Emergenza acqua in Toscana, convocato un tavolo con Cispel e Ato

Firenze – “La Regione Toscana si è attivata da tempo, dal 2003, per far fronte al ripetersi sempre con maggior frequenza di quella che noi oggi chiamiamo “emergenza”, e che
purtroppo sta assumendo sempre di più un carattere di ordinarietà.

Ciò non di meno, abbiamo convocato a breve un tavolo al quale abbiamo invitato Cispel e tutti gli Ato per affrontare la situazione attuale e valutare le azioni più adatte da
intraprendere”.

Lo afferma l’assessore regionale alle risorse idriche Marco Betti, dopo la chiamata in causa della Regione da parte di Cispel sul rischio di siccità. “Da cinque anni la Regione è
impegnata – prosegue – con fondi, leggi, monitoraggi, tavoli che coinvolgono Ato e gestori. La programmazione delle azioni affronta l’emergenza ma anche e soprattutto costruisce strumenti
normativi che permettano di affrontare la prospettiva dei cambiamenti climatici in termini di adattamento”.

In particolare, è del 2007 la legge regionale 29 con la quale si dichiara lo stato di emergenza idrica idropotabile per l’anno in corso. La legge disciplina il procedimento per
velocizzare le procedure burocratiche per la realizzazione degli interventi urgenti che garantiscano ai cittadini l’approvvigionamento idropotabile. Inoltre affronta il problema del
disequilibrio della risorsa puntando sulla formazione di Piani per la gestione degli usi della risorsa idrica a scala provinciale e su strategie di riduzione e ottimizzazione dei consumi.

Ma sempre quest’anno c’è stata una intensa attività di coordinamento a livello regionale che ha visto la creazione di un Tavolo sull’Acqua che ha il compito di monitorare la
disponibilità di risorsa per i diversi usi in stretta connessione con il suo stato quantitativo. Sempre quest’anno si è intensificata la partecipazione insieme a Ato e Gestori a
specifiche commissioni che hanno il compito di monitorare valutare e gestire i rilasci dagli invasi presenti nel bacino (es. Bilancino) per preservare la riserva e al contempo garantire il
deflusso necessario nel corso d’acqua.

A tutto questo si affianca una intensa attività inserita nell’ambito dell’emergenza nazionale, che a maggio ha visto la Protezione Civile attivare un gruppo di lavoro con il compito di
dare attuazione alle disposizioni nazionali; ad agosto, con decreto del Presidente Martini, si è creata una cabina tecnica di regia alla quale partecipano gli enti interessati alla
gestione delle risorse idriche. Proprio nell’ambito della cabina di regia è stato condiviso un piano di interventi urgenti, molti dei quali relativi al servizio idrico integrato, che
potranno essere realizzati mediante ulteriori procedure acceleratorie previste dalle disposizioni di emergenza nazionale.

“Occorre uno sforzo da parte di tutti – ha concluso Betti – non solo per garantire nell’immediato la minima dotazione idrica necessaria per gli usi domestici, ma soprattutto per evitare che
tali emergenze si ripetano. E ciò sarà possibile solo attraverso la realizzazione di tutti gli interventi di carattere strutturale necessari a migliorare l’efficienza degli
impianti acquedottistici e attraverso la consapevolezza da parte di tutti della necessità di comportamenti miranti ad un uso più corretto e sostenibile della risorsa idrica”.

Chiara Bini

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