Crack Lehman: Euribor (5%) ai massimi da 7 anni

 

Mentre i banchieri centrali, corresponsabili dello tsunami finanziario almeno per collusione ed omessa vigilanza con le grandi banche di affari e le agenzie di rating,continuano a
nascondere la testa sotto la sabbia (il Governatore Draghi ha impiegato soltanto un anno per capire !), negando l’evidenza della crisi e le concrete ricadute sui mercati e sui
risparmiatori-investitori-debitori e mutuatari (come ha vergognosamente affermato ancora ieri la Banca d’Italia),il tasso interbancario denominato in euro sulla scadenza a
tre mesi, al quale è legato il 99 per cento dei mutui indicizzati (3,2 milioni su 3,5 costretti a sottoscrivere tassi variabili in Italia), è risalito al 4,97%, secondo
quanto comunicato dall’European Banking Federation, riportandosi sui massimi da circa sette anni. 

Nonostante la Bce continui ad iniettare sul mercato monetario miliardi di euro (ancora oggi 70 miliardi di euro, per allentare le tensioni legate dal crack di Lehman Brothers,oltre
all’operazione straordinaria di ieri con la quale sono stati immessi nel sistema 30 miliardi di euro), le ricadute della crisi innescata dai sub-prime, forse ancor più
grave di quella del 1929, (allora per assenza di globalizzazione), continuerà per anni ad avere i suoi effetti sui mercati e sulle famiglie investitrici e debitrici,le prime
colpite dalla caduta verticale delle quotazioni di azioni,obbligazioni fondi e risparmio gestito,le seconde dall’aumento dei tassi BCE, già pagate finora da 3,2 milioni di
mutuatari italiani, il 55% in più delle rate dei mutui,per un controvalore di 3.000 euro in più a famiglia, quindi di 9,6 miliardi di euro.

Le cifre globali della crisi dal luglio 2007, i cui effetti dureranno anni (e dovrà ancora scoppiare la bolla degli allegri derivati, soltanto quelli fuori bilancio autorizzati
dalle banche centrali pari a 800.000 miliardi di dollari,contro un Pil mondiale misuratore dell’economia reale pari a 55.000 miliardi di dollari), possono essere stimate in una
forbice tra 6.000 ed 8.000 miliardi di dollari (oltre un decimo del Pil mondiale), mentre in Italia, tra aumento di rate dei mutui e dei tassi sui prestiti, caduta verticale del
risparmio gestito, delle quotazioni di borsa,delle azioni e delle obbligazioni ed i maggiori incrementi di prezzi e tariffe, la stima può essere compresa in una forbice tra i 600
e gli 800 miliardi di dollari (422-570 miliardi di euro), con un gravame teorico di perdite pari a 10.000 euro per ogni cittadino.

A fronte di un’economia di guerra e di una recessione globale conseguenze diretta della prima provocata da banchieri centrali, il cui fallimento è sotto gli occhi di tutti
ed ai quali i Governi hanno assegnato poteri smisurati senza alcuna responsabilità, bisognerebbero attivare i Tribunali internazionali per crimini economici contro
l’umanità.

Adusbef e Federconsumatori chiedono ai Governi del G8, che hanno dato deleghe in bianco a banchieri centrali nominati senza essere eletti,una riforma dell’ordine monetario, una
nuova Bretton Woods per liberasi di montagne di carta straccia di derivati e finanza creativa, dati i fallimenti a catena ed i salvataggi di primarie banche addossate ai contribuenti,
oltre a pene severe per una oligarchia finanziaria, che non risponde ad alcuno del loro operato e continuano a banchettare sui disastri da loro stessi provocati.

Elio Lannutti (Adusbef) – Rosario Trefiletti (Federconsumatori)

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