Don Luigi Ciotti alla presentazione di Estate Liberi 2104, i campi di volontariato e formazione sui beni confiscati alle mafie

Don Luigi Ciotti alla presentazione di Estate Liberi 2104, i campi di volontariato e formazione sui beni confiscati alle mafie

Roma – “C’è una mafiosità diffusa che è il vero patrimonio delle mafie prima ancor di quello economico. Le mafie, corruzione e il malaffare che le fiancheggiano sono due facce della stessa medaglia. Oggi siamo davanti a mafie imprenditrici che hanno una visione del mercato, una capacità di stabilire relazioni con alcuni imprenditori, professionisti, funzionari, segmenti del mondo finanziario e della politica di cui si avvalgono per investimenti. Mafie che diversificano gli affari, che si avvalgono sempre più di una violenza in “guanti bianchi”, una violenza anonima del denaro che circola per produrre altro denaro, uccidendo impresa,lavoro e speranza.”

Associazione Libera

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Lo ha detto Don Luigi Ciotti, presidente di Libera alla presentazione di Estate Liberi 2104 i campi di volontariato e formazione sui beni confiscati alle mafie promossi da Libera. Oltre ottomila volontari, 40 campi sui beni confiscati alle mafie, 181 settimane di formazione, 13 regioni coinvolte. Fino a ottobre ragazzi, studenti, giovani e adulti, gruppi da tutta Italia e dall’Europa potranno partecipare ad un’esperienza di impegno civile con i campi di volontariato sui terreni e beni che una volta appartenevano ai boss delle principali organizzazioni criminali. Dalla Piana di Gioia Tauro sulle proprietà confiscate ai Piromalli, alle terre un tempo appartenenti a Brusca e Riina nel corleonese, passando per la Puglia sulle tenute che erano della famiglia Screti, ai beni del clan casalesi nel casertano.

“Siamo in un paese diseguale, un paese dunque democratico più di nome che di fatto. Non si possono “sconfiggere” le organizzazioni criminali senza lavoro, senza sviluppo economico sano, senza l’affermazioni della dignità e dell’uguaglianza. Le mafie- ha proseguito Ciotti- sono soprusi, sfruttamento, sono espressioni di un “deserto” etico , estetico, sociale e culturale. Etica non significa solo scrittura di codici, enunciazione di regole e prescrizioni per quanto giuste e condivise. I codici non servono senza coscienze sveglie, l’etica deve essere scritta prima di tutto nelle nostre coscienze e tradotta in parole e gesti coerenti, deve potersi leggere nei nostri comportamenti. L’etica è il nutrimento della democrazia, è il primo argine all’illegalità. Il nostro impegno è “etico”- ha concluso il presidente di Libera- quando non presta il fianco di compromessi, delle scorciatoie, alle prepotenze di chi vuole calpestare i diritti in nome dei privilegio. E non è un obiettivo fra gli altri, magari in competizione con gli altri ma deve fare da sfondo ad ogni progetto, investimento e strategie.

Redazione Newsfood.com

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