Crisi mutui, Finocchiaro (PD): “disposti a collaborare”
9 Ottobre 2008
“Vengo in pace, ministro Tremonti. Ora il ministro è qui e noi consideriamo questo un nuovo inizio, perché abbiamo piena consapevolezza delle gravi responsabilità
di fronte alle quali si trova il Governo italiano e si trovano i Governi di tanti altri Paesi del mondo. Quindi non parleremo da oppositori ciechi, perché riteniamo di dover e
poter condividere quella responsabilità per un interesse comune dell’Italia. Ma proprio per questo, occorrerà, e per davvero, che sappiate ascoltarci, con rispetto, e che
il Governo e la sua maggioranza imparino a misurare la propria forza.
Apprezziamo il messaggio di rassicurazione che anche da quest’Aula oggi lei ha voluto mandare al Paese. Una classe dirigente politica all’altezza della situazione deve sentire la
responsabilità di soccorrere rispetto alla sfiducia, evitando che dilaghi e che smarrisca. Lo può fare, ritrovando la capacità di ascoltarsi e di comprendere.
È una prova di serietà che ci attende e noi sappiamo che attende, allo stesso modo, la maggioranza e l’opposizione.
Spero che Tremonti abbia apprezzato il fatto che il Partito Democratico abbia presentato le proprie proposte con il ministro Bersani e il governo ombra.
Apprezziamo quanto Tremonti è venuto a dirci, ma dobbiamo segnalare due questioni: la prima è che ancora una volta ragioniamo in assenza di un testo, di conti e di numeri.
Crediamo che il testo non sia ancora uscito dalle stanze di palazzo Chigi. Vorremmo che l’impegno alla leale collaborazione fosse nutrito di una possibilità vera per
l’opposizione di disporre di ogni elemento di giudizio. E consideriamo che le misure che lei oggi ha esposto all’Assemblea siano ragionevoli, compatibili con la situazione, ma noi
crediamo non ancora sufficienti per sostenere redditi e salari.
Gli eventi degli ultimi giorni dimostrano che l’ottimistica previsione fatta da molti di una crisi che avrebbe risparmiato l’Europa era sbagliata. Per questo giudichiamo indispensabile
che il lavoro dell’Italia in Europa continui senza rassegnazione. Le proposte ci sono, Tremonti ne ha fatte alcune, noi ne abbiamo avanzate: l’autorità di vigilanza unica, la
ricapitalizzazione del settore bancario, il ruolo della Banca europea per gli investimenti per rilanciare appunto l’economia reale. Bisogna fare presto e bene. Se questo è il
ruolo che l’Italia vorrà svolgere con il suo Governo in Europa noi ci saremo.
La seconda osservazione è forse un po’ più urticante, ministro Tremonti: una delle cause di questa enorme crisi mondiale risiede anche nelle scelte di politica economica
fatta dai governi della Destra mondiale. Per questo riteniamo necessario, di fronte all’incidenza della crisi finanziaria sull’economia reale del Paese, rivedere la politica economica
del Governo, non per dare ragione alle opposizioni, ovviamente, ma perché non possiamo lasciare massacrare dalla crisi di liquidità il nostro sistema produttivo, fatto per
la maggior parte da piccole imprese cui già oggi alcuni istituti bancari hanno chiesto il rientro dei crediti. Noi non possiamo lasciare che si aggravi la situazione di
difficoltà delle famiglie italiane, già così penalizzate dalla stagnazione della ricchezza nazionale e da salari e pensioni veramente troppo bassi. Non possiamo far
finta di niente come avete fatto con la Nota di aggiornamento al documento di programmazione economica e finanziaria. Sostenere l’economia reale con politiche anticicliche ci appare
oggi indispensabile.
Ho l’impressione netta che questa crisi finanziaria ci imponga un’agenda di questioni. La questione democratica. Davvero c’è qualcuno che può pensare che di fronte alla
necessità di garantire il Paese in merito all’utilità e alla capacità di tutela delle misure di salvaguardia che voi state adottando non vi sia l’esigenza di un
controllo vero e di un ruolo pieno del Parlamento? Non lo dico perché temiamo che dalla crisi, dalla sfiducia e dallo scoraggiamento nascano spinte populistiche o derive
autoritarie, e neanche perché in questo momento è così aspro tra noi il conflitto sul rapporto tra Governo e Parlamento: Lo dico perché questa è la
questione in tutte le democrazie del mondo.
La questione europea. Ci sono forze dentro la maggioranza che dell’euroscetticismo hanno fatto una cifra identitaria. Abbiamo da recuperare molto tempo e, se mi consente, mi appello
ancora una volta alla possibilità ed alla capacità che l’Italia faccia valere in sede internazionale la necessità che della crisi finanziaria non si occupi solo il
G8 e che ci sia la forza di questo Paese di tessere anche con le grandi potenze emergenti del mondo una rete di salvaguardia per l’economia mondiale.
La questione dell’emendamento salva-manager. Sono contenta che Tremonti abbia pronunciato le parole che ha pronunciato. Noi ci siamo battuti contro quel famoso emendamento a cui
Tremonti ha fatto riferimento. Non se ne sono accorti i media, è molto strano; abbiamo battuto molto, con il senatore Zanda, su quella norma contenuta nel decreto Alitalia che
azzerava responsabilità penali, amministrative e contabili”.




