Energie Sensibili, il magazine per l’energia di domani

Energie Sensibili, il magazine per l’energia di domani

Casa, al via gli ecobonus: sconti per privati e condomini

Più risparmio e meno tasse per chi decide di ristrutturare la propria casa, migliorandone l’efficienza energetica e cambiando i mobili. A partire dal primo luglio entra infatti in vigore
il sistema di bonus fiscali per le modifiche strutturali degli edifici: per gli interventi di efficientamento prevista una detrazione del 65% sia per i privati cittadini che per i condomini.

Per questi ultimi, in particolare, gli incentivi saranno disponibili se i lavori saranno “importanti”, cioè implicheranno la riqualificazione di almeno il 25% della superficie
dell’involucro del palazzo. In questo caso i bonus  dureranno fino al 30 giugno 2014. Il beneficio, fruibile sia dalle persone fisiche sia dai soggetti Ires, andrà ripartito in
dieci quote annuali di pari importo. Il sistema di agevolazione non riguarda le spese per la sostituzione di impianti di riscaldamento con pompe di calore ad alta efficienza e impianti
geotermici a bassa entalpia nonché quelle per la sostituzione di scaldacqua tradizionali con scaldacqua a pompa di calore dedicati alla produzione di acqua calda sanitaria.

Sconti anche per gli interventi di ristrutturazione per un tetto massimo di spesa fino a 96 mila euro, di cui è detraibile il 50% in 10 anni, con una rata ogni 12 mesi. A questo
incentivo è da aggiungere anche quello per i mobili destinati all’arredamento di queste costruzioni: in questo caso il limite è di 10 mila euro.

Tanti sono i soggetti che hanno diritto ai bonus, dai proprietari di un immobile fino a  chi beneficia dell’usufrutto o della nuda proprietà, ma anche affittuari e eventuali
conviventi con il proprietario. Le spese per essere ritenute valide per ottenere l’agevolazione fiscale dovranno essere sostenute tassativamente tra il primo luglio e il 31 dicembre 2013 e
devono essere tracciabili. Per questo è necessario essere in possesso di ricevute di bonifici bancari, con l’indicazione della causale e del codice fiscale di chi ha speso quel denaro.
Dovrà essere indicata anche la partita Iva di chi effettua i lavori e l’impresa dovrà rilasciare la fattura.

Gli incentivi possono coprire i lavori di manutenzione ordinaria e straordinaria e la messa in sicurezza sismica, quelli previsti per la rimozione di barriere architettoniche, di materiali
cancerogeni come l’amianto e per l’installazione di sistemi di domotica. Buone notizie anche per chi decide di rifarsi l’arredamento in seguito alla ristrutturazione della propria casa: in
questo caso si può richiedere il rimborso della metà delle spese sostenute, anche se in questa prima fase non sono previsti bonus circa l’acquisto di alcuni tipi di
elettrodomestici: per quelli grandi da incasso, di classe uguale o superiore ad A saranno previsti altri tipi di agevolazioni. Nel caso in cui l’immobile riqualificato energeticamente e
riammobiliato venga ceduto, chi vende può continuare a beneficiare delle agevolazioni.

Energia, arriva la “Bolletta 2.0”: più trasparenza e semplicità

Una bolletta più trasparente e semplice da leggere, con un contenuto sintetico e preciso. È questo l’obiettivo della “Bolletta 2.0”, il progetto presentato dal presidente
dell’Autorità per l’energia, Guido Bortoni, nella Relazione annuale 2013 alla Camera dei Deputati. Si tratta di un percorso innovativo che vuole promuovere la consapevolezza del
consumatore. Nello specifico la proposta mira ad accrescere la partecipazione sia dei venditori e gli utenti finali attraverso le rispettive associazioni, e a realizzare documenti di
ricognizione redatti dalle parti coinvolte. A partire dalle fine del 2013, secondo le previsioni di Bertoni, seguirà la regolazione ad hoc dell’Autorità, che si farà
garante di soluzioni condivise.

