Cia di Taranto: problemi dal Consorzio di Bonifica Stornara e Tara
28 Marzo 2008
La Cia di Taranto è allarmata a causa di un manifesto del Consorzio di Bonifica Stornara e Tara che annuncia di non poter garantire la campagna irrigua 2008.
La Cia di Taranto ritiene che gli attuali 140.000.000 di metri cubi presenti nell’invaso di Monte Cotugno, dal quale attinge l’acqua l’impianto Sinni, possono comunque garantire la stagione
irrigua in provincia di Taranto.
Nel 2000 con 160.000.000 di metri cubi di acqua presenti nell’invaso di Monte Cotugno, il Consorzio Stornara e Tara prelevò 23.000.000 di metri cubi.
Va evidenziato che nel 2002, anno di siccità, con circa 22.000.000 di metri cubi presenti nell’invaso del Sinni, il Consorzio di Bonifica ottenne circa 4.300.000 metri cubi.
Puntualmente ogni anno, all’inizio della campagna irrigua, si ripresentano gli stessi problemi, ciò a causa della nostra dipendenza per le risorse idriche dalla regione Basilicata.
La mancata realizzazione di invasi utili a raccogliere l’acqua che spesso finisce in mare penalizza i produttori pugliesi che sono costretti a pagare l’acqua ad un costo superiore rispetto a
quello pagato dai produttori della Basilicata.
Inoltre, l’assurdità di questa situazione sta nel fatto che in Basilicata, a differenza della Puglia, l’acqua è disponibile per circa 9/10 mesi l’anno, e in Puglia, invece, solo
per 4/5 mesi.
La diffusione di questo genere di notizie allarmati non fa altro che generare preoccupazione negli agricoltori e alimentare il disagio in cui vivono le aziende agricole.
La Cia di Taranto ritiene indispensabile una nuova politica che il Consorzio deve mettere in campo per cercare di riavvicinare nuovamente gli utenti che nel corso degli anni hanno trovato
soluzioni alternative o hanno rinunciato a fare alcune colture a causa dell’elevato costo per ettaro dell’acqua, a fronte della incertezza sui tempi e le modalità di erogazione della
stessa.




