I 100 anni della Lacesa, Foddis: «Un esempio dei vantaggi della cooperazione»
21 Dicembre 2007
Cagliari, 15 Dicembre 2007 – «Oggi festeggiamo un punto di partenza, più che un traguardo; festeggiamo il primo secolo di vita di una cooperativa che ha saputo sempre
guardare lontano e che è riuscita in ogni momento a interpretare i cambiamenti del comparto agro-pastorale, adeguandosi al mercato».
Con questo messaggio l’assessore regionale dell’Agricoltura, Francesco Foddis, è intervenuto stamattina a Bortigali al convegno organizzato per i 100 anni della Lacesa (Latteria Centro
Sardegna), nel quale sono state ricordate le varie tappe e i momenti significativi di una delle realtà produttive più significative della Sardegna.
«Quella della Lacesa è una storia importante, carica di sacrifici e delle fatiche degli uomini che ne hanno fatto parte. Uomini che avevano capito, già in tempi lontani,
l’importanza della cooperazione e dei vantaggi che essa offriva per una migliore remunerazione dei soci assieme alle opportunità del mercato. Questa realtà – ha aggiunto
l’assessore – ha saputo dare reali ricadute alla produzione primaria, reali redistribuzioni ai produttori che ne costituiscono la base sociale e la vera anima. Ecco perché, ancora oggi,
è una cooperativa forte che può guardare con fiducia al futuro e alle sfide della globalizzazione».
E proprio la globalizzazione è stato uno dei temi affrontati nel corso del convegno. Ne ha parlato Giuseppe Piscopo, docente all’Università di Bologna, che ha rilevato come lo
scenario del settore agricolo sia cambiato anche in relazione alle mutate esigenze del consumatore e ha posto l’accento sulla necessità, per il prossimo futuro, di anticipare gli effetti
dell’internazionalizzazione dei mercati.
Di globalizzazione ha voluto parlare anche l’assessore Foddis: «Ormai i fatti, gli eventi che accadono nel resto del mondo e che interessano il comparto agricolo riguardano da vicino
anche la Sardegna. Dobbiamo essere consapevoli di questo e dobbiamo saper cogliere le opportunità che la globalizzazione può offrire. La nostra Isola può avere uno spazio
all’interno di questo scenario internazionale: possiamo competere per la distintività dei nostri prodotti, per la loro qualità. Occorre però che questa specificità
sia certificata da un organismo terzo e serve saperlo comunicare, perché ormai l’equazione «sardo uguale buono» non basta più. In questo senso, Lacesa è un
ottimo esempio di come si produce e di come si sta sul mercato, senza dimenticare la giusta remuneratività per chi produce».
Nel corso del suo intervento, Giovanni Careddu, presidente della Lacesa nonché della Organizzazione produttori «Formaggi e Sardegna” ha tracciato un bilancio e delineato gli
scenari futuri per la realtà produttiva che dirige: «Tutti noi abbiamo un convincimento profondo, e non è un atto di presunzione: solamente unendo le forze possiamo sperare
di stare autonomamente sul mercato. È una scommessa difficile ma non disperiamo di riuscire là dove altri hanno fallito». Careddu ha dato atto all’amministrazione regionale
e all’attuale Giunta di un lavoro intenso sul fronte dell’aggregazione e concentrazione dell’offerta e ha con soddisfazione accennato all’importanza dell’approvazione a Bruxelles, qualche
settimana fa, del Psr 2007/2013 (Programma di sviluppo rurale): «È uno strumento finanziario di grande rilevanza per l’agricoltura sarda e in cui il comparto lattiero-caseario ha
una valenza strategica: per la sua attuazione, la Regione se ne faccia strumento forte di partecipazione della produzione organizzata».
Careddu ha infine elencato quelle che sono le criticità che interessano da vicino la cooperativa Lacesa: l’approvvigionamento idrico, il riutilizzo della scotta e il problema del
credito. Su queste ultime due ha voluto subito rispondere l’assessore Foddis: «Proprio in una delle ultime sedute di giunta è stata approvata una delibera in cui la scotta non
viene più vista come scarto di lavorazione, ma come risorsa da portare a valore nell’interesse dei produttori. A questo proposito, il programma che verrà predisposto terrà
conto del reale fabbisogno delle attuali realtà, anche private, con l’obiettivo di pervenire a un processo di aggregazione produttiva tra i beneficiari e di integrazione con la
realtà industriali esistenti. Sul credito, a otto mesi dal suo insediamento, il gruppo di lavoro istituito in Assessorato ha terminato il suo contributo e presto saremo in grado di
presentare un disegno di legge che venga incontro alle esigenze delle nostre aziende agro-pastorali».




