Intelligenza Artificiale, anche l’Onu si pone il problema etico – Prof. Antonino Giannone
28 Settembre 2024
Le riflessioni del Prof. Antonino Giannone: ONU, Intelligenza artificiale, etica
Intervista di Saverio Fossati
Milano, 26 settembre 2024
A cura di Assoedilizia Informa
Intelligenza Artificiale, anche l’Onu si pone il problema etico
Le riflessioni di Antonino Giannone
Di Saverio Fossati
Antonino Giannone è uno dei pochi esperti di Intelligenza Artificiale (AI) che si preoccupa del fattore etico: nell’ebbrezza generale per l’evoluzione di questo strumento tecnologico, Giannone, a lungo Manager e Docente al Politecnico di Torino, sostiene la necessità improrogabile di utilizzare regole negli algoritmi, cioè le istruzioni date al computer con il suo linguaggio.
Prof. Antonino Giannone, cosa qualifica davvero l’AI?
L’AI non è intelligente nel senso autentico del termine. Ma la novità di questi ultimi anni è che riesce ad elaborare miliardi di dati su cui si sviluppano i processi di elaborazione di Computer con elevata potenza. Se per rispondere a una domanda sulla letteratura posso prendere relazioni e giudizi sulle biografie di decine di migliaia di autori, l’abilità è quella di spazzolare i dati, operando con modelli di carattere statistico, per rispondere alla domanda e mettere insieme le “cose” relative alla key words indicate nella domanda.
Quindi come si configura la questione etica?
L’implicazione etica va cercata nella parte generativa dell’AI (denominata Chat GPT): se per esempio un Medico cerca di elaborare una diagnosi medica per un sospetto tumore, ponendo delle domande sulla base della possibilità di esaminare migliaia di radiografie di un puntino al seno, potrà trarre subito delle conclusioni sul rischio reale di quel paziente. Ma attenzione: se Io, che non sono Medico, mi sostituisco al Medico per fare la diagnosi di un’influenza, per esempio rilevando una temperatura di 38° e manifestazioni di dissenteria, ecco che già esiste un’applicazione (app) che mi dice addirittura quali farmaci prendere. Ed è evidente che in tutto questo si pone una questione etica. Di recente, parlando con il Prof. Filippo Boscia, presidente dell’Associazione dei Medici Cattolici Italiani (AMCI), a Radio Maria in una Conversazione sull’IA e Medicina, si è visto che l’AI, in Sanità si svilupperà in tutti gli ambiti: Diagnostica, Chirurgia, Ricerca e sviluppo dei farmaci, e tante altre applicazioni ricorrenti: raccogliere dati da dispositivi diversi, analizzare i parametri vitali dei pazienti e i risultati di screening preventivi per individuare problemi; monitorare i livelli di glucosio, salute cardiaca e neurologica. L’AI agevola le tecniche di analisi di ricerca scientifica e quindi migliora le ricerche: ma il tema va posto in termini di algoretica (cioè i paletti etici negli algoritmi con cui lavora l’AI per rispondere alle domande). Un tema che ha posto per primo il Prof. Paolo Benanti, semplificando: dobbiamo immaginare che se non vogliamo un paletto etico nell’algoritmo, l’AI non potrà limitare la risposta dal punto di vista etico. Facciamo un esempio, in un videogioco di guerra nella playstation si colpiscono gli avversari anche se ci sono bambini, e ogni colpo che va a segno dà dei punti. Ma se nell’algoritmo si stabilisce che il bambino non dà punteggio, già da piccoli si capisce che in guerra i bambini non vanno colpiti. Allo stesso modo, se inserisco il valore della persona e della dignità nell’algoritmo, l’elaborazione dell’AI prenderà una direzione diversa nel rispondere alla domanda che le viene posta.
Eppure qualcosa si muove nel mondo scientifico e politico.
