Contro la strage di api sospendere immediatamente l'uso di alcuni fitofarmaci

Tavolo permanente di confronto aperto ai rappresentanti dei ministeri della Politiche agricole, della Salute e dell’Ambiente, alle associazioni apistiche, alle organizzazioni professionali
agricole, ai sementieri e alle imprese di agrofarmaci; in attesa di una verifica scientifica e nel rispetto del principio di precauzione immediata sospensione di alcuni tipi di fitofarmaci
soprattutto quelli utilizzati per la concia delle sementi che contengono neonicotinoidi e potrebbero essere una delle cause della moria di api; misure finanziarie a sostegno degli apicoltori,
oggi in pesante difficoltà.

E’ quanto sollecitato dalla Cia-Confederazione italiana agricoltori per poter affrontare il gravissimo problema. In poco tempo è scomparso oltre il 50 per cento del patrimonio apistico
del nostro Paese.

Siamo in presenza di una situazione allarmante. Basti pensare -afferma la Cia- che le api contribuiscono per oltre l’80 per cento all’impollinazione delle coltivazioni. Non è, quindi, a
rischio soltanto la produzione di miele. In pericolo vi sono molte colture e possono esserci riflessi negativi anche nel settore zootecnico, vista l’importanza che riveste l’impollinazione nei
confronti dei pascoli e del foraggio.
Servono, di conseguenza, provvedimenti mirati a sostegno del settore che conta più di 50 mila apicoltori, oltre un milione e 200 mila alveari, una produzione di miele che supera le 10
mila tonnellate l’anno. Non solo. Occorre evitare che la moria delle api prosegua e abbia ulteriori conseguenze per l’intero ecosistema e la biodiversità.

Per tale ragione, gli apicoltori della Cia hanno partecipato al sit-in di oggi davanti al ministero delle Politiche agricole e il presidente Giuseppe Politi ha scritto una lettera al ministro
delle Politiche agricole Paolo De Castro nella quale sollecita un intervento tempestivo e concreto per evitare che la moria delle api provochi ulteriori conseguenze. «Oltre ai cambiamenti
climatici che influiscono sulla flora spontanea, alle malattie dovute ai parassiti, allo stress, una delle possibili cause individuate -evidenzia- è la diffusione di alcuni fitofarmaci
sistemici, in agricoltura, soprattutto quelli utilizzati per la concia delle sementi».
D’altronde, risulterebbe che «in concomitanza con la diffusione e l’impiego di seme conciato con questi prodotti -scrive Politi- gli apicoltori delle zone fortemente vocate a questa
coltivazione hanno riscontrato un’alta mortalità e spopolamento degli alveari, con danni che si sono ripercossi per tutta la stagione comportando perdite anche totali della
produzione».

«Tali fitofarmaci, oltre alle mortalità provocate da possibili errori durante il loro impegno, sono sospettati -sottolinea il presidente della Cia- di indurre alterazioni sul
comportamento, sull’orientamento e sull’attività sociali della api, anche in dosi minime». Da qui l’invito di Politi «ad applicare anche in questo caso il principio di
precauzione» e a sollecitare il ministro «ad intraprendere i passi necessari alla soluzione del problema»: E tra questi, il presidente della Cia chiede, in attesa di un reale
riscontro scientifico, di sospendere subito i preparati contenenti neonicotinoidi in agricoltura e di predisporre rapidamente tutte le procedure per rivedere l’autorizzazione dei principi
attivi che non si limitino allo studio degli effetti immediati, ma a quelli nel medio e lungo periodo per tutto l’insieme delle forme viventi».

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