Turismo in Italia, tutti scontenti: un percorso ad ostacoli per il turista e gli Operatori Turistici

Turismo in Italia, tutti scontenti: un percorso ad ostacoli per il turista e gli Operatori Turistici

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Prendendo spunto dalla messa in guardia del Ministro Franceschini sullo stato precario del turismo culturale in Emilia Romagna, ma a ben osservare non stanno meglio Pompei, Roma e altre città, diventa urgente valutare l’importanza di un solo marchio nazionale (non doppioni o spacchettamenti di funzioni) rappresentativo del sistema turistico, di  una presenza di addetti turistici in tutte le sedi diplomatiche all’estero, di una strategia d’uso nazionale di app e servizi digitali strettamente in linea e in rete con strutture locali autonome, di chiusura di uffici di informazione e accoglienza comunali,  dislocati e serviti male, di una nuova  strategia di sistema di ambiti tematici turistici autonomi, di distretti turistici basati sulle domande globali e internazionali e non sull’offerta esistente e vecchia, di una azione che tenga conto dell’enorme patrimonio esistente che può rispondere con efficienze ed efficacia  alla domanda di “turismi”,  al plurale. Basta turismo stanziale, fisso, staticità di luogo e monocorde.

Basta “figuracce” nel mondo per gestione approssimativa di beni, uffici e servizi di siti turistici nazionali conosciuti nel mondo!  Occorre trasversalità fra città: non in competizione, non in assembramento caotico indefinito:  il turismo moderno dinamico e attivo sul territorio  non ha confini geografici. La chiave su cui lavorare è: fare squadre di aree legate da un leader comune per ambito o per tema, i distretti di area possono essere vasti o limitati a seconda della meta e del tema, i distretti territoriali turistici devono essere rivolti alla domanda, motivati e dinamici, più mete diverse contemporanee, privilegiare il turismo selfservice, favorire l’online, sostituire la marea di app con hotspot  “ di invito o di accoglienza” per ogni operatore in modo di fare rete reale, senza gelosia e con una alta formazione degli operatori economici di aggiornamento. Velocità, efficienza, sicurezza e soprattutto nessun intoppo (trasporti bloccati, ingressi e accessi vietati o chiusi, orari non continuativi secondo i tempi del visitatore, scoprire ferie strane…). Il turista non va più accompagnato, le Province non devono più spendere per accogliere e guidare, il turista dei turismi va anticipato e seguito dopo tenendolo informato, non oppure!  Da indagini raccolte da diversi studi in altri Paesi sui customer  si evince che il turista diffida da troppi intermediari e da troppe variabili della stessa destinazione (fanno lievitare il costo finale), non predilige luoghi statici e programmi disegnati sull’offerta domestica e sceglie in base a soluzioni semplici e certe per poter paragonare il costo. Per i Paesi che offrono un turismo maturo, occorre puntare invece su una complessità di contenuti e di prodotti ma offerti in modo semplice, veloce e sicuro, efficienti nel servizio ( dal noleggio di una bici all’ingresso in una spa),  meglio se abbinati a momenti brevi di conoscenza ed esperienza, emozioni soggettive e private più che collettive, dettagli per luoghi leader, non marmellate di informazioni  e troppe alternative simili che sembrano un elenco telefonico, un vocabolario dove poi manca la soluzione più idonea alla domanda. Oggi la variabilità del target e quindi la personalizzazione è un fattore determinante la scelta: il costo influisce, ma non è decisivo più si alza l’asticella dei servizi. E’ importante conoscere il comportamento dei competitors esteri prima di scrivere un pacchetto turistico di territorio e di percorso.

Giampietro comolli
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Redazione Newsfood.com

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