Energie Sensibili, il magazine per l’energia di domani n. 93 di febbraio 2013

Energie Sensibili, il magazine per l’energia di domani n. 93 di febbraio 2013

By Redazione

“Efficienza d’oro? Solo con giuste misure”

Che l’Europa punti sull’efficienza energetica per ridurre il proprio fabbisogno è ormai un dato di fatto su cui ci siamo soffermati più volte. L’entrata in vigore della
direttiva sul risparmio energetico e il monito agli stati membri affinché individuassero politiche efficaci per eliminare gli sprechi testimoniano la volontà dell’Ue di
ridurre i consumi attraverso un uso più razionale energia.

Ma quanto può valere in termini economici l’efficientamento? Secondo uno studio di Ecofys (società olandese di ricerca e consulenza nel campo delle
rinnovabili e dell’efficienza energetica) grazie alle politiche di efficienza energetica, in Europa sarebbe possibile risparmiare ben 250 miliardi di euro all’anno da qui al 2030. Lo studio,
intitolato ‘Saving energy: bringing down Europe’s energy prices for 2020 and beyond’, è stato commissionato dalle associazione Amici della Terra Europa e di Climate Action Network (Can).

“Le stime del rapporto sono attendibili – commenta a Energie Sensibili Dario Di Santo, direttore della Federazione italiana per l’uso razionale
dell’energia (Fire) – e se le scenario macroeconomico non dovesse subire grossi cambiamenti le previsioni potrebbero avverarsi. Certo, lo studio dell’Ecofys considera anche il risparmio che
può essere generato dalla riduzione della domanda, delle importazioni e dei prezzi dell’energia. Tutti questi fattori sono influenzati dalle dinamiche internazionali e c’è la
possibilità che si verifichino dei cambiamenti”.

Il rapporto di Ecofys conferma che l’efficienza rappresenta veramente una miniera ancora non sfruttata. L’Europa con le direttive sull’ecodesign, sull’efficienza
e le rinnovabili ha creato i presupposti per iniziare a farlo. “A livello normativo ci siamo dotati di tutti gli strumenti necessari – sottolinea Di Santo – fare di più significherebbe
dotarsi di una politica energetica unica a livello comunitario, ma ad oggi non si intravedono i presupposti”.

Per riuscire a sfruttare le possibilità dell’efficienza energetica serve applicare al meglio le politiche di cui l’Ue si è dotata. È necessario però un cambio di
mentalità da parte di cittadini e istituzioni, ottenibile tramite campagne di informazione e sensibilizzazione.

“La crisi ha già portato a una riduzione dei consumi – prosegue il direttore del Fire -. Fare efficienza, però, non significa questo ma svolgere le
stesse attività impiegando meno energia. Per ottenere questo risultato vanno fatte innanzitutto campagne per promuovere interventi a basso costo. Ad esempio per eliminare i consumi da
standby basterebbe spiegare alle persone quanto sia importante dotarsi di dispositivi hardware ad hoc (come lo StandbyStop di Sorgenia, ndr)”.

Inoltre, secondo il Fire, bisogna promuovere l’uso di tecnologie a più alto rendimento energetico – come le caldaie di nuova generazione – oppure compiere
interventi per l’isolamento termico delle abitazioni. “In Italia abbiamo un ottimo quadro di incentivi ma è necessario favorire l’accesso al credito – conclude Di Santo-. Alcuni tipi di
intervento comportano un esborso iniziale che, in un periodo come quello attuale non tutti possono permettersi”.

Energy city, il risparmio entra in casa

Dove bisogna intervenire per aumentare l’efficienza nei centri urbani? Sei città europee hanno ricevuto o stanno per ricevere la risposta a questa domanda grazie a Energy city. Si tratta
di un programma europeo, avviato 3 anni fa, che ha lo scopo tagliare gli sprechi di energia nei centri urbani. Il progetto – che coinvolge Bologna, Budapest, Praga, Monaco, Bologna, Treviso,
Ludwigsburg (in Germania) e Velenje (in Slovenia) -, prevede la realizzazione di una mappatura della dispersione di calore per capire quali sono gli edifici dove intervenire.

