Bergamo: «1958-2008. La Bellezza di Papa Giovanni»

Bergamo: «1958-2008. La Bellezza di Papa Giovanni»

By Redazione

 

Si intitola «1958-2008. La Bellezza di Papa Giovanni»: ne è autrice Silvana Milesi per la «Corponove Editrice», si tratta di un libro
d’omaggio alla memoria di Angelo Giuseppe Roncalli, eletto Papa cinquant’anni or sono il 28 ottobre 1958.

Il libro – di cui è coeditrice la Provincia – verrà presentato mercoledì 21 ottobre nello Spazio Viterbi, Palazzo della Provincia, in via Tasso 8. Alla cerimonia,
che avrà iizio alle ore 18, interverranno il Presidente della Provincia, Valerio Bettoni; l’assessore alla Cultura, Tecla Rondi; l’autrice del libro Silvana Milesi e
don Gianni Carzaniga, coordinatore per la diocesi delle iniziative che hanno sottolineando e stanno segnando l’anno giovanneo.

Il libro si articola in diciotto capitoli dedicati ai vari periodi della via di Angelo Roncalli . Ogni capitolo è seguito da pagine con lunghi stralci dal Giornale dell’Anima
inerenti al periodo. Le frasi più significative sono ingrandite fra virgolette d’oro. Per quanto riguarda i brevi capitoli della vita, si è fatta una narrazione attraverso
gli scritti, i discorsi, le lettere.

Intercalate alle immagini del Papa nel corso della sua vita, cento riproduzioni di opere d’arte i cui soggetti si giustificano da sé come germogliati dalle parole stesse del
Papa.

L’arcivescovo mons. Loris Capovilla, che fu segretario personale di Papa Giovanni, firma la presentazione del libro, in cui scrive tra l’altro: «Per commemorare
l’habemus papam risonato cinquant’anni fa, alle 18.05 in Piazza San Pietro, Silvana Milesi si è immersa in lunga e solitaria lettura e nella rivisitazione di innumerevoli
immagini; si è affacciata per così dire alla balconata del paradiso, ha fatto parlare il Papa di Sotto il Monte…Trascorrendo da una pagina all’altra degli scritti
giovannei, sfogliando corposi album fotografici, si è sintonizzata sulla lunghezza d’onda di Luigi Santucci, convinta lei pure che Papa Giovanni è bello negli occhi, nel
sorriso, nella voce, nella gestualità congenita alla gente dei campi, e s’è applicata a coniugare parole ed immagini di lui, con parole bibliche, sentenze sapienziali,
luci divine emananti dall’arte religiosa».

Il saluto del Presidente Valerio Bettoni e dell’assessore Tecla Rondi
A mezzo secolo da quel 28 ottobre 1958

Mezzo secolo è passato da quel 28 ottobre 1958 in cui i bergamaschi vissero l’emozione non solo di un Papa bergamasco, ma di un Papa che sin dal primo affacciarsi al
balcone di San Pietro seppe parlare al cuore e alla mente degli uomini, recando loro conforto e speranza.

La celebrazione del cinquantesimo anniversario dell’elezione al soglio pontificio è occasione per tutti noi di risentire e riscoprire i sentimenti, già allora
provati, di gioia, fierezza, onore, e nuovo senso di appartenenza alla nostra terra.

L’albero maestoso, che «appartiene al ceppo robusto dei Roncalli, scesi a Sotto il Monte dalla Valle Imagna alla fine del secolo decimoquinto», è stato sul
proscenio della storia internazionale divenendo punto irrinunciabile e luminoso di riferimento, di incontro, di pacificazione fra i «grandi uomini» del suo tempo, gettando
ponti tra Oriente e Occidente, verso popoli di ogni razza e religione, con un’attenzione forte e amorevole ai più poveri del mondo.

Fu una felice sorpresa quel Papa che sapeva parlare al cuore di tutti gli uomini con tale espressione di sorridente bontà da farlo chiamare subito il Papa Buono, appellativo
appropriato, perché la bontà è la più grande sapienza e arricchisce la sua statura di Maestro, «forse uno dei più grandi che ha avuto il
Cristianesimo».

Il Papa del Concilio e della Pacem in terris sapeva comunicare con lo stesso spirito soave e forte di San Francesco, il quale non temeva gli incontri con il Sultano e predicava agli
uccelli, incantati dalla sua voce. E francescano Papa Giovanni lo era non solo in spirito; lui stesso ricordava nel Giornale dell’Anima di essere Terziario francescano.

Nel suo breve, ma intenso pontificato, ha cambiato la Storia della Chiesa, chiamata Madre e Maestra, Chiesa dei Poveri, Chiesa della Pace sulla terra. Una pace «fondata sulla
verità, costruita secondo giustizia, vivificata dalla carità e posta in atto nella libertà».

Grande è la nostra responsabilità, doppia responsabilità di amministratori pubblici e di bergamaschi per non dimenticare l’esortazione fatta in San Pietro
l’8 dicembre 1958: «Fratelli e figli di Bergamo! Il fatto di poter dire in faccia al mondo di aver espresso il nuovo Papa è invito per voi a rendervi sempre
più degni di questo onore, con più acceso fervore di opere esemplari».

L’augurio è che questo nostro libro contribuisca a diffondere, nel senso più nobile del termine, l’insegnamento di Papa Giovanni e ad irradiare la luce della
sua bellezza.

 

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