Come sottolineato da Bortoni nel corso del suo intervento, la semplicità e la chiarezza del sistema di incentivazione e di quello di tariffazione sono fondamentali in un contesto in cui
la domanda di energia è crollata, tornando ai livelli del 1998. È il settore del gas quello più colpito: ben il 3,5% in meno nel 2012, dopo il -6,3% dell’anno precedente,
mentre nel settore elettrico le richieste di sospensione hanno quasi raggiunto il 5% per i clienti domestici e il 9% per le piccole imprese.

Nel corso della relazione, il presidente di Aeeg ha anche evidenziato che sulle bollette dell’elettricità solo la metà del prezzo pagato dai consumatori è dovuto alla
materia prima e ai costi di vendita. In sostanza, dal 2009 è cresciuto del 10% il peso delle tasse e degli oneri di sistema, per cui la bolletta di una famiglia tipo è determinata
oggi per metà dall’andamento dei mercati, per un terzo da imposte e oneri generali di sistema e per il restante 15% dalle tariffe dei servizi regolati, come trasporto e misura.

Bortoni, infine, si è soffermato anche sul sistema di regole e di incentivi attualmente vigente. Un sistema che, secondo il Rapporto dell’Aeeg, presenta “un grave squilibrio”. L’esempio
concreto arriva, secondo il numero uno dell’Autorità, dalle rinnovabili elettriche, la cui incentivazione diretta, nel 2015, peserà 12,5 miliardi di euro sulle bollette degli
italiani. Sulle rinnovabili termiche e sull’efficienza energetica, invece, si è puntato molto di meno. Nonostante gli ormai comprovati benefici, infatti, questi due settori hanno
ottenuto un sostegno inferiore. Porre rimedio a questa situazione, riequilibrando il sistema di incentivi, secondo Bortoni, è un passo fondamentale per la realizzazione di un sistema
energetico sostenibile.

Condizionatori: cinque regole per un uso corretto

Il condizionatore ci aiuta a combattere il caldo nei giorni d’estate, ma se si utilizza male o se ne abusa, può essere nocivo per l’ambiente e per la salute, oltre che consumare
parecchia energia, con una ricaduta immediata sulla bolletta. Ecco cinque regole da seguire per un uso attento al risparmio e alla natura.

1) OCCHIO ALL’ETICHETTA – Durante la fase dell’acquisto è importantissimo guardare con attenzione l’etichetta energetica dell’apparecchio. La classe A è ormai lo standard minimo
di efficienza energetica, le classi che consentono un risparmio in bolletta sono le A , A e A . Altro elemento da considerare è l’indice EER (Energy Efficiency Ratio), che indica
l’efficienza di un climatizzatore mentre raffredda: più alto è questo indicatore, minori sono i consumi. Sono consigliabili, infine, gli strumenti a corrente continua (Dc) – che
assorbono meno di quelli a corrente alternata (Ac) – e quelli dotati di tecnologia inverter, che diminuisce accensione e spegnimento e garantisce una riduzione dei consumi fino al 30%.

2) LA GIUSTA TEMPERATURA – La temperatura consigliata è di 25°. In ogni caso, sono da evitare differenze fra l’esterno e l’interno maggiori di 7° (ma per qualcuno questo limite
è ancora più basso: 5°). Meglio accendere l’apparecchio solo quando se ne sente assolutamente l’esigenza (nelle ore centrali della giornata) e usarlo per maggior parte del
tempo come deumidificatore.

3) MEGLIO UNA BOCCATA D’ARIA – Nelle ore serali, meglio spegnere il condizionatore e lasciare arieggiare la casa spalancando porte e finestre. Viceversa, quando lo strumento è accesso si
devono chiudere gli infissi e, se possibile, abbassare le tapparelle: evitare che l’interno della casa raggiunga temperature elevate è il miglior modo per usare meno il condizionatore e,
quindi, risparmiare in bolletta.

4) DOVE LO METTO – È preferibile posizionare l’elemento esterno al riparo dai raggi diretti del sole e distante dalle fonti di calore. È importante che sia la parte esterna sia la
parte interna del condizionatore siano posizionate distanti da ingombri, per garantire che l’aria circoli liberamente.

