Crisi economica, Marini: “Può essere salutare: un’occasione unica per ridare un nuovo ordine delle cose”

 

“Ritengo che questa crisi, forse lunga e dai connotati inediti, potrebbe avere per il nostro mondo e per le nostre imprese anche un carattere salutare; può
rappresentare una occasione unica, e forse irripetibile, per ridare un nuovo ordine delle cose dove verità e concretezza riacquisiscano il primato su falsità e
finzione”.

E’ quanto ha affermato il presidente della Coldiretti Sergio Marini all’assemblea elettiva della principale organizzazione agricola italiana ed europea nel sottolineare che
“crollano uno alla volta i miti della prima globalizzazione, ovvero la grande dimensione come prerequisito per competere, la finanziarizzazione di ogni sistema
come misura di modernità, l’omologazione come unico modello culturale ed economico vincente”. “Di converso – ha precisato Marini – riassumono
centralità i valori veri dell’agire di ciascuno di noi : la responsabilità, l’affidabilità, l’etica dei comportamenti ed ancora, si recupera
pienamente la dimensione dell’identità come qualificazione positiva della persona, dei territori, di tutto ciò che è vero e che non può essere
scambiato per altro”. “Quella che stiamo attraversando – ha proseguito – è una crisi planetaria che ha più radici. Una strettamente economica, legata a
processi di finanziarizzazione, cioè al ricorso sistematico (di aziende e persone) all’indebitamento. In pratica, è come se ci fossimo mangiato il futuro, come
se avessimo consumato il raccolto prima ancora di seminare. Noi, abituati a fare il contrario, di fronte a cotanta fantasiosa modernità, ci siamo sentiti per un
po’ di appartenere alla preistoria dell’economia. Gli esperti ci spiegavano, o ci facevano intendere, che non stavamo capendo niente! Beati loro! Sta di fatto che si è
creata una massa di ricchezza ‘fittizia’ di cui ora paghiamo tutti le conseguenze. Ma non tutti alla stessa maniera: noi, legati “arcaicamente” a cose reali e
concrete come la terra e il cibo, ne pagheremo di meno! Perché tutto ciò ridarà centralità all’agricoltura, prima generatrice di
economia reale.

Una seconda radice della crisi – ha rilevato il Presidente della Coldiretti – è di tipo sociale perché milioni di cittadini, risparmiatori e non, sono stati indotti
o hanno voluto credere che consumi e standard di vita potessero moltiplicarsi e crescere a dismisura, indipendentemente dalla ricchezza reale prodotta. Con il risultato
che oggi molti sono pieni di debiti! Anche noi a volte lo siamo, ma i nostri debiti sono accesi per realizzare cose vere che rimangono. Un’ulteriore chiave di
lettura è legata alle relazioni umane, perché l’emergere della bolla speculativa degli immobili, dei prodotti energetici, di quelli alimentari, abbassa le difese
immunitarie delle nostre società e ha fatto venire meno standard di onestà e fiducia reciproca, essenziali alla produzione e allo scambio di ricchezza. Ma fiducia ed
onestà sono due qualità nel DNA del mondo agricolo che ci siamo tenute strette negli anni anche quando, i soliti esperti, ci consigliavano furbizia e
spregiudicatezza. Se la nuova economia sarà fondata su fiducia e onestà noi siamo pronti, molto più di altri, anzi non vediamo l’ora di cominciare.
Infine, vi è una radice ‘politica’ della crisi: perché è la politica globale ad aver rinunciato in questi anni al suo proprio ruolo di arbitro che
stabilisce regole del gioco sensate, uguali per tutti e che tutti sono chiamati a rispettare. Non una politica che si sostituisca al mercato, come quella agricola dei decenni scorsi, ma
neanche una politica così assente da permettere ad esempio a pochi speculatori di arricchirsi sul cibo quando milioni di persone morivano di fame. Insomma, è una
politica delle regole quella di cui il mondo ha bisogno. Ed anche qui – ha sostenuto Marini – ci sentiamo pronti, quella delle regole giuste per tutti è la politica
che sempre noi abbiamo invocato e ricercato, e che oggi per forza maggiore dovrà ricostituirsi, a cominciare dal G8”.

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