Della Vedova: «la Cina censura gli atleti all'Olimpiade?»
11 Febbraio 2008
«Le notizie degli impegni fatti sottoscrivere agli atleti da parte del Comitato olimpico britannico (‘niente commenti su questioni politicamente sensibili’) gettano una luce funesta sul
prossimo evento olimpico e, purtroppo, anche sulla Gran Bretagna» a dichiararlo è Benedetto Della Vedova, deputato di Forza Italia e presidente dei Riformatori Liberali.
«Se il paese ospite fossero stati gli Usa anziché la Repubblica Popolare Cinese, nessuno dalle parti di Londra si sarebbe premurato di ‘prevenirè commenti politici su
Washington. E questo rende ancora più intollerabile lo zelo profuso nei confronti di Pechino. Prendendo atto del diverso atteggiamento del Coni, che fa onore al nostro paese, ritengo che
il nostro governo debba approfondire due profili della vicenda di significato propriamente politico, su cui presenterò quest’oggi una specifica interrogazione.
Sul primo fronte il nostro governo dovrebbe urgentemente verificare, in sede Ue, se e in che misura sia legittima una esplicita censura preventiva, in violazione della libertà di
opinione e di espressione, da parte di una autorità pubblica europea. Sul secondo fronte occorre capire se siano ricevibili le sollecitazioni che provengono da parte delle
autorità cinesi per un ‘controllo politico’ sulle delegazioni straniere (non solo sportive, ma anche giornalistiche) che saranno in Cina per il prossimo evento olimpico. Temo che su
questo scandalo il problema non stia solo Londra, ma soprattutto a Pechino».




