E’ il Washington Post il primo quotidiano internazionale a parlare della nuova DOCG del Conegliano Valdobbiadene

E’ il Washington Post il primo quotidiano internazionale a parlare della nuova DOCG del Conegliano Valdobbiadene

By Redazione

Usa – Un altro risultato importante: dopo i principali quotidiani di New York, anche il Washington Post parla del Conegliano Valdobbiadene DOCG, il Prosecco superiore.  E il Consorzio
rilancia con una nuova strategia per il mercato a stelle e strisce: a inizio anno si presenterà assieme ai colleghi del Brunello di Montalcino, Chianti Classico e Nobile di Montepulciano
per un grande evento tutto dedicato ai “Maestri del vino italiani“, in programma a New York e Chicago.

L’articolo del Washington Post è solo l’ultimo esempio dell’attenzione dedicata dalla stampa USA alla denominazione. “Tutto cominciò da una telefonata ricevuta al Consorzio di
Tutela in maggio: il giornalista del Washington Post Jason Wilson chiedeva di partecipare a Vino in Villa, Festival internazionale dello spumante Conegliano Valdobbiadene.  –
Afferma il Direttore del Consorzio di Tutela Giancarlo Vettorello. – Non senza stupore organizzammo il suo soggiorno durante l’evento dove, grazie alla degustazione di circa 300 vini,
nacque la passione di Wilson per le bollicine di Conegliano Valdobbiadene, fresche di riconoscimento a DOCG.”

Un amore dichiarato nell’articolo apparso sull’autorevole quotidiano il 12 agosto, apprezzato anche dal Ministro Luca Zaia, come diffuso in una nota stampa del giorno stesso. Lo spunto
per l’articolo sono i cocktail tanto di moda, fatti con i migliori spumanti del mondo, Champagne, Cava e Prosecco, nei confronti dei quali Wilson dimostra un certo scetticismo. E, quando parla
di quelli a base di prosecco, l’autore si rammarica di come, al momento, sul mercato siano presenti prevalentemente prosecchi che non vengono dall’area di Conegliano Valdobbiadene, la DOCG che
si pone al top della qualità.

Wilson ammette che Conegliano Valdobbiadene è certamente un nome difficile da pronunciare ma chi è disposto a spendere un po’ di più, tra i 16 e i 20 dollari invece
che un massimo di 12 ha la possibilità di degustare l’ “originale”. Certo si possono preparare buoni cocktail ma, in ultima analisi, il modo migliore secondo Wilson è degustarlo
liscio per apprezzarne la qualità.

“Negli Stati Uniti il nostro vino è divenuto un vero “caso” di successo. – Afferma il Presidente Franco Adami – Ciò è dimostrato sia dal crescente interesse
dei media, sia dai numeri delle vendite. Oggi circa un milione di bottiglie del nostro spumante viene venduto nel paese, che copre una quota di export pari a circa il 7%”.

Il principale problema sul mercato è stato, fino ad oggi, la presenza di prodotti di scarso livello non provenienti dall’area storica. Con l’ottenimento della DOCG e con la costituzione
della doc Prosecco siamo certi che il successo crescerà ulteriormente. Per comunicare la nuova identità il Consorzio di Tutela avvierà presto il nuovo piano. L’uscita
ufficiale della docg sarà l’1 aprile ma la prossima vendemmia darà le prime uve destinate a diventare Superiore.

Settembre è quindi atteso da tutti i produttori. La raccolta inizierà nella prima decade di settembre, con una settimana di anticipo, partendo dalle colline del comprensorio di
Conegliano, per poi seguire nelle colline più alte di Valdobbiadene. La qualità si preannuncia veramente alta, grazie a produzione regolare, grappoli spargoli, sanità
perfetta. La DOCG, quindi, nasce sotto i migliori auspici.

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