Benché l’AI sia nata nel 1943, chiediamoci perché solo da un anno è esploso il boom? Perché il 30 maggio 2023 in California, 350 scienziati al Center for AI Safety hanno dichiarato “Mitigare il rischio di estinzione dell’AI dovrebbe essere una priorità globale insieme ad altri rischi come le pandemie e la guerra nucleare”, dunque è urgente che l’AI venga regolamentata come l’energia nucleare. Poi, a dicembre 2023, l’Ue ha scritto l’AI Act e infine l’Onu, dopo aver insediato in dicembre la Commissione di 39 esperti, ha pubblicato il 21 marzo 2024 le prime linee guida delle Nazioni Unite. La novità di queste linee guida sono sintetizzate nella frase: ”L’AI sarà creata e implementata attraverso la lente dell’umanità e della dignità, della sicurezza e della protezione, dei diritti umani e della libertà fondamentali” e il suo sviluppo dovrà essere “sicuro protetto e affidabile”.
Chi sarà padrone di queste tecnologie sarà il padrone del mondo? La nuova ricchezza è, quindi, di chi possiede una grandissima quantità di dati?
Certamente è proprio così. Ma vediamo, in concreto, a che punto siamo? Ora abbiamo le norme Onu, che devono essere acquisite dai vari Paesi in termini di Leggi specifiche e quindi dove dobbiamo insistere? La mia preoccupazione si ricollega a quella sollevata da Papa Francesco che non è certo da solo: ci sono pensieri etici manifestati da pensatori laici in tutto il mondo. L’AI, per nostra fortuna, non ha emozioni o sentimenti, ma mette insieme ciò che già possiede: un enorme archivio di dati. La Chiesa, quando Papa Francesco dice di tutelare dignità e persona, lo dice come limite etico nell’interesse dell’uomo. Anche oggi si possono fare cose contrarie all’etica e le tecnologie lo consentono. Il limite etico è qualcosa che anche la Chiesa pone nell’educazione dell’umano. Ma a fronte del fatto che l’AI potrà fare cosa che non immaginiamo, ma che sono possibili, quale sarà il limite etico di queste cose? È lecito fare tutto ciò che può riuscire a fare una tecnologia? Oppure esiste un limite etico per il Bene Comune dell’Uomo? Qual è la mia speranza? Che il tema dell’AI venga posto responsabilizzando le persone, liberandole dall’ignoranza… i ragazzi devono essere informati e responsabilizzati su ciò che faranno acquistando app con l’AI senza limiti. Il filosofo francese Edgar Morin afferma che l’unico orizzonte degli uomini che si profila è un mondo in cui Gesù Cristo non c’è più! E poi, per gli uomini non ci saranno più prospettive etiche, dal momento che la Finanza più speculativa ha preso il potere del mondo globale? Il nuovo umanesimo si fonda sui valori etici umani, nonostante che le virtù umane (lealtà, trasparenza, coraggio, umiltà, caring (prendersi cura… dei più fragili, degli anziani), siano antiche dal tempo di Aristotele e di Platone, purtroppo sono da tempo in via di cancellazione perché ai giovani non vengono più insegnate, da decenni, e non si ricorre agli esempi dei Testimoni di vita per insegnarle.
Quali sono i rischi reali insiti nell’AI?
L’AI farà fare grandi progressi all’umanità, ma può modificare sostanzialmente l’evoluzione del pensiero umano con l’AI generativa. Infatti è, a mio avviso, l’IA generativa che rischia d’intaccare la libertà e di non fare sviluppare il pensiero critico. Perché più umanizziamo le macchine intelligenti, più disumanizziamo l’uomo? Possiamo cercare insieme di capire le conseguenze di questo processo? Certo nella diagnostica medica i milioni di dati immediatamente analizzabili sono un progresso enorme e così in tanti altri settori dove è necessario analizzare centinaia di migliaia di dati per prendere delle buone decisioni. Le persone che decidono devono avere strumenti tecnologici che le aiutano: sinché questi ultimi incidono su una grande quantità di dati, attraverso formulazioni di domande che mi aiutano a trovare soluzioni, va bene! Ma oggi esiste un limite etico all’AI generativa? Qualcuno lo spiega ai giovani e ai bambini, ai nativi digitali? Se sin dall’infanzia ci si abitua a usare l’AI per fare i compiti, la nostra capacità critica e di elaborazione del pensiero non si svilupperà e sarà inesorabilmente consegnata alle macchine cosiddette “intelligenti”.
