Crisi finita? Ripresa Economica vicina? Leggete qui

Crisi finita? Ripresa Economica vicina? Leggete qui

Mercoledì 4 dicembre si è tenuto presso il Politecnico di Milano il convegno “Il Capitale Sociale – Una risorsa per la crescita” con la partecipazione del Direttore Generale
Salvatore Rossi, Livia Pomodoro, Presidente del Tribunale di Milano, e Giovanni Azzone, Rettore del Politecnico di Milano.
Nel Convegno, in occasione del 150mo anniversario del Politecnico di Milano, si è parlato della complessa operazione di stima del patrimonio immobiliare della Banca, esempio di “buona
pratica” per la realizzazione di sinergie tra Istituzioni pubbliche.

Si è parlato quindi di situazione economica del’Italia (e degli Italiani). Leggendo il comunicato stampa di Assoedilizia, qui allegato, che riporta ciò che è stato detto
all’incontro del Politecnico di Milano e Banca d‘Italia, vengono i brividi.
Come si fa ad affermare che la ripresa è vicina…(forse si intende dire: la ripresa di quanto ci è stato dato, altre tasse, altri sacrifici a fondo perduto).
Ecco alcuni stralci:
“Secondo Transparency International, l’Italia resta il Paese economicamente avanzato più corrotto nel mondo … la competitività …al livello dei Paesi emergenti.
…poco o nulla si è fatto e si sta facendo … un declino, morale ed economico insieme, che appare inarrestabile… 
Tagli alle spese, cali dell’occupazione e lavoro precario,  fanno dell’Italia un paese immobile…produce disuguaglianze…ancora più inaccettabili e insopportabili…i figli delle
famiglie meno abbienti saranno più poveri”
E’ la fotografia dell’Italia di oggi. Vogliamo veramente fare qualcosa per uscire da questo pantano?
Diventeremo tutti più poveri, non soltanto i figli delle famiglie meno abbienti, indipendentemente dalla Laurea o meno.

Buon Natale ai ladri, ai corrotti e ai corruttori, a chi ha contribuito a portarci in vetta alla classifica di “Paese economicamente più avanzato più corrotto del mondo”, Buon
Natale a chi non fa nulla per cercare di moralizzare la società e farci uscire da questa crisi. “Fortunatamente” saremo tutti molto più poveri ed allora magari riusciremo ad essere
tra i primi nella classifica dei Paesi emergenti del Terzo Mondo.

Meglio tenere in porto le carrette del mare degli scafisti, potrebbero servire ai nostri figli e nipoti  per andare in Africa a cercare lavoro.

Giuseppe Danielli
Direttore e Fondatore
Newsfood.com

—–Original Message—–
Date: Thu, 5 Dec 2013 14:57:42
Subject: CAPITALE SOCIALE, UNA RISORSA (TRASCURATA) PER LA RIPRESA  Banca d’Italia e Politecnico Milano – Bankitalia – Assoedilizia

Assoedilizia – Property owners’ Association Milan Italy

 Se ne è parlato al Politecnico di Milano in collaborazione con la Banca d‘Italia

IL CAPITALE SOCIALE, UNA RISORSA (TRASCURATA) PER LA RIPRESA

 “Se ci sono fenomeni di protesta sociale, questo è fisiologico che ci sia ed è assolutamente comprensibile che ci sia”.
Lo si è  affermato al convegno dedicato al Capitale Sociale – Una risorsa per la crescita economica, al Politecnico di Milano.

“Veniamo da cinque anni terribili con due recessioni, una di seguito all’altra, prima mondiale, poi europea e poi specificatamente italiana (il Pil negli ultimi cinque anni è calato del
9%), si è aggiunto.

“E’ importante capire che non può esserci un vero sviluppo economico se non cresce la fiducia, il senso civico e la moralità pubblica”.

E  il Capitale Sociale proprio su questo si regge.
Ma i dati disponibili non sono incoraggianti.

