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Convegno Fuori Expo a Piacenza … Giampietro Comolli: prospettive e numeri a -79 giorni

By Giuseppe

L’Italia deve cambiare format e modo di fare incoming turistico, dice fuori sacco, Giampietro Comolli.  L’Italia deve scegliere cosa proporre,  partendo da target e domanda, non dall’offerta

Big Network Piacenza, prima rete d’impresa piacentina, appare come una alternativa di sistema in un tessuto imprenditoriale e civile consolidato da tempo con una governance vecchio stile, dicono in molti osservatori.

Negli ultimi tempi, velatamente, ma i dati economici e le interviste in città lanciano l’allarme. E’ il caso del direttore del Sole 24 Ore Roberto Napoletano, dell’ex sindaco della città Giacomo Vaciago, docente di economia, dell’avv Corrado sforza Fogliani, presidente di Confedilizia e illustre uomo di cultura, politica, banchiere, di Vittorio Sgarbi che per anni ha tirato le orecchie alle amministrazioni pubbliche locali. Una città tranquilla, Piacenza, vivibile, ma seduta, ricca di opportunità, ma gelosa di se e degli altri, un esempio di individualismo e di oligarchia provinciale. In occasione di Expo2015 (Piacenza è a 70 km dal sito Expo, polo logistico primario, incrocio delle principali vie nazionali, un polo universitario creato in 30 anni dai piacentini stessi, centinaia di piccolissime imprese…) Big Network e Mood Agenzia hanno organizzato un incontro il 10 febbraio, nella bellissima Cappella di Palazzo Farnese, dal titolo: “ Fuori Expo: 2015 modi per trarre vantaggi da Expo2015”.

Silvio Barbetta, notissimo, esperto, manager del turismo internazionale, già partner del gruppo Alessandro Rosso, ora ceo di Made in Uvet, gruppo di primaria importanza nell’incoming, ha illustrato le diverse strade e occasioni per vendere il prodotto turistico italiano in occasione di un evento, molto strano, come può essere Expo.

Fabrizio Costa, manager della San Pellegrino, sponsor di Expo, si è soffermato su dettagli e azioni che un grande brand-prodotto di imprese italiane deve sostenere per celebrare l’importanza dell’evento facendo risaltare l’eccellenza italiana.

Infine i contributi di due attori dentro e fuori Expo:
Silvia Bartolini, presidente degli emiliani emigrati, ha sottolineato il valore che i connazionali rientrino in Italia e l’impegno di Reggio Children nel creare un park-history interno ad Expo nel segno della difesa dei diritti di tutti i bambini.

Fuori convegno, presente Giampietro Comolli, autore e artefice forse dell’unico vero e reale progetto di incoming verso i territori produttivi italiani in occasione di Expo Milano.

Recentemente su tutti i quotidiani esteri e nazionali (QN-Il Giorno, l’ultimissimo lancio) l’idea-progetto sul Grande Fiume come Hosting-Outgoing di Expo è stato ammirato, portato ad esempio, illustrato.

Comolli, che dice dell’incontro di oggi? E’ soddisfatto del successo di unpoxexpo2015.org?

Innanzi tutto sono felice del successo ottenuto a 80 giorni dall’inaugurazione dal nostro progetto di rete, ma non ci siamo accontentati, non ci fermiamo, ora inizia, dopo l’export, l’attrazione verso gli italiani. Tutto un altro modo di operare, vedremo se saremo in grado.
L’incontro di oggi è un altro esempio che tutti “vogliono” ora parlare e illustrare di Expo Milano. Non c’è soggetto o attore, dal Gottardo alla Sila, da Ponente a Levante, che non programmi un convegno, un incontro, un seminario. Benissimo, ma oggi a Piacenza, esperti più in gamba del sottoscritto, sono stati chiarissimi a evidenziare problemi, criticità, aspettative, dubbi, illusioni, disillusioni. Expo è un evento gigantesco, dai numeri impressionanti, diventa molto difficile per le piccole imprese italiane esserci, ma soprattutto essere notate, riconosciute, guardate, memorizzate per ….il dopo Expo.


Comolli, lei è anche un economista, a proposito di numeri di Expo, ha qualche dato aggiornato? 

