S'infiamma il prezzo del riso

Per il riso, fino a poco tempo fa rimasto immune da precipitosi rialzi di prezzo, è un record continuo di aumenti sui mercati internazionali, l’impennata dei prezzi è sospinta sia
da manovre speculative che dalle restrizioni all’export di riso che diversi paesi esportatori, come Egitto, Cina, India, Vietnam, stanno applicando.

A sottolinearlo è la Cia-Confederazione italiana agricoltori fortemente preoccupata per un’escalation che sta avendo effetti pesanti soprattutto per i paesi più poveri della Terra
dove il riso è l’alimento principale.

La Cia evidenzia che in Asia il prezzo del riso si è praticamente raddoppiato e in poche settimane è schizzato da 460 dollari alla tonnellata a più di 1.000. Una cifra mai
raggiunta in passato. Basti pensare che dall’inizio dell’anno al Chicago Board of Trade, punto di riferimento del commercio mondiale delle materie prime agricole, si è avuta un’impennata
superiore al 50 per cento.
Una crescita consistente -avverte la Cia- dovuta anche al drastico calo delle scorte che quest’anno, secondo i recenti dati della Fao, non dovrebbero superare i 72 milioni di tonnellate, il
livello più basso degli ultimi 25 anni.
Le misure adottate per limitare le esportazioni da parte di molti paesi produttori, preoccupati per la necessità di soddisfare la domanda interna, hanno così contribuito alla
corsa dei rincari. Solo il Vietnam ha tagliato del 10 per cento il suo export di riso. Al momento, vista la situazione difficile, non sono da escludere ulteriori interventi di carattere
restrittivo per evitare di alimentare tensioni e disordini nelle popolazioni.

C’è poi il problema dell’utilizzo speculativo dei mercati dei derivati finanziari sulle commodities agricole. Gli investitori che speculano sul prezzo -sostiene la Cia- aspettano di
vendere i propri contratti futures nel momento in cui il prezzo è più alto, al fine di percepire un maggior guadagno dalla differenza tra il prezzo di acquisto e quello di vendita
del contratto stesso.
In questo modo, gli speculatori, -conclude la Cia- favoriscono un artificiale aumento del prezzo delle commodities. Chiediamo che, in questa fase di stock globali di riso ai minimi storici
dagli anni ’80, le organizzazioni internazionali richiedano l’imposizione di regole restrittive ed un maggiore controllo da parte delle autorità preposte per ridurre l’uso speculativo
dei mercati futures sui prodotti agricoli.

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