Dal veleno di scorpione, un farmaco contro il dolore
18 Febbraio 2010
Le terapie attuali di contrasto al dolore, specialmente nei malati terminali o affetti da gravi patologie, si basano sull’impiego della morfina. Ma tale sostanza presenta controindicazioni ed
effetti collaterali.
Allora, un’alternativa naturale, meno pericolosa ed altrettanto efficace potrebbe essere rappresentata dal veleno di scorpione.
E’ l’opinione di una ricerca dell’Università di Tel Aviv (Israele), diretta dal dottor Michael Gurevitz.
Come spiega Gurevitz, il veleno è formato da tossine peptidi, capaci d’interagire con i canali del sodio nel sistema nervoso e muscolare. In particolare, uno dei canali in questione
è in grado di collegarsi con il cervello, inviando messaggi di dolore.
Per questo, gli studiosi ipotizzano come, tramite il veleno, si possa “chiudere” il canale, riducendo così i dolori del malato.
Inoltre, test di laboratorio hanno mostrato come alcuni componenti chimici del veleno, pur essendo dotati di efficacia, non creino gravi effetti collaterali.
Tuttavia, è presto per fare previsioni: la tossina dell’aracnide possiede più di 300 peptidi di cui solo una piccola parte è stata esplorata. Sono così necessari
ulteriori approfondimenti.
Conclude allora Gurevitz: “Stiamo cercando di capire come le tossine del veleno interagiscono con i canali del sodio a livello molecolare e in particolare come alcune delle tossine si
differenziano tra sottotipi di canale. In questo modo potremmo essere in grado di modificare leggermente le tossine quali, rendendole più potenti e specifiche per il dolore. Con queste
informazioni, l’ingegneria dei derivati chimici che imitano le tossine dello scorpione fornirebbe nuovi antidolorifici ad alta specificità privi di effetti collaterali”.
“Pinch Away the Pain”, American Friends of Tel Aviv University 16/02/010
Matteo Clerici