Certamente, il vulcanico Giacomo Biraghi,  digital-pr di Expo, ha dato veramente i numeri ed è stato illuminante, proprio a Piacenza, definendo Expo: lussureggiante, inutile, fantasmagorica, democratica. Le piccole imprese hanno pochissimo spazio per emergere, costi elevati, impossibilità di commercializzare, divieti a esporre marchi, code lunghe nei luoghi cult, tante famiglie, molta diplomazia, niente operatori del trade, soste medie di max 5 minuti per le grandi attrazioni messe in campo dai grandi padiglioni. Saranno 61 le grandi case di 2/3 piani con terrazzi belvedere(tutti dedicati a relax, punti ristoro, grandi brand dell’intrattenimento..), 412 gli attori-soggetti presenti fra cui i 147 Stati, 168 organizzazioni mondiali, 40 marchi multinazionali (grandi sponsors), 140 ristoranti e punti ristoro-toast ognuno con merchandising esclusivamente targato Expo… solo 12 città italiane su 8000 presenti, 19 regioni tutte accasate nel padiglione Italia megagalattico fra digital, immagini, video, suoni, colori..

Una curiosità: saranno forse 6000 i wc sempre aperti.
Comolli, ma Piacenza, che è anche la sua città natale? 
Piacenza ha fatto una scelta molto rischiosa, una scelta-sfida  che se governata bene, con lungimiranza, con oculatezza, con attrazioni di alto valore, con tanta comunicazione potrà dare grandi risultati in futuro, ma deve esserci alla base un progetto strategico di lungo periodo, non contingente. Non si può sperare che qualcuno ci noti, bisogna andare a caccia!! Forse molte imprese si sono illuse o sono state illuse, forse certi convegni-incontri andavano fatti 2-3 anni fa per sapersi preparare, anche per coordinare e collaborare fra regioni e privati diversi. Essere a 60 km da Milano e spendere tutto il budget (1,6 mil euro non sono pochi per una città di 100mila abitanti) dentro-Expo, la presenza-fisica deve valere realmente la candela. L’unica cosa da fare è creare un simbolo-oggetto esposto in Expo che diventi poi il marchio simbolo per i prossimi 20 anni di comunicazione, il media-immagine della città e… provincia. Expo è vetrina, deve servire per lanciare un brand, non per vendere prodotti. Bisognava partire prima soprattutto per vendere pacchetti turistici dedicati, illustrativi del brand, formativi del contenuto.
Comolli, ma è quello che avete fatto con unpoxexpo2015.org?
Ci abbiamo provato, ma non è facile. La nostra vera fortuna è stata quella di girare il mondo nel 2011 e 2012 seminando, seminando. Però abbiamo anche capito che se non si cambia metodo e format del turismo italiano, in generale, il calo e la perdita di posizioni continuerà a scendere. L’offerta non è più sufficiente, i turisti non cadono nella rete, non si lasciano intercettare a tempo scaduto, non pensano più a mare, sole, musica, le vacanze lunghe sono finite, la domanda è diversificata al massimo, dinamica, poliedrica, con target opposti per lo stesso luogo e stesso periodo. Uffici statici con depliant sono pian piano alla deriva. Le fiere nazionali in paesi maturi non servono. Il contatto singolo e individuale CtoC o BtoC  con tanta digitalizzazione e promozione concreta è la chiave da seguire per i territori delle eccellenze italiane, ovviamente facendo sistema e rete con il pubblico chiamato a svolgere supporti di innovazione, smart….parlo anche solo di una banda larga efficiente e ovunque e di un accesso digital device per tutte le piattaforme e dispositivi, senza monopoli privilegiati e caste (soprattutto per dare opportunità ai territori di campagna, non solo alle città metropolitane)
Comolli, a proposito, Milano farà la parte del leone?
Certamente e logicamente essendo città e enti che hanno investito di più, che possono connettersi con i 20 e passa milioni di visitatori. Bene il dato, ad oggi, di 8,5 milioni di biglietti già venduti di cui il 85% all’estero: previdenti e alla ricerca delle promozioni. Dentro-Expo saranno circa 500 al giorno gli eventi in calendario, Milano città è programmata per altri 100 richiami (meno a luglio e agosto e concentrati fra le 21 di sera e l’alba) oltre a altri 60-80 eventi solo culinari in diversi punti ristoro, enoteche, gastronomie. La stessa area metropolitana fra manifestazioni, incontri, lezioni universitarie, visite tematiche (bellissimo quello dei 20 giardini in villa fra Varese e Brescia, oppure del campo-vivaio al Parco Tecnologico di Lodi), ristoranti e teatri ha già previsto di effettuare altri 50 eventi giornalieri. Facendo un calcolo molto approssimati e al minimo, nell’arco di 180-200 giorni di evento, sono in cantiere circa 130/150mila  eventi attrattivi per Expo. Una marea, impossibile fare un calendario unico, ma sicuramente in grado di “trattenere” e calamitare sulla “ milanesità” il 100% dei visitatori e curiosi.

 

Giuseppe Danielli
Direttore Newsfood.com

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