“Credere, obbedire, cucinare”: in cucina comanda l’autarchia

“Credere, obbedire, cucinare”: in cucina comanda l’autarchia

In primis, piatti semplici, senza condimenti esotici o ingredienti costosi. Poi, attenzione a cosa si butta: anche cose come ossa, foglie di ortaggi o “scarti” vari possono essere utilizzati o
tornare buoni. Questi, in estrema sintesi, i consigli offerti da “Credere, obbedire, cucinare”, testo di Domenico Musci ed edito da Ananke.

Il testo è una sorta di carrellata tra le due Guerre Mondiali, ed offre ricette, menù e pietanze tipiche del periodo.

Tra i numerosi motivi d’interesse, l’attualità gastronomica del testo. La recente crisi economica ha creato qualche problema anche in cucina: così, consigli come buon senso,
rispetto per il portafoglio, sono valide anche oggi, nonostante siano stati pensati per le massaie colpite dalle “Inique Sanzioni”, del 1935.

Inoltre, può essere interessante una visione della storia poco convenzionale. I

nvece di osservare capi di Stato, grandi comandanti o politici famosi agire sulla scena internazionale (tramite battaglie, intrighi od accordi) il lavoro di Musci offre uno spaccato della vita
della “comune” massaia, alle prese con problemi di tutti i giorni. Sempre storia, ma con un approccio originale e gustoso.

Si può allora rivisitare l’epopea dell’Italia fascista, dai piatti “ricchi” del periodo imperiale, ai menù anti sanzioni post- Campagna d’Etiopia, fino alle spartane ricette della
Seconda Guerra Mondiale.

L’opera è corredata da riproduzioni dei frontespizi e degli interni dei ricettari di importanti aziende: Barilla, Carli, Cirio, Bialetti, Buitoni e tante altre.

NOTE FINALI, per approfondire:

Domenico Musci, “Credere, obbedire, cucinare: i ricettari italiani tra le due guerre”, Ananke 2009, 175 pp., 18,50 Euro

Matteo Clerici

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