5) MANUTENZIONE – I filtri del condizionatore vanno puliti ogni 15-20  giorni, in base all’uso più o meno intensivo dello strumento, e sostituiti ogni due anni. Il liquido
refrigerante, va controllato una volta all’anno. Meglio affidare questo tipo di interventi ad un professionista. La corretta manutenzione garantisce una maggiore efficienza e un minor impatto
ambientale.

FONTI

Altro Consumo, Condizionatori: come sceglierli e usarli, parte 1 e 2
Adiconsum, Guida “Risparmiare energia – elettrodomestici”
Cittadinanzattiva, Guida “Il risparmio energetico”  
Enea, 10 COM … portamenti tanto per cominciare
Legambiente, Vivi con stile

Luce e gas, funziona lo strumento per risolvere le controversie

A volte nei rapporti fra clienti e fornitori di servizi, ad esempio di luce e gas, possono sorgere controversie. Per garantire una risoluzione immediata a questo tipo di contenziosi, nel 2009
Sorgenia ha adottato un Protocollo di Conciliazione Paritetica, nato dall’accordo con undici Associazioni dei consumatori (diciotto a fine 2012). Il bilancio, a quasi quattro anni dall’avvio,
è positivo: i reclami si sono più che dimezzati.

Nello specifico, con il Protocollo, l’azienda si è impegnata a risolvere le eventuali controversie in tempi rapidi e senza costi per i consumatori, tramite la “conciliazione paritetica”.
Si tratta di uno strumento già ampiamente sperimentato in altri settori. Il regolamento per lo svolgimento della conciliazione è semplice e prevede che il cliente, a seguito di un
reclamo al quale ritiene di non aver ricevuto adeguata risposta, possa presentare domanda di conciliazione attraverso un’Associazione di Consumatori scelta fra le 18 aderenti al Protocollo. Due
conciliatori (uno nominato dall’azienda, l’altro dall’Associazione di consumatori) aiuteranno le parti a raggiungere un accordo soddisfacente per entrambe le parti.

L’apertura della pratica da parte del cliente può essere richiesta compilando un modulo online e inviandolo alla segreteria dell’Ufficio di Conciliazione Paritetica, appositamente
istituito.

Il Protocollo si applica su tutto il territorio nazionale e non prevede esclusioni, vale a dire che vi si può fare ricorso per qualsiasi tipo di controversia.

A quasi quattro anni dalla sua introduzione, il bilancio del Protocollo evidenzia alcuni dati interessanti. Primo fra tutti, la diminuzione delle richieste di conciliazione, che sono passate
dalle 226 del 2010 alle 110 del 2012. Un dato che riflette come l’accordo sia stato solo un’iniziativa di un programma più ampio, intrapreso dall’azienda negli ultimi anni e che le ha
permesso di migliorare il servizio offerto ai clienti – riducendo così il numero dei reclami.

Le richieste sono continuate a calare anche nel primo semestre del 2013. In questo periodo, infatti, le pratiche sono state 48, meno della metà rispetto al dato dell’anno precedente.
Numeri positivi, soprattutto in considerazione del fatto che nell’ottobre del 2012 il Protocollo è stato aggiornato e ampliato a una platea più ampia di clienti.

Fino allo scorso autunno, infatti, potevano accedere alla Conciliazione paritetica solo i clienti domestici, i professionisti, i commercianti e i titolari di piccole attività con potenza
contrattuale fino a 6 kW (per la fornitura di elettricità) o consumi inferiori a 3 mila metri cubi (per le forniture di gas). A seguito dell’aggiornamento, invece, le soglie di accesso
sono state innalzate, dando la possibilità di ricorrere a questo strumento a tutti i clienti residenziali, business e condomini con contratti fino a 16,5 kW o 50 mila metri cubi di gas.
La riduzione delle pratiche assume dunque un’importanza maggiore alla luce del fatto che è aumentato il numero dei clienti che potevano avviarle.

Le modifiche introdotte nel 2012 hanno permesso anche di definire meglio i tempi di attuazione della procedura, concedendo più tempo ad associazioni e clienti per accettare le
decisioni del tavolo di conciliazione. 


Orti, giardini e parchi: il cuore verde di Madrid

Via il rosso e il giallo della bandiera nazionale, dimenticate anche le controverse corride. Nel petto della Spagna pulsa un cuore verde, quello della sua capitale Madrid: una città di
parchi e giardini dove passeggiare, fare sport o semplicemente rilassarsi a contatto con la natura.

