Education in Valsesia con Adua Villa, sommelier della Prova del Cuoco di Rai Uno
22 Aprile 2010
Dal 16 al 18 aprile 2010 ho partecipato a un educational tour in Valsesia per giornalisti svizzeri. Il progetto è stato realizzato grazie al Ministero delle Politiche Agricole, la
Comunità Montana Valsesia, il Comune Di Varallo e L’Associazione Commercianti della provincia di Vercelli in collaborazione con la Camera di Commercio Italiana per la Svizzera.
Il programma dei partecipanti ha unito arte, cultura, realtà aziendali agricole e buona cucina. Seguiti da Giacomo Gagliardini della Girovagarte di Varallo.
Sabato 17 aprile abbiamo visitato un azienda agricola a Civiasco e poi siamo andati a Rimella in un’altra azienda agricola.
Nel pomeriggio siamo andati all’Istituto Alberghiero Giulio Pastore dove si è svolto un workshop dove sono intervenuti oltre agli ospiti dell’educational tre importanti testimonial: Adua
Villa, sommelier della Prova del Cuoco di Rai Uno, Alberto Marcomini esperto di formaggi della Rubrica Gusto di Canale 5 e Fabrizio Nonis, esperto di carni e formaggi della Rubrica Gusto di
Canale 5.
Poi domenica 18 aprile al mattino siamo andati a visitare il Sacro Monte di Varallo, la Chiesa di Santa Maria delle Grazie e per ultimo siamo andati al mercatino dei formaggi.
Il paese che mi ha colpito di più è stato Rimella.
La storia di questo paese ha inizio a metà del XIII secolo. Un documento ritrovato nell’archivio capitolare della Basilica dell’Isola di San Giulio, ci permette di far risalire con
certezza la fondazione di Rimella al 1255.
Qui si stanziarono gruppi di coloni walser che diedero vita ad una struttura ad arcipelago di frazioni.
Il territorio si può dividere in quattro settori:
Il centro, con le sue frazioni cantonali Grondo, Villa Inferiore, Chiesa, Prati, Villa Superiore, Sella.
S. Gottardo (S. Rund), la parte sud orientale del territorio, la valle dell’Enderwasser con Selletta, Wang, Wárch di setto Under Schtúùda. Alpe Pianello
(Bédemíe), e la Bocchetta di Campello Menti (der Schtronerfurku). Sant’Anna (Erórtu), la parte nord della valle del Landwasser, nei primi tempi molto abitata, da En Aku
(Pianello) vicino al centro fin su, all’Alpe Biseresso.
A questo settore appartengono ancora Roncaccio Inferiore, Roncaccio Superiore, Riva, S. Antonio (Summertsianu), Tsum Trog, Tossu Tossje, Tsunengo.
Territori del Capezzone, il complesso degli alpeggi abitato dai pastori la sola estate al di là dello spartiacque, dalla parte di Campello Monti.
Ciò che è certo è il carattere stabile e pacifico dell’insediamento testimoniato, dal fatto che i coloni si erano visti riconoscere il diritto di costruire un mulino ad
acqua.
Poi nel ‘400/’500 fece notevoli passi avanti nonostante l’asperità del paesaggio, la durezza di un lavoro faticoso quando non pericoloso, gli ostacoli posti da una economia agro-pastorale
e da condizioni di vita spesso ai limiti della sopravvivenza, è riuscita, con l’intelligenza, il coraggio, la tenacia e ladisponibilità al sacrificio alimentata da uno spirito
religioso profondamente sentito di tutti ì suoi membri, creare una cultura ricca ed originale testimoniata ancora oggi dal numero, solidità e bellezza degli edifici sacri.
Nell’età contemporanea Rimella risulta popolosa, abitata da gente che si autogovernava con le strutture civili e religiose di cui si è già parlato, dotata di una Chiesa fra
le più bella della Valsesia, di molti altri edifici sacri, testimonianza delle spirito religioso dei rimellesi; di Scuole funzionanti, oltre che di uno strumento culturale eccezionale per
quei tempi, il Museo G.B. Filippa.
Questo museo è allestito in due locali di un’antica casa del 1415.
Fu fondato nel 1800 dal rimellese Gian Battista Filippa, allo scopo di far conoscere ai suoi compaesani come era il mondo e la vita al di fuori dei confini della “diletta patria Walser”.
Il periodo qui considerato si chiude invece alla fine del XX secolo con un’immagine del paese, caratterizzata dallo spopolamento e dalla chiusura delle scuole locali.
Tutta disposta sui fianchi ripidi della montagna, Rimella ha il suo centro nel gruppo di case intorno alla Chiesa Parrocchiale.
Tutto il centro e la costellazione delle numerose frazioni conservano intatto il fascino dell’antico borgo walser.
Pur conservando un’economia a carattere agricolo, caratterizzata dai prodotti del bosco e dall’allevamento del bestiame, Rimella ha scoperto una nuova vocazione al turismo culturale, proprio
intorno alla valorizzazione delle tradizioni legate alla colonizzazione valsesiana.
Attivissimo in paese, infatti, un centro studi sulla tradizione walser.
Laura Genovese
Redazione Newsfood.com+WebTV





