DdL Stabilita’ 2014

DdL Stabilita’ 2014

Il testo del DdL Stabilita’ 2014 inviato per la bollinatura, cioe’ quasi definitivo, contiene la reintroduzione della tassabilita’ ai fini Irpef del reddito degli immobili ad uso
abitativo non locati; ma solo per quelli “situati nello stesso comune nel quale si trova l’immobile adibito ad abitazione principale, assoggettati all’imposta municipale propria… Tale reddito
concorre alla formazione della base imponibile dell’imposta sul reddito delle persone fisiche e delle relative addizionali nella misura del  cinquanta per cento.”

Con un gettito fiscale (tra imposta principale ed addizionali comunale e regionale) stimato nella relazione allegata al Ddl dell’ordine di 298 milioni circa.

Dichiarazione del presidente di Assoedilizia Achille Colombo Clerici in sede di intervista pubblicata da Il Sole 24 Ore del 22 ottobre 2013 :

«Siamo perplessi di fronte ad una norma che e’ un controsenso,  non trovando logica alcuna, ne’ sul piano sociale, ne’ sul piano della equita’ fiscale; e che non ha alcun effetto
pratico tranne quello di testimoniare della insensibilita’ e della prevenzione dei nostri Governanti verso i problemi della locazione abitativa in Italia.

In un momento di grave crisi economica generale e del settore della locazione in particolare, con vasti fenomeni di insolvenze e di sfitti per mancanza di domanda, si penalizza chi si trova in
queste condizioni possedendo immobili nel comune di residenza: cioe’ dove nel corso degli anni ha collocato prevalentemente i propri risparmi per avere un reddito.

Se viceversa i risparmi li ha collocati in case al mare o ai monti, o semplicemente in altra citta’, siano esse una o mille, abitate o meno, locate o meno, poco importa: la legge lo esenta
dall’obbligo fiscale di cui alla norma in questione.

Una discriminazione assurda ed iniqua per chi con la locazione abitativa ha ritenuto di assolvere ad una funzione sociale di interesse generale.

Ed una prescrizione normativa che, per un effetto tecnico, finisce per premiare quanti, milanesi, romani, napoletani, possedendo casa a Milano, Roma, Napoli e via dicendo  trasferiranno la
residenza a San Remo, a Santa Marinella, a Sorrento e preferiranno pagare l’Imu sulla ex prima casa piuttosto che l’Irpef su quelle non locate possedute nella propria citta’.

Sotto altro profilo, la norma in questione e’ ispirata ad una logica profondamente distorsiva dei principi del federalismo fiscale competitivo.

Si dice: i contribuenti potranno collocare o trasferire i propri investimenti nei comuni nei quali le condizioni fiscali saranno piu’ favorevoli.

Alla luce della norma statale in questione dove andranno mai i contribuenti ad investire in case da affittare? Certamente non nel comune di residenza».

 

Redazione Newsfood.com+WebTv

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