Del resto non è forse un caso che lo stemma della città sia un orso bruno che mangia da un albero di corbezzolo: la presenza in passato di questi mammiferi nell’area dell’odierna
Madrid è documentata e in un certo senso conferma la sua forte vocazione verde.

Per celebrare lo spirito green della città, oltre ai già noti itinerari turistici, ecco un percorso di cinque tappe interamente dedicato agli orti e ai giardini.

Parco del Buen Retiro

È una delle più vaste aree verdi nel cuore di Madrid: il Parco del Retiro è stato progettato nella prima metà del Seicento e oggi occupa un’area di 118 ettari
proprio al centro della città. Nel corso dei secoli ha subito una serie di modifiche e ristrutturazioni, tra cui l’aggiunta dell’Osservatorio astronomico e della Fabbrica reale di
porcellana. Luogo di storia – qui si accamparono le truppe francesi durante l’invasione di Napoleone nel 1808 – e di natura, il Parco ospita monumenti celebri come la Fontana dell’Angelo
caduto, a 666 metri sopra il livello del mare, e la Rosaleda, giardino ispirato al roseto di Bagatelle a Parigi. Non visitarlo, insomma, sarebbe un peccato: anche perché l’ingresso
è gratuito e d’estate il Parco è aperto dalle sei del mattino fino a mezzanotte.

Il Giardino reale botanico

Altro parco storico della città, a due passi dal museo del Prado, l’orto botanico rinfresca le passeggiate dei madrileni dal 1755. Di ispirazione architettonica neoclassica, vanta una
collezione vastissima di oltre cinquemila piante ma anche disegni e testi manoscritti che sono custoditi in una biblioteca. Arricchito dal materiale recuperato nelle grandi campagne coloniali
di Spagna, soprattutto nelle Americhe, il Giardino botanico ospita due serre: la Estufa de las palmas e la serra da esposizione, che riproduce l’habitat desertico, umido e tropicale. L’ingresso
è gratuito per i bambini mentre gli adulti pagano un biglietto di 3 euro, l’orario estivo è continuato dalle 10 alle 21.

Campo del Moro

I giardini di Campo del Moro si estendono tra il Palazzo Reale e le rive del Manzanarre, il fiume di Madrid. Realizzati alla fine dell’Ottocento, dal 1931 sono stati dichiarati di interesse
storico-artistico nazionale e per questo è gestito dal Patrimonio Nacional (al contrario delle altre due aree verdi che costeggiano il Palazzo Reale, i Giardini di Sabatini e la Plaza de
Oriente, curati dall’amministrazione cittadina). Il viale verde lunghissimo, che culmina con la Fontana de las Conchas, è stato in passato teatro di battute di caccia e accampamento dei
musulmani durante l’occupazione mora di Madrid (da cui probabilmente deriva il nome).

Il giardino della Stazione di Atocha

Prima dei sanguinosi attentati del 2004, costati la vita a 191 persone oltre migliaia di feriti, la stazione ferroviaria di Atocha era già celebre per il suo stupendo giardino tropicale.
L’architettura dell’edificio porta, tra gli altri, la firma di Gustave Eiffel e sotto la struttura tipicamente Art Nouveau si possono trovare piante esotiche e persino tartarughe. Una vera e
propria foresta in città, insomma, dove la temperatura non supera mai i 24 gradi.

La Casa de Campo

Il parco più grande di Madrid si trova in Avenida de Portugal, alle porte della città. È un bosco vastissimo grande cinque volte il Central Park di New York e ospita un
parco di divertimenti, lo zoo, la Teleferica che va verso il Parco dell’Ovest e la Fiera di Madrid. Oltre ad essere un luogo di grande interesse storico-culturale la Casa de Campo è
famosa per le numerosissime specie animali e vegetali che custodisce al suo interno: un bosco di cedri, pini, frassini, platani, castagni, acacie fa da casa a mammiferi e volatili. Con un po’
di fortuna potrete ammirare il martin pescatore e la celebre aquila reale iberica.

