Emergenza carenza farmaci oncologici

Emergenza carenza farmaci oncologici

Milano, 4 ottobre 2013
Morire dopo tante sofferenze per mancanza di farmaci non è un caso eccezionale, è una situazione cronica che si ripete da tempo.

Le aziende che li producono sono poco interessate perchè i ricavi sono antieconomici, ma c’è chi fa accaparramento e lucra abbondantemente sulla vendita e sulla vita (morte) dei
malati che ne hanno un bisogno estremo.

Tra gli scafisti che buttano i migranti in mare e chi lucra sulla vita umana, non so proprio chi sia il peggiore.
Se ancora oggi c’è un florido mercato di organi umani, non dobbiamo più meravigliarci di nulla se alcuni vengono “prelevati” freschi da esseri umani, “allevati” per la
bisogna di malati miliardari.

Ecco l’email che il Prof. Umberto Tirelli ha inviato a Newsfood.com
sul problema della carenza di farmaci.

Giuseppe Danielli
Direttore e Fondatore
Newsfood.com

Inizio messaggio inoltrato:

Da: “PROF. UMBERTO Tirelli” 
Oggetto: TUMORI, TIRELLI: EMERGENZA CARENZA FARMACI ANCHE IN ITALIA. IN USA GIORNALISTA CBS PREMIATO PER REPORTAGE SU CONSEGUENZE.
Data: 04 ottobre 2013 12:15:01 CEST

“Il capo corrispondente medico della CBS News, Jon LaPook, è appena stato insignito dell’Emmy award per aver esaminato nei suoi articoli l’impatto sui pazienti della carenza di farmaci
oncologici a cui si sta assistendo non solo negli USA ma anche in Italia.
“Ancora oggi anche nel mio istituto – denuncia il Prof. Umberto Tirelli, direttore del dipartimento di oncologia medica dell’Istituto Tumori di Aviano –  siamo in carenza periodica di un
farmaco, la carmustina fondamentale per il trapianto di midollo nei linfomi. Per la prima volta ne denuncia la carenza nel 2011,  quando fu impossibile il trapianto a nove pazienti con
linfoma che già erano in attesa del trapianto di midollo e che furono o trattati con terapie alternativi con farmaci sperimentali e per altri meno urgenti si optò di allungare i
tempi di attesa sapendo di non compromettere gravemente la salute del paziente.

Da allora periodicamente in Italia sono mancati farmaci come il 5-fluorouracile usato nei tumori gastroenterici e del capo e collo, la bleomicina usata in certi linfomi e nel tumore del testicolo
e la doxorubicina liposomiale usata nel carcinoma dell’ovaio e nel mieloma. Dal 2006 negli Stati Uniti la carenza periodica di farmaci affligge pazienti e medici non solo in oncologia
costringendo i medici a ritardare i trattamenti o a scegliere terapie disponibili al momento. Le ragioni addotte dalle aziende farmaceutiche sono problemi di qualità di produzione,
soprattutto dei farmaci in fiale, ma il sospetto è che effettivamente sia il basso costo e quindi le basse remunerazioni il vero problema.

Negli Stati Uniti vi è l’obbligo per le industrie di avvisare sei mesi prima della mancanza dei farmaci ma questo intervento è una vera e propria istigazione all’accaparramento dei
farmaci da parte di certe piccole aziende che poi le rivenderanno a costi molto più elevati a quegli ospedali che ne avranno necessità. È interessante notare che mentre in
Italia non esistono statistiche al riguardo, negli Stati Uniti il 44% degli ospedali americani riferiscono di 21 e più farmaci dei quali hanno evidenziato la carenza negli ultimi sei mesi
con un ulteriore 13% che hanno avuto da 16 a 20 farmaci carenti ed un altro 19% da 11 a 15 farmaci carenti, ovviamente includendo non solo i farmaci oncologici ma anche di altre specialità
(questi dati si riferiscono al giugno 2011).

È veramente necessario che il Ministero e l’AIFA organizzino una discussione con le aziende farmaceutiche coinvolgendo le associazioni degli oncologi medici italiani (AIOM, CIPOMO). Un
argomento molto convincente che sia negli Stati Uniti che in Italia potrebbe essere messo sul tavolo è di non approvare più quei farmaci, in particolare quelli biologici oncologici
prodotti dalle multinazionali e venduti a prezzi stratosferici quando queste e le loro piccole filiali non producessero più quei farmaci oncologici tradizionali, i cosiddetti
chemioterapici vecchi che costano poco ma dei quali si sente la mancanza perché in grado di contribuire a guarire certe malattie oncologiche come le leucemie acute, i linfomi, i tumori dei
testicolo fra gli altri. Si potrebbe inoltre costituire un magazzino/banca centrale dipendente dal Ministero della Salute ed in collaborazione con l’Ospedale Militare di Firenze (che potrebbe
produrre in parte questi farmaci), che tenga come scorta quei farmaci che si sa possono venire a mancare negli ospedali italiani, che costano molto poco ma che sono essenziali non solo in
oncologia ma anche in altre branche della medicina”.

Prof. Umberto Tirelli
per Newsfood.com
 

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