Crisi idrica nel Metapontino: le proposte operative della Cia Basilicata
3 Giugno 2008
Un Piano straordinario con interventi di emergenza per garantire benefici e ricadute immediate a favore delle aziende agricole; un programma di medio-lungo periodo relativo alla
riorganizzazione funzionale del sistema idrico e d’irrigazione di Basilicata: sono queste le proposte principali emerse dall’assemblea generale promossa dalla Cia Basilicata a Scanzano Jonico.
Alla presenza del direttore generale del Dipartimento Agricoltura, dr. Pesce, del presidente del consorzio di bonifica Bradano e Metaponto Carriero, e del presidente regionale Cia Basilicata
Donato Distefano, oltre al presidente Cia Metapontino Antonio Stasi, che ha tenuto la relazione introduttiva dei lavori e dei dirigenti zonali dell’area ionica, la Confederazione ha inteso
affrontare con i propri associati e l’intero gruppo dirigente i problemi riferiti alla forte contrazione di disponibilità di acqua negli invasi e quindi a favore del settore e delle
produzioni agricole.
L’incontro, che ha avuto un taglio operativo: è stata l’occasione per una analisi precisa e puntuale riguardo la risorsa idrica, le effettive disponibilità correnti, ma ha posto
le basi anche per un serio e propositivo lavoro legato alle prospettive ed agli interventi necessari e da realizzare nel medio e lungo periodo.
«Rileviamo purtroppo con preoccupazione che -hanno detto i dirigenti regionali e locali della Cia- l’evolversi della situazione già denunciata all’inizio dell’anno dalla Cia, con
il passare dei giorni e dei mesi è destinata a caratterizzarsi come una delle annate più difficile degli ultimi anni, intrisa di incertezze, instabilità che se non ben
gestita rischia di produrre effetti devastanti a danno delle aziende e degli Imprenditori che hanno fatto investimenti e programmi produttivi».
«Per questa ragione -hanno aggiunto- chiediamo che il programma messo a punto dai CdB le indicazioni dell’AdB e le risorse poste a disposizione dal Dipartimento agricoltura, devono essere
il punto di riferimento e di partenza per intervenire razionalmente e governare e destinare la risorsa acqua in modo puntuale con criteri di priorità a favore di quelle colture e
attività agronomiche in corso e a maturazione, di quelle programmate, e se possibile e la Cia ritiene che è fattibile procedere ad una puntale organizzazione anche di quelle
prossime tardo estive in particolari le colture orticole, che, altrimenti rischiano di essere compromesse, anche per effetto dall’andamento metereologico che (almeno fino ad oggi) non aiuta, ma
che in comprensori particolari dell’area restano le uniche colture che aziende a agricoltori mettono a produzione.
Dall’analisi sulla situazione contingente -che purtroppo riguarda anche altre aree irrigue della nostra regione e per le quali i relativi CdB hanno previsto e progettato mirati interventi- e
che a giudizio della Cia Basilicata restano le uniche vie percorribili e le modalità più efficace per tentare di contrastare e mitigare una stagione irrigua già nel pieno
della sua attuazione e che dovrà essere orientata almeno fino a settembre.
Problematiche e questioni contingenti che rispecchiano la situazione corrente:
– Al 30 maggio i tre principali invasi che servono gli impianti irrigui dell’area ionico-metapontina (Montecotugno-Senise, Pertusillo e Giuliano-Matera) contengono quantitativi pari a circa 250
milioni di metri cubi in meno rispetto alla stessa data del 2007 ;
– le disponibilità idriche per la campagna irrigua corrente è stimata in circa il 50 per cento in meno di quanto effettivamente a regime l’area ionico-metapontina ne richiede in
periodi normali.
– nelle annate ordinarie l’area metapontina che presenta circa 27.000 ha di terreni irrigati ha un’esigenza idrica tra i 200 e i 220 milioni di metri cubi a pieno regime.
– l’attuale disponibilità certa invece riguarda il solo schema Agri-Pertusillo dal quale potranno essere trasferite ed erogate, stante anche l’andamento climatico, non piu’ di 35 milioni
di metri cubi; a questi dovranno aggiungersi i quantitativi dello schema Sinni-Montecotugno che solo dopo il 3 giugno potranno essere effettivamente quantizzati in ragione del tavolo tecnico
che l’Autorità di Bacino per monitorare l’andamento delle disponibilità idriche. Tenuto conto dei quantitativi invasati, le prescrizioni per l’uso plurimo e le soglie minime da
garantire negli invasi non potrà forse attestarsi fra i 40-60 milioni di metri cubi (con tutte le incognite anche metereologiche), a cui aggiungere i 25-30 milioni di metri cubi
recuperabili dall’attivazione del piano di interventi urgenti sostenuto dai circa 2 milioni di euro erogati dalla Regione per un totale dunque di 100-120milioni di metri cubi.