Secondo Transparency International, l’Italia resta il Paese economicamente avanzato più corrotto nel mondo mentre la sua competitività si è abbassata al livello dei Paesi
emergenti.

E, soprattutto, poco o nulla si è fatto e si sta facendo, nonostante impegni verbali e proclami, per cambiare le cose arrestando un declino, morale ed economico insieme, che a molti appare
inarrestabile.

Avulsi dal generale contesto negativo, emergono iniziative virtuose: ad esempio una complessa operazione di stima del patrimonio immobiliare della Banca d’Italia in collaborazione con il
 Tribunale di Milano;  e interessanti dati sono stati forniti da  Revc Abc Market sull’accessibilità alla casa da parte della famiglia media e sul disallineamento tra
domanda e offerta del mercato immobiliare.

Tagli alle spese, cali dell’occupazione e lavoro precario,  fanno dell’Italia un paese immobile; come tale produce disuguaglianze, diventate con la crisi ancora più inaccettabili e
insopportabili.  

Sta peggiorando la disuguaglianza che produce rallentamento della mobilità economica tra le generazioni.

In altre parole: i figli delle famiglie meno abbienti saranno più poveri.

Per loro diventa difficile se non inimmaginabile un possibile riscatto sociale.

Nell’ultimo decennio si sono iscritti all’università, e laureati, sempre meno figli di genitori non laureati; nel mondo del lavoro, ancora prima della crisi, quando l’occupazione cresceva,
si è consolidata una disparità di trattamento economico tra “atipici” e “dipendenti standard”.

Il lavoro c’era, ma il salario era differente in ragione del contratto. Una disparità che oggi rende più acuto il divario e più difficile il riscatto generazionale.

Che fare?  Intervenire con un’ampia gamma di riforme sulle istituzioni. Il che ci riporta alle considerazioni di inizio articolo, un gatto che si morde la coda.

La cronaca del convegno ha visto l’apertura dei lavori di Giuseppe Sopranzetti, direttore della sede di Milano della Banca d’Italia; gli interventi di Giovanni Azzone, rettore del Politecnico, di
Livia Pomodoro, presidente del Tribunale di Milano, di Salvatore Rossi, direttore generale della Banca d’Italia.

E’ seguita una tavola rotonda moderata da Roberto Napoletano, direttore del Sole 24 Ore,  dal titolo Creare valore: il patrimonio immobiliare pubblico, con gli interventi di Roberto Bichi,
presidente della Prima sezione civile del Tribunale di Milano; Stefano Della Torre, direttore del Dipartimento Abc Polimi; Giuseppe Lucibello, direttore generale Inail; Nunzio Minichiello,
direttore centrale della Banca d’Italia; Mauro Nori, direttore generale dell’Inps; Stefano Scalera, direttore dell’Agenzia del Demanio.  

Invitato il presidente di Assoedilizia e dell’Istituto Europa Asia Achille Colombo Clerici, che ha commentato:

“Nel nostro Paese esistono vaste risorse culturali, morali,  sociali, economico-finanziarie non pienamente impiegate.

Ma c’e’ un passaggio preliminare che va compiuto.
E’ necessario  il risanamento morale della vita pubblica e politica perche’ l’Italia torni a reinvestire su se stessa e a prosperare.
……….
” Ed anche le riforme costituzionali, che concernono la vita delle istituzioni democratiche, pur estremamente necessarie, sono da considerarsi senz’altro, sul piano logico e politico, prodromiche
se si vogliono risanare i mali del Paese.

Ma esse sono la condizione necessaria e non sufficiente, poichè occorre anche che la vita pubblica riacquisti credibilità agli occhi dei cittadini: solo in tal caso potrà
esserci quella ripresa di fiducia nel futuro da parte del popolo, senza la quale non ci sara’ crescita sociale ed economica e progresso.

Su questo piano occorre dunque un profondo risanamento del Paese.»      

Redazione Newsfood.com

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