diverse, simbolo dell’accoglienza e della multiculturalità, e a potere apprezzare le specialità, le eccellenze, prodotti della terra e del mare.

Oltre a rappresentare un laboratorio di diplomazia economica, sociale, scientifica e culturale, Expo Blue Sea Land rappresenta un laboratorio di diplomazia enogastronomica, un importante strumento di dialogo attraverso le culture, i sapori e le tradizioni delle genti del Mediterraneo, Africa e Medioriente.

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Venerdì 29 settembre, all’auditorium “Mario Caruso”, si è tenuto il convegno: “L’impresa della Pesca e dell’Acquacoltura in Sicilia. Il Feamp al primo giro di boa” a cura del dipartimento della Pesca Mediterranea della Regione Siciliana.

Ha coordinare i lavori il prof. Franco Andaloro, Dirigente dell’Istituto Superiore per la Protezione e Ricerca Ambientale (ISPRA): “La situazione della crisi del mondo della pesca siciliana –ha spiegato Andaloro- è ben nota agli addetti ai lavori, basti pensare che la storica flotta di Mazara del Vallo ha perso il 70% delle sue imbarcazioni. Oggi però –ha aggiunto- siamo di fronte ad un inversione di tendenza, ed i pescatori sono alla base di questo processo. Il consumatore  deve essere sempre meglio educato al consumo: in Mediterraneo consumano solo 10 delle 40 specie più note, sulle oltre cento specie presenti”.

A spiegare le possibilità offerte dal FEAMP sono stati i dirigenti dei 4 Servizi del Dipartimento della Pesca Mediterranea: Giuseppe Dimino, Leonardo Catagnano, Alfonso Milano e Gaetano D’Anna.

Il dott. Dario Cartabellotta, Dirigente Generale del Dipartimento Pesca Regionale ha sottolineato: “Il nuovo FEAMP rivaluta la figura del pescatore e la sua cultura, non più rottamazione ma valorizzazione. La nuova programmazione europea ha messo a disposizione 120 milioni di euro sino al 2020, alcuni già messi a bando, secondo assi di priorità, altri lo saranno a breve. I primi frutti sono la rinascita del mercato storico di Ortigia, che sarà restituito alla città siracusana tra due anni, costato circa 2.600 milioni, un mercato dove i pescatori avranno un’area per la trasformazione del prodotto a disposizione. Si sta anche puntando a rilanciare l’acquacultura di mare e delle zone costiere con azioni di formazione per le aziende agricole e con occhio attento alla sostenibilità e qualità del prodotto”.

 

Gioacchino Fazio, Docente di Economia dell’Università di Palermo: “Per il futuro l’obiettivo sarà pescare meno, meglio e con attrezzi sempre più selettivi, per ridurre gli sprechi e gli scarti del pescato. Bisognerà conciliare il concetto di sostenibilità ed economia, e per farlo i produttori dovranno puntare ad innovare collegandosi con la ricerca”.

Agostino Contorno, imprenditore nel settore della trasformazione: “Guardiamo ai nuovi mercati ed alla evoluzione del gusto,  la nostra azienda è nata a Palermo cento anni fa quando  mio nonno puntò sulle melanzane  e la caponata, noi aggi stiamo immettendo sul mercato internazionale le zuppe di legumi ed i sughi di pesce con packaging di plastiche riciclabili, per esportare in Canada ma anche Russia ed Emirati Arabi”

 

La dott.ssa Zerrouki Rabea, Direttrice del Dipartimento della Pesca e Acquacoltura del Governo Algerino ha spiegato: “Il Governo ha investito in formazione e ammodernamento della flotta. Peschiamo molto pesce azzurro ed acciughe, il 60% dei nostri pescatori hanno meno di 40 anni. Adesso cerchiamo in Italia, in Sicilia partner per far partire progetti di allevamento del tonno, ci servono le tecnologie  e know”

Il Presidente del Distretto della Pesca e Crescita Blu, Giovanni  Tumbiolo ha ribadito: “La sfida che parte da Blu Sea Land è quella di rafforzare la cooperazione e il dialogo con l’Africa e di dare la possibilità agli artigiani della pesca la capacità di raggiungere dimensioni industriali. Puntiamo a prodotti piccoli e di qualità in un’ottica globale e sostenibile, prevenendo spreco alimentare. Dobbiamo portare su scala globale le eccellenze locali, in altre parole serve una strategia “glocal”.

 

Nel primo pomeriggio si è svolta la sessione plenaria dell’Osservatorio del Mediterraneo che ha avuto come tema “La Cooperazione Transfrontaliera nel Mediterraneo per lo sviluppo delle filiere nel quadro dell’Economia Circolare” e che ha visto la partecipazione di numerosi rappresenti di istituzioni, organizzazioni, enti di ricerca dei Paesi del Mediterraneo.

 

Redazione Newsfood.com

 

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