E' già quaresima per i fornai?

Quaresima in anticipo, per i panificatori? Dal mercato arriva qualche segnale preoccupante, tra Natale, Capodanno ed Epifania, il prevalere dei dolci artigianali nelle scelte dei consumatori,
aveva beneficiato molti bilanci, ora, tornata la normalità, si rende più evidente, in alcune aree, l’ulteriore flessione dei consumi di pane.

La prima segnalazione giunge da Treviso. Romeo Bortoluzzi, presidente di quella associazione provinciale, informa che il consumo pro-capite di pane è sceso sotto ai 70 grammi quotidiani.
Effetto, per Bortoluzzi, dell’attacco mediatico che ha ingiustamente messo sotto accusa i fornai per gli aumenti di prezzo del pane, imposti dal comprovato aumento dei costi di produzione:
«Eppure, a una famiglia di tre persone il pane costa meno di un euro al giorno». Il sintomo più preoccupante di questa situazione, comunque, Bortoluzzi lo individua nella
difficoltà di collocazione dei giovani qualificati dalla scuola di panificazione del Centro professionale di Lancenigo: «Gli altri anni», dice, «i qualificati trovavano
subito sistemazione. Quest’anno, su diciassette cinque sono ancora in cerca di lavoro. Il calo del lavoro ha reso i fornai titubanti e prudenti nel decidere assunzioni».

Note negative anche dalla provincia di Chieti – «Il calo delle vendite di pane», spiega il presidente dell’associazione provinciale, Vinceslao Ruccolo, «è
diventato evidente a feste finite. Durante il periodo natalizio abbiamo lavorato molto con i dolci, e ciò ha un po’ sviato l’attenzione. Si sapeva che molta gente avrebbe passato in casa
il Natale e ciò aveva fatto pensare i consumi di pane avrebbero tenuto bene. Invece, non è stato così e il minor consumo lo sentiamo tutti i giorni».

Per Ruccolo, non è questione di prezzo: «il pane si vende a 2,50-3 euro e a 3,50 il pane di farina di grano duro; dunque, poche decine di centesimi pro-capite al giorno. A mio
avviso, invece, pesano due cose: le tante cose dette e scritte a proposito degli aumenti, che hanno fatto passare i fornai per bassi speculatori, e una certa atmosfera di pessimismo che sembra
serpeggiare tra gli italiani. Credo che la gente sia impaurita e ho l’impressione che si possa tornare ai soldi sotto il mattone».

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