Planetario, giardino botanico e oceanario: Lisbona tra cielo, terra e mare

Pochi lo sanno, ma Lisbona è una città molto attenta all’ambiente. Grazie a un sistema di trasporti efficiente fatto di metropolitane decorate coi celeberrimi azulejos, tram
elettrici e funicolari, la capitale del Portogallo ha bassissimi livelli di inquinamento e può essere visitata facilmente a piedi o spostandosi sui mezzi pubblici. Il tram 28, che
attraversa i vicoli del quartiere storico di Alfama, è forse la linea più conosciuta di tutto il sistema di trasporto urbano ma non bisogna dimenticare la altrettanto famosa linea
15, che da Piazza del Commercio va verso Belem, e le tre teleferica Lavra, Gloria e Bica che raggiungono le colline su cui è fondata la città. Non solo, Lisbona è l’unica
capitale del Vecchio Continente con due grandi porti: uno sul fiume Tago, da cui partono anche i battelli turistici, e uno sull’oceano Atlantico.

Terra, aria e acqua sono insomma i tre elementi cardini della capitale portoghese. La città del Fado, della dominazione araba e della riconquista cristiana, delle navi in partenza coi
grandi esploratori, delle osterie dove gustare la cucina locale e degli insonni quartieri della movida notturna. Con questo spirito abbiamo selezionato tre tappe per gli amanti della natura in
visita a Lisbona: lo storico Giardino botanico Reale di Ajuda, per la flora terrestre; il Planetario Calouste Gulbenkian, per uno sguardo alle stelle; l’Oceanario, perché lo spirito di
Lisbona è forse soprattutto nel mare su cui si affaccia.

Il Giardino botanico dell’Università di Lisbona

Il Giardino botanico di Lisbona raccoglie migliaia di specie vegetali provenienti da tutto il mondo. La collezione attuale, circa millecinquecento piante, è stata infatti arricchita nel
corso degli anni in cui il Portogallo vantava un vasto impero coloniale e oggi rappresenta un patrimonio di interesse non solo naturalistico ma anche storico-culturale.  Si estende su una
superficie di 4 ettari nel quartiere di Bairro Alto ed è famoso per la sua collezione viva di piante tropicali, per l’Erbario e la Banca dei Semi, particolarmente importante per
l’attività scientifica di monitoraggio e conservazione delle specie vegetali. Oggi fa parte  del museo nazionale di Storia naturale e della Scienza ed è aperto tutti i giorni
dalle 8 alle 18 d’inverno e dalle 8 alle 20 nei mesi estivi.

Il Planetario Calouste Gulbenkian

Il Calouste Gulbenkian Planetarium è stato costruito negli anni Sessanta e si trova nel Centro della Scienza di Madrid. Famoso per la sua cupola di 25 metri organizza una serie di
attività per scoprire e studiare il cielo, dedicate soprattutto ai ragazzi e ai bambini. Tra le esperienze proposte c’è anche un viaggio virtuale nella via Lattea, attraverso 9000
stelle, e lezioni interattive sul movimento del sistema solare oppure sulle celebri comete di Halley e sui movimenti della stella di Belem.

L’Oceanario di Lisbona

È un acquario dedicato agli oceani del Pianeta: l’Oceanario di Lisbona, nel quartiere del Parco delle Nazioni, è tra i più grandi del mondo e ospita una notevole
varietà di pesci, uccelli, mammiferi e altre specie marine. Sono in totale cinque le vasche dove è possibile ammirare la flora e la fauna degli oceani Atlantico, Pacifico, Indiano
e persino delle aree antartiche oltre a spazi per esibizioni temporanee.

In Puglia i primi hotel biodegradabili d’Italia

La nuova frontiera della bioedilizia sono gli hotel biodegradabili: strutture ad autocostruzione temporanea create con materiali essenziali e risorse già presenti in natura. In Italia i
primi due esempi di questo nuovo tipo di edifici green nasceranno in Puglia, e più precisamente nel Parco dei Paduli, una grande area rurale occupata fino al 1800 da una fitta foresta di
querce, cuore pulsante del Salento. Qui i vincitori del concorso “Nidificare i Paduli, Strategie alternative del vivere in natura” avranno pochi giorni di tempo, a partire dal 14 luglio
prossimo, per la produzione dei due prototipi di rifugi temporanei ecosostenibili.

