Expo 2015, Massimo Fossati: “Tre urgenze per affrontare lo scandalo mazzette e appalti”

Expo 2015, Massimo Fossati: “Tre urgenze per affrontare lo scandalo mazzette e appalti”

Il ruolo di una task force con un profilo legale e giuridico, che interviene dopo la commissione di un reato, è necessariamente quello di garantire la trasparenza e la correttezza di ciò che deve essere ancora fatto. In termini di priorità di intervento generalmente si agisce su due filoni principali: da una parte bisogna analizzare quanto è accaduto per comprendere che cosa non ha funzionato nei meccanismi di controllo della società, dall’altra si interviene per evitare che fatti analoghi si ripetano.

E gli interventi possono o riguardare sia l’organizzazione della società che aspetti strettamente operativi correlati alle attività oggetto di indagine. Sicuramente dovranno essere rivisti i meccanismi interni di gestione degli appalti e di selezione dei fornitori.

Massimo Fossati, esperto anticorruzione

Massimo Fossati, esperto anticorruzione

Dovendo ipotizzare i primi interventi, si può pensare che appena insediata la task force debba rispondere a queste tre priorità:

  1. verificare tutti i contratti di appalto assegnati, almeno nell’ultimo anno, che hanno visto il coinvolgimento a qualunque titolo delle persone attualmente indagate. Da qui si dovrà anche comprendere se, oltre agli indagati, vi siano altre figure aziendali che, anche con soli comportamenti omissivi, il classico “faccio finta di non vedere”, possano aver avuto un ruolo nella vicenda. Per tutti dovranno essere valutati gli eventuali profili giuslavoristici e la conseguente erogazione di sanzioni disciplinari che possono arrivare anche al licenziamento.
  2. analizzare tutti i rapporti ancora in essere con i fornitori indagati, per capire se vi siano situazioni “a rischio” che devono in qualche modo essere gestite; in alcuni casi si può o si deve decidere di scindere i contratti se vi è un sospetto fondato di collusione o di commissione di un illecito.
  3. verificare l’adeguatezza e l’attualità, anche alla luce dei fatti, delle procedure interne adottate per la predisposizione dei bandi di gara, ovvero chi definisce la necessità di avviare un nuovo bando, chi scrive materialmente il bando, chi decide i valori in gioco, chi valuterà le offerte. In questo ambito è fondamentale verificare che vi sia una adeguata “segregazione” tra chi ha i rapporti con i fornitori e chi gestisce e coordina il bando.

Sulla base di quanto dovesse emergere dalle verifiche, si dovranno definire una serie di azioni correttive finalizzate a riportare il sistema di controllo interno della società al livello desiderato. In ogni caso, non necessariamente ci si dovranno aspettare interventi eclatanti o che rivoluzionino l’organizzazione aziendale; solitamente, piccole correzioni nell’operatività possono essere sufficienti a garantire gli obiettivi di controllo ed hanno una maggior probabilità di successo nel breve periodo.

Indubbiamente, in un contesto come quello di Expo, la difficoltà sarà quella di trovare il giusto equilibrio tra gli obiettivi di trasparenza e di controllo e interventi che non rallentino l’operatività, il tutto da attuare in tempi molto rapidi.

Redazione Newsfood.com

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