Cooperativa Sant’Orsola di Pergine Valsugana, leadership nel mercato dei piccoli frutti

Cooperativa Sant’Orsola di Pergine Valsugana, leadership nel mercato dei piccoli frutti

Pergine Valsugana (TN) – Un marchio leader indiscusso nel mercato dei piccoli frutti, con alla base un patrimonio caratterizzato da solidità ed
equilibrio finanziario. Sono queste le caratteristiche della Cooperativa Sant’Orsola di Pergine Valsugana, secondo quanto emerso dal bilancio dell’annata
2010 che, insieme alle iniziative in programma per il 2011, sarà presentato all’assemblea dei soci dal presidente Silvio Bertoldi e dal direttore Michele Scrinzi.

Accanto ai risultati di mercato ed economici, il 2010 ha visto anche l’affermazione di Sant’Orsola sul web 2.0: la pagina Facebook della Cooperativa, con quasi 4.300 fan, ha raggiunto in
brevissimo tempo il secondo posto in Italia tra le aziende del settore ortofrutta presenti sul popolare social network.

Il bilancio 2010: solidità ed equilibrio

Nonostante alcuni fattori esterni che hanno influito negativamente sulla stagione, Sant’Orsola ha chiuso l’esercizio con un consuntivo soddisfacente dal punto di vista economico. In
particolare, il bilancio 2010 ha confermato l’equilibrio e la solidità economica, finanziaria e patrimoniale della Cooperativa, testimoniata dai livelli di assoluta tranquillità
dei seguenti indici: indice di copertura delle immobilizzazioni, grado di copertura dell’indebitamento, rapporto debiti finanziari su fatturato, incidenza oneri finanziari su fatturato, costo
del lavoro su fatturato, capitale investito su fatturato.

Sull’andamento della stagione hanno pesato situazioni produttive non del tutto favorevoli. Le alte temperature registrate fra fine giugno e inizio luglio hanno causato la concentrazione della
produzione e problemi legati alla qualità della fragola, con prezzi molto bassi, mentre gli attacchi del parassita Drosophila Suzuki hanno influito negativamente sulla stagione del
mirtillo. La forte pressione sui prezzi del lampone rifiorente registrata in autunno, infine, ne ha reso particolarmente difficile la commercializzazione negli ultimi mesi dell’anno.

In questo scenario, il fatturato 2010 della Cooperativa Sant’Orsola si è attestato sui 53,4 milioni di euro, con una crescita superiore al 4%. Il fatturato derivante dalla frutta fresca
ammonta a 44,5 milioni di euro, con un aumento del 3,6%. A questi si aggiungono 2,7 milioni di euro derivanti dalle scorte, 3,3 milioni dalle piante, 641mila euro dal punto vendita aziendale e
quasi 366mila euro derivanti dal prodotto trasformato.

Nel corso dell’anno sono state messe in commercio 6.500 tonnellate di fragole, piccoli frutti e ciliegie, con una richiesta costante lungo tutti i 12 mesi. Il prezzo di vendita medio è
stato di 6,53€/kg. Le liquidazioni ai soci hanno raggiunto complessivamente i 20,8 milioni di euro, mentre gli acquisti di frutta si sono attestati a 9,8 milioni di euro.

“Anche in presenza di una annata non ottimale – ha commentato il presidente della Cooperativa Sant’Orsola Silvio Bertoldi – siamo riusciti ad avere valutazioni positive per il nostro prodotto e
a chiudere un buon bilancio. La solidità patrimoniale confermata dalle cifre ci consentirà di fissare obiettivi di ulteriore crescita per il 2011 e di lavorare al meglio per
aumentare l’efficienza del gruppo”.

Notorietà e percezione positiva

Un marchio con notorietà da record. E’ quanto emerso da un’indagine di mercato realizzata da Sociometrica per Sant’Orsola nel luglio 2010. Parlando di piccoli frutti, il brand della
Cooperativa trentina ha una percentuale di ricordo spontaneo che sfiora il 5%, mentre gli altri produttori, presi singolarmente, non arrivano allo 0,5%. La percentuale sale al 13% quando si
chiede di riconoscere il marchio in una lista di nomi. Sant’Orsola è inoltre l’unico marchio ad essere ricordato spontaneamente da chi consuma regolarmente piccoli frutti, con una
percentuale vicina al 15%.

