Giornate Fitopatologiche: “I Valori dell’ortofrutta italiana. La produzione integrata e la sicurezza alimentare”

Giornate Fitopatologiche: “I Valori dell’ortofrutta italiana. La produzione integrata e la sicurezza alimentare”

In occasione della tavola rotonda “I Valori dell’ortofrutta italiana. La produzione integrata e la sicurezza alimentare” in corso in questo momento a Rimini e organizzata dal Comitato di
gestione delle Giornate Fitopatologiche

Prof. Roberto Della Casa, economista agrario dell’Università di Bologna ha dichiarato: “L’Italia ha una forte vocazione all’export e produce alcune eccellenze ortofrutticole
riconosciute in tutto il mondo. E’ necessario però che il nostro Paese riesca a fare sistema per essere più competitivo e che abbia un approccio più aggressivo anche nei
mercati extra-europei”

La prof.ssa Patrizia Hrelia, direttore del dipartimento di Farmacologia dell’Università di Bologna, ha aggiunto: “Grazie alle corrette pratiche agricole, l’ortofrutta italiana
è sicura per il consumatore e addirittura eventuali residui di agrofarmaci presentano livelli molto al di sotto dei parametri stabiliti dalla normativa europea. Questo fa si che l’Italia
sia un Paese all’avanguardia a livello europeo; per questo è importante comunicare ai consumatori questi messaggi e i benefici concreti dell’ortofrutta italiana. Ricordiamo inoltre che la
sicurezza dei nostri prodotti ortofrutticoli è testimoniata da percentuali molto basse, addirittura solo lo 0,8% di campioni non regolari”.

Il Cav.Paolo Bruni, presidente COGECA – Comitato generale della cooperazione agricola dell’Unione europea ha dichiarato: “Gli agricoltori italiani in questi anni hanno posto grande
attenzione e hanno promosso con convinzione i valori della produzione integrata. Un uso sostenibile di tutti i mezzi tecnici a disposizione rappresenta un patrimonio condiviso che ha portato
negli ultimi 20 anni ad un grosso passo in avanti in termini di qualità. Se in Europa la media di residui irregolari è pari al 3,5% in Italia è solo dello 0,8%. Questo
testimonia il grande lavoro e l’impegno costante di tutto il nostro sistema di produzione. Occorre far comprendere all’opinione pubblica e ai consumatori il significato e i valori intrinseci
della produzione integrata promuovendoli in modo efficace anche per mezzo di iniziative come il convegno di oggi organizzato dalle Giornate Fitopatologiche”

Roberto Spigarolo, rappresentante Associazione Consumatori Utenti (ACU) ha dichiarato: “I consumatori non conoscono ancora bene il significato del termine ‘integrato’ e per questo
occorre che ci sia un marchio che qualifichi e riconosca la produzione integrata, promuovendo così l’eventuale acquisto dei prodotti ortofrutticoli made in Italy. In Italia i consumatori
non sono solo le famiglia, ma anche i cosiddetti consumatori collettivi ovvero tutti coloro che solitamente mangiano fuori casa.

Nel nostro Paese il 38% dei pasti è consumato fuori casa ed è necessario quindi lavorare anche con i grossisti e formare gli operatori della ristorazione affinché spieghino
e trasmettano in modo corretto le specificità e i valori della produzione integrata. Occorrerebbe poi agire direttamente nelle scuole e insegnare ai bambini cosa mangiano e come vengono
prodotti gli alimenti. Innescando questo circolo virtuoso di informazioni sarà possibile creare una conoscenza chiara e trasparente anche della produzione integrata”.

Giuseppe Blasi, Direttore Generale del Ministero delle Politiche Agricole e Forestali ha dichiarato: “Con la nascita del Sistema di qualità di produzione integrata vogliamo
investire in attività di comunicazione. La nascita di un logo di produzione integrata a livello nazionale è un passo importante per promuovere un’immagine compatta del made in
Italy agroalimentare all’estero. Puntiamo sui giovani per comunicare i valori della produzione integrata che oggi può contare su un sistema normativo finalmente unitario e omogeneo. La
parola d’ordine è quindi continuare a fare sistema”

Redazione Newsfood.com +WebTv

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