Il Laboratorio Urbano Bollenti Spiriti delle Terre di Mezzo, nato nel 2011, l’Associazione culturale Lua e i Comuni di San Cassiano, Brotugno, Surano, Nociglia e Giuggianello avevano promosso
qualche mese fa un concorso di idee per l’autocostruzione del primo villaggio turistico italiano a impatto zero con sede proprio nel Parco dei Paduli. Tra i 38 progetti arrivati da ogni parte
d’Italia e anche dall’estero, la giuria ne ha premiati due in particolare. A questi andrà un contributo di 7 mila euro, da utilizzare per la realizzazione dei due edifici. Paglia, canne,
terra, foglie, legname di scarto e pietre: è tutto pronto per dare il via ai lavori delle nuove costruzioni.

“Il concorso fa parte di un progetto più ampio finanziato dalla Regione Puglia per la gestione e riqualificazione di questo grande territorio salentino – ha raccontato ad Energie Sensibili
Mauro Lazzari dell’Associazione Lua,  giurato del premio -. Si tratta di 5500 ettari di ulivi secolari, famosi in tutto il mondo: basti pensare che tra il 1600 e il 1800 olio rampante
ottenuto da queste coltivazioni veniva esportato anche all’estero per l’illuminazione pubblica. Abbiamo voluto dimostrare con questa iniziativa che un turismo alternativo ed ecosostenibile
è possibile, soprattutto in una area dove è l’agricoltura l’elemento dominante, recuperando una dimensione atavica e rurale”. 

Si chiamano “Lovo” e “Nido dei Paduli” i due progetti che vedranno la luce nel prossimo mese. Il primo è stato ideato da un gruppo di giovanissimi architetti, tutti under 29, che operano
tra Parma e Brindisi. Il principale materiale che verrà adoperato per la costruzione del rifugio è costituito dagli scarti dell’olivicoltura, mentre sacchi di juta riempiti di
paglia serviranno a formare il pavimento delle stanze dell’albergo. I sassi e le pietre, invece, recuperati sul posto, delimiteranno gli ambienti.  Anche l’illuminazione sarà
naturale, ottenuta con lampade ad olio derivante dalla molitura delle olive. Più green di così?

Un team di studenti dell’Università di Firenze è il creatore del progetto secondo classificato. “Nido dei Paduli” è caratterizzato dalla presenza di un vero e proprio
nido articolato attorno agli ulivi secolari tipici di questo territorio, ottenuto dall’intreccio di canne e canniccio legati tra loro da corde. Il tetto e il pavimento sono invece realizzati
grazie a legno e cartone impermeabilizzato con olio d’oliva. A partire dal 20 luglio fino a settembre sarà possibile visitare i rifugi temporanei con escursioni notturne connesse ai Puglia
Open Days, la manifestazione che per tutta l’estate permette di scoprire le bellezze più nascoste della Regione. 


Genova dimezzerà la bolletta grazie all’efficienza energetica

In sedici condomini della provincia di Genova il prezzo della bolletta energetica annua scenderà da 32 mila a 16 mila euro. Tutto grazie a interventi messi in atto per migliorare
l’efficienza energetica.

Nello specifico, sarà possibile raggiungere questo obiettivo grazie al progetto degli esperti di Fondazione Muvita, Agenzia Regionale per l’Energia (Are) e Università di Genova,
coadiuvati da una trentina di professionisti che hanno prestato la propria opera a titolo gratuito. Attraverso l’analisi energetica effettuata da questi ultimi sono stati individuati interventi
di efficientamento che garantiranno una triplice opportunità: far risparmiare le famiglie, diminuire l’impronta ambientale delle città e assicurare sviluppo per le imprese del
settore.

I progetti proposti consistono, in media, in lavori del valore di 170 mila euro che, all’atto pratico, scenderebbero fino a 59.500 euro a condominio in virtù della detrazione fiscale del
65 per cento di cui godranno, fino al giugno 2014, le spese per lavori di riqualificazione energetica. Uno scenario che consentirebbe di ammortizzare l’investimento iniziale in meno di cinque
anni.