La pianta della città viene realizzata tramite delle foto aeree realizzate con una termocamera. Grazie a queste foto sarà possibile individuare le
strutture meno efficienti. “La mappatura completa dovrebbe essere pronta entro la fine dell’anno – spiega a Energie Sensibili Francesco Tutino, responsabile energia settore ambiente del Comune di
Bologna -. Non abbiamo ancora un feedback preciso sull’iniziativa, ma stiamo riuscendo a coinvolgere i cittadini e questo è un passo importante”.

Oltre alla mappatura a Bologna per il progetto Energy city sono stati realizzati anche anche un blog, per informare gli abitanti, e un’applicazione web che
spiega il risparmio energetico. Nello specifico, inserendo le dimensioni della propria casa il portale spiega quanto si può risparmiare sostituendo la caldaia, gli infissi o compiendo
altri interventi di isolamento. Il comune ha dato anche la possibilità a dieci cittadini di ricevere una verifica gratuita dei consumi della propria abitazione.

“Diffondere la cultura dell’efficienza fra i cittadini è un passo fondamentale – commenta Tutino -. Il blog e il contatore servono proprio a questo. Finora siamo riusciti a promuovere
operazioni a basso costo, come far montare le valvole regolatrici sui termosifoni e, in alcuni casi, far sostituire gli infissi”.

Il vero obiettivo che il comune di Bologna si è dato, però, è quello di riuscire a promuovere interventi integrati, cioè sia sulle
tecnologie che sulle strutture. Per raggiungerlo si stanno avviando accordi e partnership con privati per semplificare gli iter burocratici e calmierare i prezzi. “Far sostituire una caldaia
è già un ottimo risultato – conclude Tutino -, ma se insieme a questo si riuscisse anche a convincere le persone a effettuare interventi volti a migliorare l’isolamento termico, il
risparmio energetico ottenuto sarebbe di gran lunga maggiore”.

L’Italia che pedala: boom di bici in città

Le due ruote invadono le città italiane: il numero di grandi e piccoli che preferisce andare a lavoro, a scuola e farsi un giro per il centro storico utilizzando le biciclette aumenta
sempre di più. Soltanto a Roma, secondo una indagine realizzata dall’Agenzia per i servizi alla mobilità della Capitale, durante la primavera del 2012 sarebbero state più
di 150 mila le persone che hanno preferito pedalare per i propri spostamenti piuttosto che utilizzare automobili e mezzi pubblici. Un trend positivo confermato anche dal fatto che tra il 2010 e
il 2011 a utilizzare la bici ero lo 0,4% dei cittadini e un anno dopo si è saliti al 4%.

Si tratta di un cambiamento tutto a favore della mobilità sostenibile, che sta caratterizzando non solo Roma. A Milano aumentano i chilometraggi delle
piste ciclabili: ad oggi sono ben 70 i km destinati al trasporto sulle due ruote. Ed anche al Sud non mancano esempi virtuosi. Napoli si è dotata lo scorso anno per la prima volta nella
sua storia di un percorso per le bici lungo 16 km e che in futuro collegherà la tutta la città.

Tuttavia, ancora molto deve essere fatto, soprattutto se si pensa allo sviluppo di questo tipo di trasporto nel resto d’Europa. L’Italia è infatti il primo paese dell’Unione per
densità di automobili: ce ne sono ben 36 milioni, il 17% dell’intero parco circolante del Vecchio Continente. Così, mentre a Londra ci sono in media 30 macchine ogni 100 abitanti,
e ad Amsterdam e Parigi il rapporto è di 25 a 100, solo a Roma ce ne sono 71 ogni 100 cittadini. Per non parlare delle spese legate al possesso di un veicolo a motore, che rappresentano
circa un terzo del reddito familiare.

Ma anche nel Belpaese si sta cominciando a diffondere la convinzione che la bicicletta rappresenta la chiave di volta di una mobilità urbana diversa,
innovativa e smart. “La rivoluzione delle bici è stata finora affidata alla cultura dal basso – dichiara ad Energie Sensibili Paolo Bellino, promotore del movimento #salvaciclisti -. Gli
italiani guardano all’Europa e si accorgono in maniera spontanea, senza l’intervento delle amministrazioni cittadine, che il cambiamento è inevitabile. Non solo la crisi economica sta
aiutando questo processo, ma anche la volontà delle persone comuni di essere moderne e adeguarsi ai tempi”.

