Crisi mutui: bene la rottura del cartello bancario da parte della B.P.M. che ha agganciato i mutui al tasso BCE

La differenza tra il tasso di riferimento BCE, sceso oggi al 3,25% ed il tasso euribor trimestrale (al quale sono legati la maggior parte dei mutui indicizzati), oggi attestato al
4,733 %, che per anni è stata di circa un quarto di punto (0,25%), è diventata intollerabile e pari ad oltre 1 punto negli ultimi 12 mesi,ha toccato oggi la soglia di 1,48
punti: un vero e proprio furto legalizzato,specie in Italia, a danno di 3,2 milioni di famiglie indebitate a tasso variabile.

La proposta della Banca Popolare d Milano,avanzata da un paio di anni da Adusbef per superare il conflitto di interessi delle banche che manovrano l’euribor a seconda delle
proprie convenienze speculative, di agganciare i mutui indicizzati al tasso di riferimento BCE, oltre a rappresentare la prima rottura del cartello bancario, può consentire
risparmi di circa 100 euro al mese,1.200 euro l’anno,su un mutuo di 100.000 euro.

Qualora i tassi indicizzati fossero stati agganciati al tasso BCE,invece che a quelli dell’euribor, moltissime famiglie, indotte ad indebitarsi a tasso variabile per precise
responsabilità delle banche italiane le quali, sapendo degli imminenti rialzi dei tassi negli anni 2004-2005, non concedevano affatto tassi fissi o li sconsigliavano
caldamente,secondo la teoria che si può guadagnare dai debiti, avrebbero potuto risparmiare in media 4.800 euro negli ultimi 4 anni, evitando di essere strozzati da tassi
ulteriormente maggiorati in Italia.

Adusbef e Federconsumatori auspicano che anche le altre grandi banche come ad es. Unicredit, Intesa,MPS,ecc.,in crisi di fiducia verso i consumatori e risparmiatori, spesso frodati dai
loro cattivi consigli,sia sul fronte degli investimenti che del ricorso all’indebitamento per acquistare la casa per abitarci, possano seguire l’esempio della Banca Popolare
di Milanop per sottrarsi all’abbraccio mortale di un cartello creditizio europeo, che fissa i tassi euribor secondo parametri puramente speculativi,piuttosto che con criteri
trasparenti e di mercato.

Elio Lannutti (Adusbef) – Rosario Trefiletti (Federconsumatori)

 

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