Se al dato sul ricordo spontaneo si aggiungono coloro che riconoscono il brand su una lista di nomi, comprendendo anche chi non consuma piccoli frutti, la percentuale di notorietà
schizza oltre il 28%.

Oltre la metà dei consumatori associa al marchio Sant’Orsola caratteristiche di qualità o italianità. Circa un terzo attribuisce ai suoi prodotti un valore più alto
di quelli di altri produttori. Non sono inoltre state registrate risposte che collegano Sant’Orsola a connotazioni negative o percezioni di scarsa qualità. “Sono risultati lusinghieri
che confermano la bontà del lavoro dei soci e della cooperativa – spiega il direttore della Cooperativa Sant’Orsola Michele Scrinzi – La nostra leadership ci impone di ascoltare le
esigenze del mercato e di continuare a promuovere il consumo di piccoli frutti, comunicando le loro caratteristiche di salubrità e benessere, che sono sempre più importanti per il
cliente finale”.

Sant’Orsola conquista Facebook

Oltre ai dati economici e alla conferma della posizione sul mercato, uno dei successi di Sant’Orsola nel 2010 è rappresentato dall’attivazione della pagina Facebook della Cooperativa.
Grazie ai suoi aggiornamenti costanti e alla capacità di dialogare con gli utenti, la pagina ha superato i 4.200 fan in meno di un anno, collocandosi al secondo posto tra le aziende
italiane del settore ortofrutticolo, alle spalle solo del profilo del celebre bollino blu di Chiquita. “La presenza di Sant’Orsola su Facebook è stata una scommessa vinta – ha dichiarato
il direttore Scrinzi – i social media sono un canale particolarmente efficiente per mantenere la relazione con una parte importante del nostro target, e intendiamo continuare a percorre questa
strada con sempre maggiore decisione”.

Il 2011 di Sant’Orsola: più valore per clienti e soci

Per la stagione 2011, la Cooperativa punta a una crescita del fatturato tra il 3 e il 5%. Contemporaneamente, uno degli obiettivi primari di Sant’Orsola è il contenimento dei costi, per
garantire ai soci una maggiore liquidazione.

L’assemblea dei soci sarà inoltre l’occasione per presentare due importanti novità. La prima è la conversione del sistema di confezionamento dei piccoli frutti da flowpack
a coperchiato. Sostituendo un packaging con coperchio rigido alla soluzione che prevedeva l’avvolgimento della confezione in pellicola, sarà garantita una migliore conservazione del
prodotto, dal campo alla vendita. L’adeguamento delle linee avverrà entro l’estate.

L’altra novità è il servizio di consulenza gratuita ai soci sul controllo di gestione che oggi, a livello di progetto pilota, interessa già 23 aziende. Sviluppato in
collaborazione con la Cassa Rurale di Pergine Valsugana, questo progetto metterà a disposizione degli imprenditori un esperto che li aiuterà a definire le linee guida per
l’amministrazione della propria azienda. Con questo strumento, i soci potranno monitorare con più attenzione l’andamento delle attività, riducendo gli sprechi e aumentando
l’efficienza produttiva.

Sant’Orsola, il fatturato 2010 in sintesi

  • FRUTTA FRESCA: 44.470.542 € ( 3,64% rispetto all’anno precedente)
  • SCORTE AGRARIE: 2.695.824 € (uguale all’anno precedente)
  • PIANTE: 3.310.717 € ( 1,2% rispetto all’anno precedente)
  • PUNTO VENDITA: 641.923 € ( 6% rispetto all’anno precedente)
  • PRODOTTO TRASFORMATO: 365.994 € ( 53% rispetto all’anno precedente)

www.santorsola.com


Redazione Newsfood.com+WebTv

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Commento ( 1 )
  1. MANCUSI Domenico
    13 Febbraio 2014 at 11:41 am

    Buongiorno, sono un operatore economico di Potenza (Basilicata) impegnato,sopratutto, nel settore edile.
    Dispongo di terreni, approvvigionati idricamente, ad altimetria sui 1000 msm ed avrei intenzione di avviare un’ attivita’ parallela in campo agricolo,consistente nella coltivazione dei piccoli frutti, in particolare lamponi.
    Vi sarei particolarmente grato se vorreste darmi alcune informazioni circa i prezzi di mercato e per quanto riguarda la collocazione del prodotto stesso sul mercato e se , eventualmente, la Vs. Cooperativa potesse essere interessata al ritiro e quant’altro.
    In attesa di riscontrarVi in merito,distinti saluti

    Domenico Mancusi

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