E gli Etruschi di Populonia passano al Comune di Piombino

Firenze, 5 Novembre 2007 – Soffia un vento nuovo dentro le tombe etrusche di Baratti-Populonia ed è, in assoluto, il primo vento di questo tipo a soffiare in Italia. Sarà
il Comune di Piombino a gestire direttamente un patrimonio così prestigioso, attraverso la società di cui è azionista (la Parchi Val di Cornia spa): viene dunque superata
la situazione attuale secondo cui le aree archeologiche di quel parco erano concesse in uso dallo Stato alla società dei Parchi dietro pagamento di un canone.

La novità – «che può avere importanti riflessi sull’economia dell’intera zona e per la quale la Regione si è battuta con determinazione interpretando al meglio il suo
ruolo di coordinamento attivo», ha notato l’assessore regionale alla cultura, Paolo Cocchi – è resa possibile da un’intesa fra Ministero per i beni culturali, Regione Toscana e
Comune di Piombino. La prima intesa del genere sottoscritto in Italia. Presenti anche il sottosegretario ai Beni Culturali, Andrea Marcucci, e il sindaco di Piombino, Gianni Anselmi.

«Le modifiche gestionali introdotte con la nuova intesa – hanno spiegato i rappresentanti delle tre istituzioni – regolano il passaggio da una gestione in concessione d’uso a un accordo
interistituzionale che prevede un forte avanzamento del ruolo del Comune stesso».

«Con questo accordo – ha sottolineato il sindaco Gianni Anselmi – il Comune diventa referente e interlocutore diretto del Ministero, sperimentando un’esperienza che fa da apripista in
Italia rispetto a modelli di gestione di aree archeologiche, confermando la posizione di avanguardia conquistata al territorio dall’esperienza della Parchi Val di Cornia». Per Andrea
Marcucci, l’accordo toscano “arriva dopo una fase istruttoria molto severa e può essere d’esempio per il resto del Paese”.

Il protocollo è stato sottoscritto questa mattina a Firenze, nella sede della Regione Toscana, dai dirigenti delle tre istituzioni: Mario Lolli Ghetti, Ugo Caffaz e Maria Luisa Massai,
direttore regionale del Ministero beni culturali, direttore generale assessorato alla cultura di Regione Toscana, segretario generale del Comune di Piombino.

La disponibilità dei beni di proprietà statale del parco archeologico di Baratti e Populonia (che si estende su oltre 90 ettari) viene trasferita al Comune. Ciò
consentirà, attraverso la specifica società presieduta da Luca Sbrilli, una gestione unitaria con i beni già comunali nonché una migliore valorizzazione dell’intero
complesso che si estende anche al monastero medievale di San Quirico. L’accordo contiene il dettagliato elenco dei beni trasferiti dallo Stato al Comune: la necropoli etrusca di San Cerbone e
Casone, quella in località Le Grotte, nonché tutte le tombe, le mura, i resti di edifici, i tratti di strada, le antiche cave, le strutture medievali di San Quirico.

Tutto ciò è reso possibile dal nuovo Codice dei beni culturali che, in attuazione del Titolo V della Costituzione, introduce una disciplina più avanzata rispetto a una
migliore collaborazione tra i diversi attori coinvolti nella gestione dei beni culturali. “Un’ottima pratica di solidarietà istituzionale”, l’ha definita il sindaco Anselmi trovando eco
nell’assesore Cocchi (“Siamo contenti di aver svolto un’opera di mediazione”) e nel sottosegretario Marcucci (“Da oggi abbiamo una responsabilità in più: dimostrare la
bontà della causa”).

Con il suo sistema di parchi e musei (oltre a Baratti-Populonia , il parco di San Silvestro, il museo archeologico, i due parchi costieri della Sterpaia e San Rimigliano, il parco forestale di
Poggio Neri e il parco naturalistico di Montioni), la Val di Cornia si è recentemente conquistata una maggiore visibilità turistica. Nel 2006 si sono registrate oltre 1 milione e
480 mila presenze con circa 240 mila arrivi. Nei parchi e musei archeologici sono arrivati, l’anno scorso, 72.734 visitatori con una crescita del 6% rispetto all’anno precedente. Oltre 800 mila
i frequentatori dei parchi costieri (Sterpaia e golfo di Baratti). Nei primi nove mesi del 2007 il parco di Baratti-Populonia ha visto un boom di visitatori ordinari ( 27% rispetto allo stesso
periodo del 2006). I gruppi sono aumentati del 16% e le scuole del 30%. Da area solo industriale-siderurgica, la Val di Cornia si è diversificata puntando anche su una forte vocazione
turistica nei segmenti naturalistico e culturale di eccellenza.

Mauro Banchini

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