– considerato il quadro che emerge e le valutazioni tecniche, la Cia rilancia, cosi come sostenuto nell’incontro a Scanzano, di adottare in via deleberativa da parte della giunta regionale i
programmi proposti dalle strutture tecniche prevedendo almeno due livelli di interventi/soluzioni:
– emergenziali per benefici o ricadute immediate (piano di crisi idrica)
– programma di medio/lungo periodo relativo al sistema idrico e d’irrigazione di basilicata.
Per non disperdere lo sforzo finanziario posto in essere dalla Regione, in linea e coerenza con quanto avanzate dai CdB riguardo gli interventi a beneficio immediato atengono:
– Il sistema di intervento e recupero di ulteriori quantitativi d’acqua è la via giusta sollevamento e integrazione fra i 7 schemi, uso mirato con impegno nei punti strategici di
ulteriori personale.
– A parere della Cia, gli interventi predisposti, le soluzioni tecniche adottate per far fronte a tale ennesima contingenza, devono rappresentare l’opzione tecnico-operativa e il punto di
riferimenti strutturale e di partenza per le fasi di emergenza idrica, e quindi assumere caratteristiche e funzioni «di piano strategico strutturale da tenere a riferimento in tutte le
occasioni di ridimensionamento delle disponibilità ( in modo da non riprendere sempre da capo vedi siccità 2001) e che va attivato di concerto tra Dipartimento agricoltura, Adb e
Cdb.
Questo in ragione di tre elementi oramai ricorrenti e oggettivi:
– la ciclicità degli eventi siccitosi;
– i cambiamenti climatici e gli eventi, metereologici sempre più imprevedibili ed estremi, che inducono ad una diversa approccio del sistema di accumulo e invasamento ed anche di
distribuzione.
– la effettiva contrazione delle precipitazioni e quindi la conseguente diminuzione dei quantitativi di acqua presenti negli invasi.
– i quantitativi disponibili e quelli recuperati siano messi a disposizione nella loro interezza di portata e di quantità a favore dei Cdb, i quali distribuiranno e gestiranno dove,
quanto e in ragione delle effettive esigenze produttive e agronomiche in atto, in modo da preservare in particolare i cicli produttivi in essere a maturazione e gli investimenti fatti dalle
aziende;
– si attivi ogni utile processo di compensazione e travaso fra i sette schemi di distribuzione esistenti, con particolare a quello del Sinni e della diga di Montecotugno che è la
realtà che a presenta la maggior difficoltà e il deficit piu’ consistente 192 milioni i mc in meno rispetto alla stessa data del 2007;
Sul versante strutturale e di medio lungo periodo:
– fermo restante le disponibilità è necessario prevedere anche su questo versante alcune opzioni e delle priorità agli interventi:
– con uno schema di invasamento di capienza fra i piu’ importanti del paese e una delle dighe in terra battuta fra le più grandi d’Europa, è indispensabile attivare una nuova e
più consona politica e relativi programmi d’intereventi che generino ricadute sul versante del sistema degli accumuli e invasamento, della intercettazione di risorse idriche e riandare a
modelli di gestione e distribuzione più moderni e efficaci.
– non ci possiamo permettere il lusso come Basilicata di accompagnare e disperdere consistenti quantitativi d’acqua a mare, ed in alcuni casi anche con costi.
Alcuni intereventi prioritari in quanto opere avviate o da migliorare o completare:
– intervento immediato, di ristrutturazione e raddoppio portata sulla «vasca Salerno» nell’area sud del comprensorio del Sinni per risolvere le difficoltà esistenti da anni
in agro di Rotondella;
– il completamento della traversa sul Sarmento opera che risulta realizzata nella misura di oltre i 2/3 e manchevole di interventi stimati in non più di 5 milioni di euro e che di fatti
una volta completata porterebbe a Montecotugno tra i 70-90 milioni di mc;
– interventi di miglioramento anche dimensionale sia nella portata che nei sistemi di derivazione e invasamento intermedio in particolare sul versante delle vasche poste in punti di presa
strategiche rappresentano la soluzione per servire interi comizi irrigui.
Alcuni interventi strutturali di grandi dimensioni e portata:
– interventi strutturali e innovativi per rendere effettivamente intercomunicanti e integrabili i due macro schemi Agri-Basento-Sinni finalizzati a capitalizzare i processi di compensazione,
integrazione e ottimizzazione oggi difficili se non impossibili.
– piano di intervento strutturale di interventi e, ammodernamento e rifacimento sulla rete di adduzione e distribuzione che oggi registra perdite non piu’ giustificabili;
– programma e realizzazione della conturizzazione in modo da ottimizzare distribuzione e uso in modo anche di far pagare l’effettivo consumo;
– recuperare i programmi e i progetti in capo all’ex-Eipli, riattualizzare i progetti della nostra regione nell’ambito del piano irriguo nazionale.
Su tutte queste proposte la Cia propone un patto per l’acqua e l’organizzazione di una conferenza interistituzionale per lanciare un grande programma di modernizzazione e completamento
finalizzato a qualificare e modernizzare il sistema idrico ed irriguo regionale.




