Decolla fondo europeo «Arco»
27 Dicembre 2007
Venezia, 27 Dicembre 2007 – Il Comitato Tecnico del Fondo «ARCO» (Adriatic Regions Counterguarantee Found), riunitosi presso la finanziaria regionale Veneto Sviluppo, ha
approvato la concessione di una controgaranzia al progetto di sviluppo della zona industriale di Brcko, in Bosnia.
L’iniziativa d’investimento è promossa da un gruppo di imprese e coordinata dagli Industriali della provincia di Venezia. «ARCO» è un fondo di controgaranzia,
interamente finanziato con fondi comunitari di cooperazione transfrontaliera, finalizzato a favorire l’accesso al credito da parte delle Piccole e Medie Imprese ubicate nelle Regioni della
costiera adriatica, interessate a realizzare programmi di investimento in Croazia, Serbia-Montenegro, Bosnia-Erzegovina e Albania. La Regione del Veneto svolge funzioni di capofila e
coordinamento per tutte le altre Regioni che si affacciano sull’Adriatico. Il Fondo, gestito da Veneto Sviluppo, opera rilasciando controgaranzie gratuite su garanzie consortili e fideiussioni
bancarie, accordate da banche e Organismi di garanzia.
«Il decollo del Fondo Arco – sottolinea l’Assessore alle Politiche Economiche Fabio Gava – è motivo di notevole soddisfazione. Siamo infatti di fronte ad un progetto di
cooperazione transfrontaliera di assoluto rilievo perché, oltre alle notevoli risorse finanziarie impegnate, pari a 6 milioni di euro, rappresenta una effettiva agevolazione alle imprese
che intendono intraprendere percorsi di internazionalizzazione e di cooperazione». «Questa è la prima operazione del Fondo Arco che viene approvata – aggiunge la Presidente
di Veneto Sviluppo Irene Gemmo – e si tratta di un progetto di cooperazione europea particolarmente complesso, considerati i numerosi attori in campo (7 Regioni dell’area adriatica, Finest,
Simest e diversi Paesi Balcanici), che rappresenta un esempio di positiva collaborazione pubblico-privata a favore del fondamentale percorso di internazionalizzazione delle PMI del Veneto. Ne
siamo particolarmente soddisfatti e ci auguriamo che tale strumento di ingegneria finanziaria possa essere utilizzato in altri progetti di crescita imprenditoriale all’estero».




