ELISA: una striscia di carta per l’analisi dell’acqua
12 Gennaio 2010
Il nome è lungo ed abbastanza complicato: “Simple, Rapid, Sensitive and Versatile SWNT-Paper Sensor for Environmental Toxin Detection Competitive with ELISA”. Più semplicemente,
ELISA.
In realtà, l’oggetto è semplice: una striscia di carta, impregnata con nanotubi di carbonio, capace di rilevare tossine, alghe velenose o batteri presenti in acqua (potenzialmente
potabile). In particolare, la striscia è in grado d’individuare la presenza della microcistina-LR, una sostanza secreta dai ciano-batteri o alghe blu-verdi.
La strisciolina (tranquillamente trasportabile in tasca) è un prodotto di un team internazionale di ricerca, diretto dai dottori Nicholas Kotov e Chuanlai Xu e che ha pubblicato i
suoi risultati su “Nano Letter”, versione online.
Come spiega il dottor Nicholas Kotov, professore dei dipartimenti di Ingegneria Chimica, Ingegneria Biomedica e Scienza dei Materiali e Ingegneria, oltre alle dimensioni e all’efficacia,
l’oggetto ha dalla sua anche la velocità di esecuzione: solo 12 minuti, 28 volte meno dei test classici.
Conclude allora il dottor Kotov: “La sicurezza dell’acqua potabile è una questione di vitale importanza in molti paesi in via di sviluppo e in molte parti degli Stati Uniti. Abbiamo
sviluppato una tecnologia semplice ed economico per rilevare le tossine”.
Matteo Clerici