Ma alcuni interventi per delle istituzioni sono necessari per incrementare la ciclabilità. “Non servono grandi infrastrutture – continua Bellino -. Il
cambiamento può avvenire a costo zero. Per prima cosa si dovrebbe intervenire per ridurre i limiti di velocità su strada; si dovrebbero incrementare i divieti di parcheggio ed anche
gli incentivi per il trasporto pubblico. In poche parole non servono i soldi, ma basta usare il cervello”.

Numerose sono anche le iniziative di promozione di questo tipo di mobilità. Nella Capitale è in programma dal 7 al 10 marzo la seconda edizione del “Bici@romaexpo”, la fiera
dedicata al pedale più grande del Centro e Sud della Penisola. Negli stessi giorni a Milano sarà presentata l’edizione 2013 di Radiobici, l’inchiesta del giornalista Maurizio
Guagnetti che a bordo del suo tandem multimediale racconterà tante storie percorrendo seimila chilometri da un parte all’altra dello Stivale. Sostenuta da Sorgenia, l’iniziativa
porterà all’attenzione del grande pubblico nuovi spunti sui temi ambientali e sociali, di mobilità sostenibile e di rinnovamento dell’economia nostrana.

Smartphone a misura d’ambiente

Per disfarsi in modo corretto di tv, frigoriferi e altri elettrodomestici ora c’è ora una app. Basta scaricarla gratuitamente dall’apposito sito internet (www.cdcraee.it) sui propri
telefoni cellulari e la ricerca del centro raccolta più vicino sarà a portata di click. Lanciato dal Centro di Coordinamento Raee, Rifiuti da apparecchiature elettriche ed
elettroniche, questo programma è soltanto l’ultimo di una serie di software creati ad hoc per tutte le tipologie di dispositivi mobili di nuova generazione e dedicati alla tutela
dell’ambiente.

Così, per tenersi aggiornati sulle tematiche ecologiche, calcolare la propria impronta ambientale, eseguire correttamente la raccolta differenziata e
scegliere i prodotti più sostenibili da acquistare è necessario soltanto installare una delle applicazioni messe a disposizione per Iphone, Blackberry, Android e Windows Phone e il
gioco è fatto. Si tratta di servizi studiati per rispondere alle esigenze dei cittadini, che diventano protagonisti attivi della gestione del proprio territorio, e anche degli addetti ai
lavori per controllare dati e documenti.

Il Cdcraee è tra questo tipo di app la più recente. Guida chiunque si debba disfare di prodotti elettrici ed elettronici al sito di raccolta
più vicino, tra gli oltre 3300 presenti in Italia, dove i rifiuti vengono smaltiti correttamente. Prima ancora di Cdcraee, è stata lanciata la campagna RAEEpoerter, promossa da
Ecodom in collaborazione con Legambiente: grazie a questo programma i cittadini, anche attraverso l’apposita app, possono denunciare e segnalare i Raee abbandonati ai margini delle strade, nei
fossi, nei campi o sulle spiagge inviando le proprie foto in tempo reale e segnalando alle autorità competenti gli eventuali abusi.

Si chiama invece Decoro urbano WE DU il social network che migliora le città. Funziona anche questo attraverso un’applicazione che consente a tutti coloro che decidono di scaricarla di
segnalare le situazioni problematiche delle aree in cui si vive, dai rifiuti ammassati per strada agli atti di vandalismo, dalle affissioni abusive alle zone verdi deturpate. Ciascuno diventa
così attivo nel contribuire alla cura della propria città e tutelare al meglio il territorio. Ad oggi sono più di un milione gli italiani che denunciano attraverso in
click, creando un dialogo diretto con le amministrazioni pubbliche. Queste possono monitorare la situazione in tempo reale attraverso l’accesso ad un pannello di controllo sullo stesso sito di
riferimento, e intervenire il prima possibile.

E nuove app sono in arrivo. Entro la fine di marzo verrà lanciata Greenapes: all’interno del software troverà spazio una community di persone
più attente all’ambiente, che potranno proporre soluzioni e interventi a favore della tutela del pianeta. I più meritevoli saranno anche premiati: soltanto in questo modo, secondo
gli inventori, tutti possono superare la pigrizia ed essere incentivati a svolgere azioni ecosostenibili, dal semplice comprare un prodotto green all’andare a piedi a lavoro piuttosto che
prendere l’auto.

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