Consumare meno e meglio vuol dire anche diminuire gli inquinanti prodotti. Ottimizzare il rendimento energetico delle abitazione non vuole dire solo mantenere più facilmente il
riscaldamento in inverno ma anche facilitare il raffrescamento estivo, rallentando la diffusione dall’esterno verso l’interno di nuova aria calda. La riduzione dell’inquinamento, calcolato sui
16 condomini su cui si interverrà, si attesta intorno alle 380 tonnellate in meno all’anno di CO2, senza considerare il taglio di altri inquinanti come ossidi di azoto e polveri sottili.

“La Green Economy – ha affermato Dario Miroglio responsabile del progetto per la Provincia di Genova – è un fatto reale, non uno slogan vuoto. La riqualificazione energetica delle
abitazioni permette troppi vantaggi da troppi punti di vista per essere ignorata. L’obiettivo della nostra iniziativa è informare il maggior numero possibile di cittadini per fare in
modo che questo tipo di intervento venga considerato una prassi consolidata”.

Anche secondo Marco Castagna direttore della Fondazione Muvita il modello che verrà sperimentato a Genova meriterebbe di essere esteso e diventare un caso di scuola a livello nazionale.
“Siamo stati invitati – ha detto Castagna – a presentare il nostro programma in molte altre città italiane tra cui Milano, Prato, Piacenza, Bergamo, Torino e Ancona”.

L’impegno della città ligure per diffondere la cultura del risparmio energetico è confermata anche dal recente finanziamento di nove corsi di formazione professionale per le
figure di energy manager ed “esperto nell’ambito della diagnosi energetica”. Un’ulteriore conferma del fatto che in Italia qualcosa si sta muovendo verso lo sviluppo di una maggiore
sensibilità per i temi energetici.

Da casa a scuola con la bicicletta: al via il progetto Stars

L’educazione alla mobilità sostenibile parte dalle scuole. Il Comune di Milano ha aderito al progetto europeo Stars per far conoscere ed amare anche ai più giovani uno dei
 mezzi di trasporto più conveniente e amico dell’ambiente. Come Londra, Madrid, Edimburgo, Budapest, Cracovia, Bielefeld e la provincia di Noord-Brabant, nei Paesi Bassi, la
città lombarda si impegnerà nei prossimi tre anni a incentivare l’uso delle due ruote per gli spostamenti quotidiani degli studenti.

La fase di avviamento, che prenderà il via dal prossimo anno scolastico, prevede la partecipazione di 11 istituti, tra medie e superiori, che potrebbero però già
diventare 25 a partire dal 2014. L’obiettivo è di promuovere la ciclabilità individuando uno o più ragazzi, di età compresa tra gli 11 e i 19 anni che, dopo la
formazione, gestiranno il progetto sotto la guida di tutor individuati dall’amministrazione comunale. I giovani potranno in questo modo diventare promotori di una nuova visione della bici,
moderno oggetto di tendenza con cui muoversi liberamente per andare a studiare, a divertirsi con gli amici e a fare sport.

“È molto importante che i ragazzi inizino da subito a fare propria la cultura della sostenibilità – ha dichiarato l’assessore all’Educazione e Istruzione Francesco Cappelli -. Alla
scuola spetta certamente il compito fondamentale di educare e queste iniziative rappresentano un percorso di insegnamento al pari delle altre materie scolastiche. Sono anche un’occasione
fondamentale per apprendere il senso del rispetto per l’ambiente e per diventare, un domani, cittadini più consapevoli con un più alto senso civico”.

All’interno del progetto sono previsti anche incontri specifici sulla sicurezza e laboratori per imparare ad amare le due ruote. I giovani “ambasciatori della bicicletta” saranno anche in
contatto con i loro colleghi degli altri Paesi comunitari aderenti all’iniziativa per conoscersi pedalando. Si vuole in questo modo arrivare ad uno spostamento dell’uso dell’auto alla bici di
almeno il 15% nel breve termine e di oltre il 10% nei prossimi anni, magari anche attraverso lo sviluppo di una rete di sistemi di viaggio giovanili in bicicletta e incentivando sempre più
la mobilità sostenibile per il tragitto casa scuola. 

Redazione Newsfood.com+WebTv

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