Crisi mutui: dopo l'Istat anche la Banca d'Italia certifica le ricadute sulle famiglie

 

Ancora una volta la Banca d’Italia conferma ciò che lo studio Adusbef e Federconsumatori ha previsto in tema di ricadute negative sulle famiglie a causa della crisi
finanziaria.

Tale studio calcola infatti una ricaduta negativa per le famiglie di 1827 Euro annui, sia per effetti diretti (andamento dei titoli azionari e perdite di prodotti finanziari tossici)
che indiretti (caduta del PIL, aumento delle rate dei mutui a tasso variabile, aumento del costo dei prestiti, aumento dei costi di investimento delle imprese e ricadute sui prezzi dei
beni). Lo studio completo e dettagliato di tali ricadute è presente sui siti delle nostre associazioni.

Naturalmente, in relazione alle azioni, noi abbiamo ipotizzato una percentuale pari a circa il 15% di famiglie che, o perché spaventate o perché ne avevano
necessità hanno venduto i propri titoli, con perdite pari a 445 Euro a famiglia.

Questo per quanto riguarda le famiglie in parte “fortunate”, mentre, sia per queste ultime che per le altre, continua ad aumentare l’indebitamento, che ha raggiunto e
supererà i 100 miliardi di Euro.

Di fronte a ciò, anziché aiutare banche ed imprese, Adusbef e Federconsumatori chiedono al Governo urgenti interventi a favore delle famiglie più disagiate,
attraverso un forte processo di defiscalizzazione, che inizi con l’utilizzo della tredicesima mensilità; il blocco dei pignoramenti e delle procedure immobiliari ed aiuti
favore delle 3 milioni e 200 mila famiglie che hanno contratto mutui a tasso variabile.

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