Emergenza abitativa in Toscana, interventi per 31 milioni e mezzo

Firenze – Un pacchetto di interventi per circa 31 milioni e 458 mila euro. Ammontano a tanto i finanziamenti attribuiti alla Toscana sul “piano casa” varato dal Governo per fronteggiare
l’emergenza abitativa, il decreto governativo, approvato il 1 ottobre, prevede una procedura semplificata per garantire tempestivamente interventi che vanno dall’offerta di appartamenti a
canone sociale, al recupero e adattamento di alloggi degli ex Iacp o dei Comuni, all’acquisto o locazione ed anche all’eventuale costruzione di alloggi. Le Regioni hanno avuto 20 giorni per
trasmettere ai Ministeri di Infrastrutture e Solidarietà sociale le richieste. La Toscana ha risposto a tempo e ieri proposte e priorità sono stato consegnato a Roma. Un
successivo decreto consentirà di passare alla fase attuativa. Una quota di circa 317 mila euro, pari all’1% della somma attribuita alla Toscana, è destinata inoltre alla creazione
di un Osservatorio per agevolare la programmazione degli interventi di edilizia sociale. “La casa è un diritto fondamentale in un paese civile – commenta l’assessore Eugenio Baronti – e
questo intervento segna finalmente il ritorno delle politiche abitative al centro dell’agenda politica e il fatto che si siano bruciati i tempi dimostra la consapevolezza della gravità
della situazione. Certo, questo intervento da solo non basta, ma è un passo nella direzione giusta.”

Nella tabella allegata è il quadro delle necessità emerse sulla base delle proposte dei Comuni, delle famiglie nelle graduatorie delle case popolari e degli interventi
finanziabili con la dotazione assegnata alla Toscana (il 5.78% dei 550 milioni complessivi stanziati dal Governo). Attualmente sono 459 in Toscana gli alloggi Erp non occupati e da
ristrutturare. “Grazie – ha precisato Baronti – a questa misura straordinaria per le famiglie sotto sfratto dopo la scadenza della proroga (15 ottobre) sarà possibile mettere a
disposizione in tempi brevissimi 538 alloggi, più di quelli oggi disponibili e da ristrutturare. E’ un numero inferiore ai bisogni ma che si aggiunge alle altre misure previste dalla
politica regionale e che hanno consentito di investire 350 milioni, fra edilizia sovvenzionata e agevolata, nel biennio ’03-’05. Stiamo lavorando ad una nuova legge sulla casa – ha annunciato
l’assessore – nella quale oltre agli interventi di edilizia sovvenzionata e a canone agevolato, riceveranno impulso anche autocostruzione e edilizia sostenibile”. Dalle richieste inviate dai
Comuni emerge che i nuclei familiari presenti nelle graduatorie delle case popolari sono in totale 17.466 e che il picco più alto di emergenza è a Firenze con 4985 famiglie.
Seguono Livorno con 2353 e Lucca con 2078, mentre a Pisa sono 1899. Le risorse che sarebbero necessarie per dare risposte a tutte le richieste dei Comuni ammontano a 109 milioni e 259 mila
euro. In base al numero di famiglie presenti nelle graduatorie di ciascun LODE, la Regione ha attribuito una scala di priorità con due livelli.

Al primo posto, con priorità 1, e se disponibili entro il 2008, sono stati inseriti:
a) il recupero di alloggi Erp degradati non assegnati e non assegnabili;
b) la ristrutturazione di immobili già nella disponibilità di Comuni o delle società di gestione, da destinare ad edilizia residenziale pubblica. In priorità 2 sono
stati invece inseriti, con una previsione di disponibilità per il 2009;
c) l’acquisizione di immobili in costruzione e con data certa di consegna, anch’essi da destinare ad Erp;
d) costruzione o ricostruzione di alloggi Erp su aree di proprietà comunale o delle società di gestione, che siano immediatamente cantierabili. La locazione temporanea di alloggi
è stata inserita in priorità 1 solo in Comuni, come Arezzo, dove non sono al momento possibili soluzioni diverse. In questo caso è stato preso come parametro un canone
mensile di 600 euro per 12 mensilità.

Nel pacchetto che la Regione ha inviato a Roma le risorse sono state attribuite nei LODE fino ad esaurimento del budget. Laddove le risorse siano risultate insufficienti a coprire specifici
interventi saranno i Comuni a decidere in base alle necessità più urgenti di ogni zona. “La Regione – ha concluso Baronti – sarà molto rigorosa. Effettuerà controlli
e se risulterà, da qualche parte, che gli interventi previsti non sono realizzati, le risorse saranno recuperate per essere destinate ad altri interventi in altre zone”.

Laura Pugliesi

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