Emilia Romagna: Approvato il Piano Straordinario per la Formazione e la Sicurezza sul Lavoro

Emilia Romagna: Approvato il Piano Straordinario per la Formazione e la Sicurezza sul Lavoro

Bologna – Diffondere la cultura della salute e della sicurezza sui luoghi di lavoro, fare acquisire  la consapevolezza e promuovere attraverso la formazione il
cambiamento nei comportamenti di lavoratori e datori di lavoro: sono gli obiettivi del Piano straordinario della formazione per la sicurezza, approvato nel corso della prima seduta di
insediamento del Comitato regionale di coordinamento delle attività di prevenzione e vigilanza in materia di salute e sicurezza sul lavoro, al quale hanno preso parte il presidente della
Regione Vasco Errani e gli assessori regionali alla Sanità Giovanni Bissoni, al Lavoro Giovanni Sedioli e al Territorio Gian Carlo Muzzarelli.

“L’obiettivo del Comitato – ha spiegato Errani – è l’integrazione tra le diverse competenze in tema di sicurezza. E’ importante che tutti i soggetti coinvolti, imprese,
organizzazioni sindacali e tutti gli enti preposti a funzioni di controllo, costruiscano strategie comuni per raggiungere il risultato di ridurre e abbassare il più possibile gli
incidenti, ma anche i rischi per la salute che possono e debbono essere ridotti. Il problema degli infortuni sul lavoro ed in particolare di quelli mortali – ha continuato Errani –
è un problema culturale che deve essere affrontato in modo incisivo, tanto più ora che ci si trova in un periodo di crisi dell’economia. Ma proprio per questo non si possono fare
passi indietro. Per questo è necessario individuare nuove strategie e non avere paura di innovare”.

Il Piano straordinario della formazione per la sicurezza, elaborato in base all’accordo raggiunto nella Conferenza Stato-Regioni, individua nella formazione una importante leva di cambiamento
dei modelli culturali per migliorare la qualità delle condizioni di lavoro, intese in un senso ampio, comprendendo anche la promozione del benessere psico-fisico dei lavoratori e il
miglioramento della qualità della vita lavorativa.


I corsi previsti dal Piano verranno realizzati dai soggetti accreditati del sistema formativo, avranno una durata di 16 ore (più eventuali moduli aggiuntivi di lingua italiana per i
lavoratori stranieri) e utilizzeranno metodologie didattiche attive, con particolare attenzione ai processi di valutazione, prevenzione e gestione dei rischi.


I destinatari degli interventi formativi saranno prioritariamente le categorie più deboli, quali i lavoratori stranieri e i lavoratori stagionali del settore agricoli, ma anche gli
imprenditori delle piccole e medie imprese e i lavoratori autonomi e parasubordinati, che operando in organizzazioni di piccole dimensioni non usufruiscono spesso di specifici interventi
formativi. Destinatari saranno anche i giovani con meno di due anni di esperienza lavorativa, le rappresentanze dei lavoratori per la sicurezza, oltre ai presidi e ai dirigenti scolastici, agli
insegnanti e docenti della formazione professionale.

Il Comitato regionale di coordinamento
E’ composto, oltre che dalla Regione, da Inail, Inps, Direzione regionale del lavoro, Vigili del fuoco ed altre pubbliche amministrazioni coinvolte per le loro specifiche competenze in
tema di promozione della salute e della sicurezza del lavoro. Partecipano inoltre al comitato le organizzazioni sindacali del lavoratori e dei datori di lavoro.

Integrare le competenze della pubblica amministrazione per rendere più efficace l’attività di vigilanza e per diffondere la cultura della salute e della sicurezza sui luoghi di
lavoro, semplificare le procedure burocratiche e promuovere la qualificazione delle imprese sono gli obiettivi che il Comitato ha discusso questa mattina. Potenziare l’attività di
vigilanza ed integrare le competenze dei diversi enti costituisce uno degli obiettivi del Comitato.

Le aziende controllate lo scorso anno in questa Regione sono state 8.895, cifra che corrisponde all’8% del totale. Il Comitato si propone di incrementare i controlli incrementandoli di un
punto percentuale nell’anno corrente e di un altro nel 2010.

Ogni ente competente in materia deve svolgere il proprio ruolo, ma deve al contempo collaborare con le altre amministrazioni, al fine di evitare sovrapposizioni e inutili burocratismi.
Un’attività di vigilanza che non deve temere l’innovazione e la condivisione del proprio operato.
Il personale delle Aziende Usl dedicato all’attività di vigilanza in Emilia-Romagna è pari a 550 operatori, un numero di operatori che ci colloca tra le prime regioni in
Italia. 

La semplificazione delle procedure, condividendo le scelte tra le diverse amministrazioni, costituisce un altro degli obiettivi che vengono posti all’ordine del giorno del Comitato, ponendosi
l’obiettivo di mantenere soltanto quelli necessari a rafforzare il sistema del lavoro e della sicurezza.

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