L’impatto dell’AI sul lavoro sarà devastante in termini quantitativi (lo ha detto anche Fabio Panetta, Dg della Banca d’Italia), ma soprattutto l’Italia, secondo lo stesso Panetta è in forte ritardo con piani di formazione sulla digitalizzazione per fornire al mondo delle imprese giovani con competenze specialistiche adeguate, in particolare in materia di AI. Mi auguro, pertanto, che ci saranno in futuro migliaia d’Ingegneri e Tecnici, progettisti delle App dell’AI che abbiano avuto in precedenza anche una solida formazione umanistica di Valori etici…Altrimenti bisognerà fornirgliela, come da qualche anno si è cominciato a fare nei Corsi d’Insegnamento al Politecnico di Torino, ma Io, già più di dieci anni fa, in visita all’Università di Harvard e a Wasghington alla CUA (Catholic University of America), ho potuto riscontrare che da anni la formazione umanistica veniva erogata ai giovani delle future classi dirigenti!
Mi parli delle iniziative imminenti su questi temi.
Il dibattito è molto aperto e io discuto sul fatto se la Società digitale vada verso un nuovo Umanesimo o un Transumanesimo e quali sono gli impatti dell’AI generativa: il prossimo incontro è ad Ascoli Piceno al Congresso dell’AMCI e poi ad Assisi (7-10 ottobre) con l’Associazione Italiana Pastorale sociale (AIPaS). Segnalo inoltre, il 17 ottobre nell’Aula delle Conferenze della Camera dei Deputati si discuterà su “Il futuro della Sanità tra I.A. e Robotica”. Inoltre il 21 ottobre al CEFRIEL del Politecnico di Milano, su iniziativa della Fondazione “Pensiero Solido”, si parlerà di un tema che tutti sentono prioritario e con grandi preoccupazioni: le implicazioni dell’AI nel mondo del Lavoro e il giorno dopo con le ACLI a Chivasso: IA: sfide etiche, sociali e politiche, insieme a Don Luca Peyron, Giurista e Teologo, Coordinatore del Servizio per l’Apostolato Digitale di Torino.
In conclusione: Vorremmo che nel terzo millennio i valori dell’Umanesimo siano presenti nei processi di trasformazione digitale e che l’etica si accompagni a quei processi, perché non si vada oltre la frontiera del Transumanesimo che alcune correnti di pensiero e di potere finanziario promuovono (da Umanesimo Digitale di A. Giannone Edizioni Giuseppe Laterza).
Antonino Giannone

Saggista e Professore a.c. dal 2009 del Politecnico di Torino di Strategie aziendali ed Etica professionale nel Corso di Laurea Magistrale in Ingegneria della Produzione Industriale e dell’Innovazione tecnologica. È Fellow di ICELab/Politecnico di Torino in Leadership ed Ethics. In precedenza, in oltre trenta anni, è stato Direttore Generale di Aziende private e pubbliche, poi Senior Management Consultant e, infine, Docente in Università private e Istituti di Formazione Civili (ADSUM, ISEO) e Militari (ISMA). Socio Onorario dell’Accademia di Storia dell’Arte Sanitaria. Presidente dell’Associazione Culturale: Umanesimo ed Etica per la Società Digitale (www.umanesimodigitale.eu). Membro di diversi Comitati Tecnico Scientifici: A.N.I.M. (Associazione Nazionale Italiani nel Mondo) – Civiltà dell’Amore- ENTD (Ente Nazionale Trasformazione Digitale) – Eurilink University Press- Fondazione Creativi Italiani- UCID (Unione Cristiana Imprenditori Dirigenti).
Foto cover:
Achille Colombo Clerici – Paola Pisano – Antonino Giannone
Redazione Newsfood.com
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