Dimissioni della lavoratrice madre

D: Sono una lavoratrice madre e vorrei dimettermi. Vorrei sapere perché devo andare presso il Ministero del lavoro per convalidare le mie dimissioni. Se non lo faccio ? Che si intende
per convalida? Può la Direzione provinciale del lavoro decidere in base al semplice esame dei documenti presentati o dopo avere acquisito la mera conferma scritta delle dimissioni?

R: Per la semplice ragione che Le conviene e perché sia chiarita e tolta la presunzione di non spontaneità delle dimissioni che, prese in un particolare periodo della donna, fanno
ritenere che esse siano state in realtà suggerite e imposte dal datore di lavoro.
Le consigliamo pertanto di recarsi presso il Ministero (solo seguendo tale procedura, peraltro obbligatoria, possono essere accettate le dimissioni presentate da una donna in stato di
gravidanza, E ciò vale anche con bambino fino a un anno di vita (o nel primo anno di accoglienza del minore adottato o affidato): senza tale convalida le dimissioni sono nulle in modo
assoluto e la donna ha due diritti: 1) la conservazione del posto di lavoro; 2) la richiesta di risarcimento danni.
Peraltro il diritto a riprendere il lavoro è strettamente connesso con lo stato oggettivo della gravidanza e/o puerperio: non ha alcun rilievo il fatto che il datore di lavoro non fosse
a conoscenza della situazione protetta della donna, al momento delle dimissioni o del licenziamento.
La convalida deve scaturire da un colloquio con l’interessata secondo quanto indicato nella Nota del Ministero del lavoro 4 giugno 2007, n. 7001 che impone ai suoi uffici di convocare datore di
lavoro e lavoratrice per verificare la effettiva e consapevole volontà di dare le dimissioni.

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