Intervista a Erica Mazzetti: la rivoluzione del Testo unico costruzioni
28 Settembre 2024
Costruire per una vita migliore: la rivoluzione del Testo unico costruzioni
Intervista a Erica Mazzetti, al centro delle novità edilizie in Parlamento, di Saverio Fossati
Milano, 28 settembre 2024
A cura di Assoedilizia Informa
Costruire per una vita migliore: la rivoluzione del Testo unico costruzioni
Intervista a Erica Mazzetti, al centro delle novità edilizie in Parlamento
di Saverio Fossati

Erica Mazzetti (deputata di Fi) è la persona-chiave al centro del complicatissimo crocevia parlamentare delle norme urbanistico-edilizie. Già relatrice del Decreto legge Salva casa (si veda la sua intervista qui: https://newsfood.com/convertito-in-legge-il-d-l-69-24-salva-casa-intervista-allon-erica-mazzetti/) è impegnata su molti fronti, da quelli locali del suo collegio a Prato alle due nuove proposte di legge che stanno per cambiare lo scenario immobiliare italiano.
Onorevole Mazzetti, come giudica il Dl Salva casa, ora che sta dispiegando i suoi primi effetti?
Il Salva-Casa costituisce un buon inizio, chiaramente non può colmare tutte le lacune che si sono venute a creare nel settore delle costruzioni. Siamo di fronte a una stratificazione di norme e a un conflitto tra poteri che non poteva produrre altro che confusione e conseguenti problemi legali, amministrativi e tecnici. Tra i vantaggi del Salva-Casa, già convertito in legge, c’è quello di sbloccare quegli immobili che, per tutta una serie di difformità, non potevano essere compravenduti o avere lo stato legittimo per ristrutturazioni.
Una norma che era stata stralciata, o meglio un emendamento rinviato al mittente, riguardava la regolarizzazione delle complesse vicende milanesi, dove la magistratura si è interessata fortemente dell’interpretazione del concetto di “demolizione con ricostruzione” fatta propria dal Comune di Milano.
Il Salva-Milano, lo chiamiamo simbolicamente così anche se riguarda tutto il paese, non ha trovato spazio in quella fase e, per questo, come parlamentari di maggioranza abbiamo presentato una Pdl apposita che già ha iniziato il suo iter in Commissione alla Camera, con l’obiettivo di un’approvazione definitiva entro l’anno. Il “caso Milano”, al di là della necessità di dare una risposta rapida alla questione incandescente che si è aggravata con il recente rigetto del ricorso costruttori pertanto la struttura è ancora sotto sequestro. Tutto questo ha scoperchiato una emergenza politica più grande che non possiamo e non dobbiamo sottovalutare. Sono in gioco degli investimenti preziosi per la nostra economia , che portano anche al recupero e alla rigenerazione del nostro patrimonio immobiliare.
Ma il piatto forte di questo menu, che va cucinato con un’attenzione speciale, è il Testo unico delle costruzioni, un intervento normativo di enorme portata, che Lei ha curato sin dall’inizio. Ci sarà la possibilità che veda la luce presto?
Come responsabile dipartimento Lavori pubblici di Forza Italia e presidente dell’Intergruppo parlamentare Progetto Italia, con un comitato tecnico scientifico e molti esperti del settore, ho dato vita a un cantiere per lavorare al nuovo testo unico delle costruzioni. Lo stiamo definendo e lo presenteremo ad un convegno a Roma il prossimo 18 ottobre. La dicitura urbanistica si basa sulla legge 1150 del 1942, e la successiva sugli standard abitativi sulla legge 1444/1968. C’è stata poi la legge Bucalossi del 1977, vero spartiacque del settore, il testo unico, legge 380/2001, e una lunga serie di provvedimenti di rango inferiore, che sono andati a creare una congerie altamente stratificata in cui è difficile districarsi. Se aggiungiamo a questo anche la modifica al Titolo V della Costituzione, che indica l’edilizia e l’urbanistica come materia di competenza regionale, provocando a caduta leggi diverse per ogni regione, capiamo perché la confusione è diventata incontrollabile. L’esempio concreto è, appunto, il “caso-Milano”.
Nel concreto, quali saranno i contenuti di questo nuovo Testo unico?
Il nuovo testo unico delle costruzioni, che deve comprendere edilizia- urbanistica e sicurezza del cantiere, dovrebbe nascere da una legge delega basata su dei principi univoci con dei LEP (livelli essenziali di prestazione) ben stabiliti, entro un contesto normativo in cui si afferma la dotazione minima degli standard urbanistici, in relazione alla pianificazione del territorio, e igienici sanitari di abitabilità delle singole unità immobiliari. Va considerata anche la qualità del risiedere in una struttura, pensando al bioclima in base alla zona di ubicazione, ai materiali e tecnologie delle costruzioni, senza dimenticare quei rapporti minimi di spazi da destinare alla realizzazione di servizi d’interesse collettivo che rappresentino quel minimo di civiltà urbana per soddisfare la totalità delle azioni sociali e la qualità dell’abitare in città veramente contemporanee che oggi difficilmente troviamo sul territorio nazionale. Da qui la necessità di un nuovo piano città per le nuove esigenze della persona in modo più fluido e più flessibile rispetto al dopoguerra perché sono cambiate le famiglie, le esigenze lavorative e scolastiche ma anche le disponibilità economiche e sociali delle persone. Sono certa che il governo di Centrodestra saprà cogliere al meglio queste proposte e costruire un percorso pragmatico.
E la competenza concorrente con le Regioni?
Sicuramente, tanti nuovi spunti saranno indicati nel nuovo testo unico delle costruzioni che non può prescindere da un vero e proprio manuale per costruire in linea con la contemporaneità,che vada a colmare quel buco normativo creato dall’eccesso di regolamentazione , una vera e propria stratificazione, definendo in modo chiaro i rapporti Stato-Regioni valutando anche una riflessione del titolo V della Costituzione e la legge Bassanini, entrambe a firma della sinistra, ma anche il modo di vivere delle nuove generazioni e di quelle anziane, mettendo sempre al centro il benessere della persona.
Foto cover:
Redazione Newsfood.com
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