Dini: “Se Prodi non fa quello che diciamo, facciamo cadere il Governo”

By Redazione

“Se non c’è un cambiamento di direzione drastico del governo, se non si comincia seriamente ad affrontare il problema del declino di questo Paese, noi ne trarremo le conseguenze”: “Se
Prodi sceglierà di seguire la strada tracciata da Rifondazione, noi faremo cadere il governo” lo ha annunciato in un’intervista al Corriere il leader dei liberaldemocratici, Lamberto
Dini, che, per ottenere ascolto dal premier, ha scelto lo strumento più in voga: la minaccia.

Ecco, dunque, ci risiamo: Prodi è stretto tra due fuochi. O forse da più di due.
Per citarne alcuni, da una parte c’è la sinistra che, insieme alla verifica sull’operato del Governo, chiede la creazione di una serie di politiche sociali mirate, che possano aumentare
le tutele della popolazione e dei lavoratori. Dall’altra c’è Udeur, che pensa a come salvarsi se passerà una riforma elettorale basata su un bipolarismo stretto. E poi ci sono i
Liberaldemocratici, che pongono come priorità la “riduzione dei parlamentari, l’abolizione delle province e il raggruppamento dei piccoli comuni” e che segnalano la prossima
presentazione di altre proposte che, come ha puntualizzato Dini, “saranno antitetiche a certe richieste che arrivano da Giordano”.

Dini, poi, ha affrontato il discusso tema della riforma del sistema elettorale, affermando che “al paese [serve] un governo di larghe intese appoggiato da tutte le grandi forze politiche” e che
i liberaldemocratici appoggiano “un sistema uninominale maggioritario, magari con una correzione proporzionale”: “Non ci piace né la proposta Bianco né quella di Vassallo – ha
spiegato Dini – noi siamo per il maggioritario che garantisce rappresentanza in Parlamento, ma soprattutto alternanza”.
Secondo il leader degli Ld, “il bilancio complessivo [sull’operato del governo] è negativo”: “Non vedo segni di miglioramento. Il declino è iniziato con il precedente governo e
continua con questo – ha osservato – La Finanziaria conferma questo declino e oggi l’Italia è fanalino di coda europeo. Non credo che il governo aiuterà a risollevarla”.

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